Un buon esempio di solidarietà proletaria nel XXI° secolo. Operai pachistani ed indiani, in formazione ben organizzata, forzano un picchetto formato d altri operai licenziati.
ben gli sta ai comunisti nostrani che vogliono la cittadinanza per questa gente e ne sostengono costantemente le ragioni.


Rissa al picchetto dei lavoratori delle cooperative ai cancelli di Esselunga | Luigi Franco | Il Fatto Quotidiano

Rissa al picchetto dei lavoratori delle cooperative ai cancelli di Esselunga

Questa volta davanti ai magazzini Esselunga di Pioltello (Milano) sono volate le botte. Domenica le discussioni, a volte animate, hanno lasciato il posto a un vero e proprio tafferuglio. Una cinquantina di persone, tra lavoratori di una cooperativa di facchinaggio del consorzio Safra, esponenti del centro sociale Vittoria e del mondo antagonista milanese (che da più di un mese protestano per le condizioni di lavoro disumane e per 15 licenziamenti), contro un’altra cinquantina di lavoratori, che hanno forzato il picchetto per entrare a lavorare. Risulatato: oltre venti feriti.

Tutto tranquillo fino alle 16.30 di domenica, 24 ore dopo l’inizio di un nuovo sciopero. Qualche agente della Digos. La gente in presidio si scalda davanti a un fuoco: è lì per chiedere il reintegro di chi è stato licenziato e la fine di uno sfruttamento che è ai danni soprattutto di lavoratori stranieri. A un certo punto, dal fondo della strada che porta ai cancelli, un manipolo di operai in formazione compatta, a braccetto e a passo spedito, si dirige verso il presidio all’ingresso dei magazzini. Quando i due gruppi arrivano in contatto partono pugni e calci. Per alcuni minuti.

Ma qui le versioni divergono. Secondo le forze dell’ordine, i manifestanti del presidio hanno aggredito i lavoratori che volevano forzare il blocco per iniziare a lavorare. E hanno usato pezzi di bancali come spranghe e fumogeni come armi. Una volta che gli operai sono riusciti a passare, chi era in presidio ha iniziato a lanciare oggetti contundenti, colpendo anche alcuni uomini addetti alla vigilanza. Diverso quanto raccontato dal sindacato Si Cobas, che appoggia i lavoratori in sciopero: aggredito è stato chi era in presidio, vittima di un’azione squadrista guidata dal presidente di Safra, Onorio Longo. Secondo il sindacato, che ha diffuso in Rete un video in cui si vede l’inizio del tafferuglio, nel gruppo di operai che cercava di entrare c’erano anche persone estranee alle attività in Esselunga. E il presidio, dicono i Cobas, non aveva lo scopo di fermare con violenza chi volesse lavorare, ma solo persuadere a non farlo.

Il bollettino dello scontro, secondo le forze dell’ordine, è di 19 feriti: 4 tra il personale di vigilanza e 15 tra chi ha forzato il blocco, con un operaio pachistano che ha subito la fratture dello sterno (25 giorni di prognosi) e uno di nazionalità indiana che ha riportato un’ustione a un gomito. A questo conto, il sindacato Si Cobas aggiunge cinque feriti tra i lavoratori in presidio.

Per una trattativa che possa risolvere la situazione continua a muoversi il sindaco di Pioltello, Antonio Concas. Settimana scorsa il primo cittadino ha ricevuto dal Consiglio comunale mandato per proseguire con un’attività che porti al confronto tra Safra, sindacati confederali ed Esselunga. Ma il gruppo di Bernardo Caprotti, per ora, continua a latitare. “Questa è una difficoltà in più – commenta Ettore Montagna, della segreteria regionale della Filt-Cgil -. Auspichiamo che il prefetto convochi un incontro a cui partecipi pure Esselunga, oltre a Safra e lavoratori”.