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Discussione: La Rinuncia

  1. #11
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Perchè non invece Angelus Mortis?
    Manderebbe Wasabi travestito da Razionalista
    Mi sa che mi son perso qualche puntata...
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  2. #12
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Un ladro molto abile si fece assumere come cameriere nella casa di un grande Signore perchè voleva rubarne il suo tesoro.
    Di giorno lavorava al servizio del suo padrone e di notte si intrufolava nelle stanze di questo grande palazzo alla ricerca di questo ricco tesoro.
    Passavano i giorni e il tesoro non si trovava; il ladro dopo le stanze era andato a rovistare nelle cantine, nei solai, nelle cucine, ma niente di niente.
    Questa doppia vita che conduceva incominciava a diventare sempre più insostenibile perchè oltre all'insonnia e la paura di essere scoperto c'era la rabbia che provava nei confronti di se stesso, e si diceva: " Come è possibile che un ladro scaltro come me non riesca a trovare questo tesoro ?".

    La ricerca continuava senza frutto e dopo questi sentimenti che provava incominciò ad emergere nel suo animo il dolore della sconfitta.
    Questa disperazione lo mise nella posizione di dire tutto al suo padrone, così a malincuore confessò: "Non sono un cameriere, bensì un ladro che voleva rubarti il tuo tesoro. Adesso mi puoi anche mandare in prigione, ma ti prego, dimmi dove l'hai nascosto."

    Il signore gli rispose:" Anch'io ti devo confessare una cosa. Sapevo che eri un ladro, così ho nascosto il tesoro in un posto in cui sapevo che non avresti mai guardato."
    "E' impossibile !! Ho guardato dappertutto !", ribattè il ladro.
    Il signore disse sorridendo: " NO ! C'è un posto dove non hai guardato! Non hai guardato perchè la tua mente, senza che tu te ne accorgessi, ti ha convinto che lì il tesoro non poteva esserci, ed è sotto il TUO letto nella TUA stanza."


    Spero di far cosa gradita a El rayo dicendo che non c'è bisogno di buttare giù tutta la casa, per trovare qualcosa che è già lì; basta semplicemente non ascoltare quella vocina che ci convince che esistono delle cose impossibili.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 15-12-11 alle 01:34

  3. #13
    calici amari
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Citazione Originariamente Scritto da El rayo Visualizza Messaggio


    2. Evitare di colpire o nuocere ad animali ed altri esseri viventi.
    per quanto è possibile... ma come si fa a camminare senza nuocere all'erba che calpestiamo?

    20. Evitare di bere birra ed alcoolici.
    21. Evitare [ tutti ] i tipi di canto.
    22. Evitare [ tutti ] i tipi di ballo.
    23. Evitare di suonare gli strumenti musicali.
    25. Evitare di usare profumi aromatici.
    26. Evitare di usare costumi troppo colorati.
    28. Evitare di usare sedili alti o letti fastosi.
    29. Evitare di dormire o di sedersi su sedili alti o letti fastosi.
    30. Evitare di usare troni o basi alti più della lunghezza di un gomito.
    31. Evitare di dormire o sedersi su basi o troni alti più della lunghezza di un gomito.
    32. Evitare di mangiare alimenti dopo il mezzogiorno.
    34. Evitare di mantenere uno stile-di-vita delle persone laiche.
    35. Evitare di abbandonare lo stile-di-vita del novizio.
    36. Evitare di rifiutare il servizio al proprio abate o insegnante.
    ma rinunciare a diventare monaco/monaca vale come forma di rinuncia?
    e rinunciare a qualche rinuncia?

    .
    Ultima modifica di Regina di Coppe; 15-12-11 alle 17:07
    Corpo sano in ambiente sano.

    Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
    Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.

  4. #14
    A - democratia
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Citazione Originariamente Scritto da Regina di Coppe Visualizza Messaggio
    per quanto è possibile... ma come si fa a camminare senza nuocere all'erba che calpestiamo?
    ...va letta aggiungendo "avendone la possibilità" (non hai la possibilità di non respirare) e presuppone anche delle gerarchie (scegliere di mangiare verdura e non carne) poichè non hai la possibilità di escludere sia la carne e derivati sia la verdura e derivati

    ma rinunciare a diventare monaco/monaca vale come forma di rinuncia?
    No è anzi uno dei viatici per abbracciare la Rinuncia.

    e rinunciare a qualche rinuncia?
    Si, devi rinunciare a rinunciare allo stile-di-vita del novizio-monaco e devi rinunciare a rinunciare di servire il proprio abate o insegnante (ultime due regole).
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  5. #15
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Spero di far cosa gradita a El rayo dicendo che non c'è bisogno di buttare giù tutta la casa, per trovare qualcosa che è già lì;

    Notizia graditissima....

