Dejavu'
Scritto da Uriel Fanelli il 12/02/2011
Tempo fa parlai con un consulente -e alcuni suoi amici- che facevano consulenze anche per il governo italiano. All'epoca però era un altro governo. Stranamente, però, alcune mosse del governo Monti mi suonano stranamente familiari. Così, siccome sta succedendo un casino anche con la proposta di Passera di pagare in BTP i fornitori, vediamo di unificare le due cose in un post.
Punto primo, la partita è aperta. OGNI partita in questo mondo è SEMPRE aperta, almeno sino alla morte fisica dei giocatori. Non esistono eventi davvero escatologici, cioè delle apocalissi: come vado ripetendo da sempre, il sistema passa da un equilibrio all'altro, in maniera più o meno traumatica, anche se io per deformazione scolastica direi turbolenta.
Così, a quanto pare il governo Monti ha deciso di tenere aperta la partita con due mosse.
Parlo prima della decisione di pagare in BTP e poi vado avanti. A quanto pare, Passera intende pagare in btp i fornitori, per un totale di 90 miliardi di euro circa. La cosa, dal suo punto di vista, è vantaggiosissima. Per prima cosa succederà che procurarsi 90 miliardi di euro in btp oggi, sul mercato, costa MENO di 90 miliardi.
Così, Passera ottiene DUE obbiettivi:
Ritarda il pagamento, esattamente della durata nominale del btp.
Ridimensiona il peso economico del pagamento, pagando in valore nominale ma acquistando a valore di mercato.
Mitiga l'effetto del ritardo dei pagamenti, offrendo qualcosa in cambio, cioè il btp ed il suo interesse.
Lo stato quindi beneficia di questo, perché di fatto potrà fare buyback di un valore nominale di 90 miliardi, spendendo MENO di 90 miliardi, senza emettere nuovo debito, ma sfruttando quello esistente. E' abbastanza ovvio che non appena si darà l'ordine, le banche compreranno il debito meno costoso sul mercato, e così via.
Allora la gente dice: ma non posso pagare i fornitori e i dipendenti in btp. NI. Esistono i cosiddetti conti in titoli, che gli imprenditori possono aprire presso le banche, e grazie ai quali possono alleggerire gli interessi: essendoci un conto in btp, si può cioè avere il contante ad un prezzo scontato, a seconda della cedola del btp.
Gli imprenditori venderanno i bot? Non credo proprio: verranno pagati usando il valore nominale, fatto 100, e se vendono il bot sul mercato prima della scadenza prendono MOLTO meno di 100. Non conviene loro, conviene loro accettare invece la liquidità che un conto in titoli può dar loro.
Così, 90 miliardi di btp oggi all'estero torneranno in Italia.
Altro capitolo è INPS. Anticipando il passaggio da sistema retributivo a sistema contributivo, succede che INPS diventa, in maniera crescente nel tempo, sempre più un fondo pensione "classico". E un fondo pensione investe, normalmente, in titoli di stato. Per esempio, i btp.
Così, essenzialmente INPS inizierà a raccogliere i soldi dei contribuenti per comprare i btp, che sul mercato sono abbastanza convenienti, e anche se in questo modo diversificherà poco gli investimenti, c'è da dire che si tratta di un ente pubblico che torna in possesso del debito italiano, e che le scadenze sono -per INPS- piuttosto lente. Entrando oggi nel sistema contributivo e allungando di 3 anni l'età pensionabile, INPS ha tre anni di potenza di fuoco per comprare btp. E siccome INPS ha un cash flow tremendo, di fatto è una discreta arma da buyback.
Allora andiamo al punto: il buyback. Ha senso riportare tutto il debito in Italia? La risposta è: se ne riportate abbastanza (e in tre anni INPS può fare dei bei danni al mercato, come domanda) allora sì. Per diversi motivi.
Il primo e' che ovviamente calando l'offerta la domanda estera cresce, e lo spread tra bund e btp diventa un fattore sempre più nelle mani del governo. Se i creditori sono interni, lo stato ha agio a fare molti giochi contabili, visto che detiene la possibilità di tassare i bot, o di detassare chi li possiede.
Inoltre, i soldi di interessi che venivano prima pagati ad enti stranieri (circa 40 degli 85 miliardi di interessi che paghiamo) finiranno in Italia. L'effetto? L'effetto e' quello di una specie di abbassamento della pressione fiscale: le tasse sono un flusso di soldi dal cittadino allo stato, il pagamento degli interessi è un flusso di soldi dallo stato ad alcuni cittadini: pagare interessi ai fornitori della PA è, in qualche modo, una forma di mitigazione della pressione fiscale. Lo stato ti chiede tasse, ma ti paga indietro un tot di interessi.
Ma facciamo una ipotesi fantascientifica: lo stato riesce a riportare in Italia il debito che oggi è all'estero.
Il primo effetto è di potersene bellamente impippare del rating internazionale. Hai detto che il mio debito è Junk. Aha. E invece io dico di no, e tutto quello che potrai fare è di declassare le mie banche che possiedono btp, costringendole a vendere bond stranieri per fare liquidità: è questo che vuoi?
Prendiamo per esempio il pagamento in btp dei fornitori della PA. I fornitori allora apriranno dei conti in titoli, che forniranno garanzia per liquidità a buon prezzo , e pagheranno così i loro obblighi. Alla fine, il btp scadrà, e pagherà la cifra nominale. Nel tempo, perché non è detto che i btp abbiano tutti scadenza uguale, potrebbe essere un paniere di btp di scadenze diverse.
La domanda è: ma le banche dove diamine trovano i 90 miliardi? La risposta è: vendendo altri asset senza rimetterci troppo, ovvero vendendo titoli poco svalutati rispetto al valore nominale, come i bund tedeschi e i buoni francesi,
il che peggiorerà lo spread a loro svantaggio.
Ma qual è l'obiettivo di un buyback così massiccio? Nella strategia che conosco per averne parlato coi consulenti del precedente governo,
l'obiettivo è di arrivare a scrivere in costituzione che il debito non si può vendere su mercati non italiani, o ad enti non italiani.
Qual è il vantaggio di questo? I vantaggi sono due:
In caso di default dell'Euro, si quota il debito in lire, se non addirittura si stampa denaro per comprarlo integralmente, e si riparte con una situazione debitoria quasi pulita. E' un gigantesco paracadute che evita il default in caso di crollo dell' Euro: la minaccia tedesca di buttarci fuori dall'euro lascia il tempo che trova.
In caso qualcuno causi, mediante speculazione o le solite agenzie di rating, l'abbassamento del rating dei btp sino anche al livello "default", gli si potrà ridere in faccia e dire "Puppa".
Lo spread tra bund e btp diventa un numero senza senso. Non c'è più il mercato, che senso ha calcolare lo spread? Si tratta di un pretesto politico per chiedere la revisione del meccanismo.
Così, il buyback è la mossa che serve a svuotare lo stagno ove gli speculatori nuotano. Per questo, probabilmente, Monti ha potuto rifiutare la "generosa" offerta dell' FMI di un prestito volto a sostenere i prossimi anni.
Quanto dura questa strategia? Dipende da quanto gli speculatori ci aiutano. Il valore nominale del debito italiano detenuto presso operatori stranieri è sui 900 miliardi. Ma il suo valore di mercato, che così generosamente la BCE ci ha permesso di usare (1), è oggi molto inferiore.
Il che significa che in 18 mesi INPS e PA possono, convertendo in BTP le liquidita' (il TFR dei dipendenti, per esempio, o i depositi contabili di cassa per la PA) , comprare a prezzi stracciati un bel pochino di quei 900 miliardi.
Nel caso di INPS è un affare: compra a poco prezzo sul mercato, ma alla scadenza -qualche anno più avanti- quei titoli pagheranno al valore nominale. Lo stesso dicasi per la PA, che oggi può comprare btp sul mercato per molto meno di 90 miliardi, e poi gli imprenditori alla scadenza riceveranno il valore nominale.
LA brutta notizia è che se una simile strategia continua, 500 punti base di differenziale ce li teniamo fino alla fine del processo, che visto il meccanismo di finanziamento di INPS impiegherà qualche tempo per dare risultati, e probabilmente necessiterà di venire mantenuto anche dopo.
Qualcuno scrive che il btp sta venendo usato come moneta. Non è esatto: sta venendo usato come assegno circolare, con la strana clausola di essere un assegno circolare che ha il 100% del valore solo alla scadenza, mentre prima lo decide il mercato.
Il metodo, teoricamente, potrebbe venire esteso a tutta la PA, per l'intero ammontare della spesa pubblica, a patto di creare di volta in volta enti che incamerino i btp e in cambio eroghino moneta. Ovviamente le banche possono farlo, ma solo al patto di ottenere liquidità mediante il liberarsi di altri asset (buoni americani, buoni tedeschi, francesi, derivati vari, eccetera) senza rimetterci troppo.
Ripeto: si tratta di un'idea tipicamente tecnocratica. Erano tecnici quelli con cui ho parlato e sono tecnocrati gli uomini di Monti. Mi meraviglia che la strategia sia sopravvissuta ad un cambio di governo (a questo punto verrebbe da chiedersi quanto sia cosmetico questo cambio) , visto che di solito il committente di una consulenza è quello, e non si rivendono le consulenze.
La strategia è tipicamente fascista, cioè mira all'autarchia finanziaria, nonché ad un altro obiettivo dei regimi fascisti, che èquello di mettere ogni convenzione possibile sotto l'ala dell'autorità statale: riportato in Italia il debito, è lo stato che ne decide il valore, di fatto.
Se vogliamo, sul piano storico esso rappresenta il fallimento della strategia dei finanzieri: rompendo la finanza, fanno tornare le nazioni in ballo. Hanno segato l'albero su cui erano seduti.
E quando tornano in ballo le nazioni, normalmente iniziano a piazzare confini e ad esprimere la loro autorità, il che butta male per i finanzieri. Sarebbe stato meglio per i finanzieri far funzionare BENE la globalizzazione finanziaria in modo da cancellare gradualmente le nazioni, e poi prendere il potere. Invece stanno mandando tutto in merda troppo in fretta, quando ancora il popolo guarda al governo e non alla borsa.
Così, il risultato è di mandare all'aria un piano quasi perfetto. Che facciano crollare l'Euro, se vogliono. Si troveranno con 27 stati NAZIONALI, ferocemente contrari -da quel momento in poi - ad ogni genere di globalizzazione e ad accordi come il WTO, ognuno coi suoi VOPOS finanziari sul confine, le sue regole contro l'esportazione di capitale e il suo sistema di potere interno. E assai restii a gettare il proprio debito sul mercato, o a farvi mettere le mani sopra da stranieri.
Che è, essenzialmente, quello che spero, anche se tutti i giocatori faranno di tutto per ritardare il processo.
Ovviamente non so se questo dejavu sia fondato o meno, o se si tratti di coincidenze: molti "tecnici" hanno spesso visioni comuni. Se lo fosse, e stessero attuando davvero la strategia che ho sentito, ci sarebbe da ridere.
Uriel
(1) E' un eufemismo. L'edificio andrebbe bombardato per questa decisione. Con la gente dentro.
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