    ...e lo è principalmente per il fatto che posso pensare e fare altro rispetto ad annientare quello che ho costruito e, in definitiva, quello che sono...



    ...basta semplicemente non ascoltare quella vocina che ci convince che esistono delle cose impossibili
    Questo, invece, è un pochino piu' complicato...

    ...quasi impossibile!
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  6. #16
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    (...)
    Samnyasin
    Quando cessa l’attrazione per la vita mondana, gli impulsi del karma si affievoliscono. Allora entrare nella strada della ricerca di Dio diventa un bisogno assoluto e l’ottenimento della liberazione l’essenza della vita. Quando un monaco decide di far parte dell’ordine dei samnyas lascia i suoi impegni con il mondo, lascia i riti ed il frutto delle azioni, il suo unico fine è la mukti, la liberazione spirituale. La sua rinuncia lo rende atmayajin, colui che sacrifica se stesso. Egli diventa l’oblazione stessa del sacrificio cosmico che procede eternamente, cosciente di ciò, egli si dedica unicamente al servizio di Dio.
    Quando i monaci vengono iniziati nell’ordine del samnyas, si uniscono al corpo universale dei rinunciatari la cui esistenza è sempre stata come un flusso ininterrotto dai tempi dei Veda sino a oggi.
    Nei tempi antichi samnyas faceva parte dei quattro ashrama (stadi della vita dell’uomo: studente, capofamiglia, ritiro nella foresta, rinuncia), ma attualmente viene praticato essenzialmente come scelta religiosa e per questa non esiste un preciso momento. Non si devono fraintendere le scritture quando definiscono il quarto stato di samnyas come l’ultimo stato della vita. In realtà nell’induismo la figura del samnyas non solo è sempre stata incoraggiata, ma addirittura idealizzata come il più elevato "rango".
    Le scritture dichiarano che le due vie, capofamiglia e rinunciatario, sono distinte negli ottenimenti e nel dharma e affermano che la vera rinuncia non può essere ottenuta da quelli che vivono nel mondo anche se animati da una genuina attitudine di distacco.
    I sacri Veda dichiarano "L’uomo che ha trovato Lui, diventa un monaco silente. Desiderando Lui solo come mondo, gli asceti lasciano le loro case ed errano".
    La samnyas diksha può essere conferita da ogni leggittimo samnyasin, ma l’iniziazione più potente e spirituale avviene attraverso uno satguru.
    Gli Sastra definiscono quattro tipi di samnyas: vidvat, vividisha, markata, atura.
    Nel primo caso, che è detto vidvat samnyas, si ha un’estrema coscienza che la rinuncia e l’abbandono del mondo sia l’unica via per realizzare la realtà e questa consapevolezza deriva da forti samskara maturati nelle vite precedenti.
    Il secondo tipo è vividisha samnyas ed avviene quando uno studente, intraprendendo un cammino di ricerca spirituale, compie lunghi anni di studio e introspezioni del Sé, attraverso le scritture e le pratiche, finché non abbraccia il samnyas per coronare i suoi frutti.
    Il terzo, markata samnyas, avviene quando una persona colpita da un dolore molto forte, come la morte di un famigliare o altro, fa i voti di rinuncia. Questo è un voto che ha poca forza e potrebbe non durare nel tempo.
    L’ultimo tipo, atura samnyas, è quello che si può ricevere in punto di morte. In tale momento, a volte, la persona può sentire il desiderio di compiere il voto di rinuncia e se muore si porterà questa impressione nella vita successiva mentre, se continua a vivere, dovrà condurre una vita rispettosa del dharma, ma se vorrà portare avanti la sua scelta dovrà consolidare i voti presi nel momento "estremo" con una cerimonia appropriata.
    Secondo la regola di molti ordini religiosi, se l’aspirante entra nell’addestramento monastico prima dei venticinque anni e possiede particolari doti, dopo un addestramento minimo di dodici anni potrà ricevere i voti entrando nei sacri ordini per iniziare una vita di samnyas.
    Solo un samnyasin può condurre un altro all’interno degli antichi ordini, dal momento che il proposito è la realizzazione di Dio, la maggior parte degli aspiranti cerca l’iniziazione da uno svami spirituamente avanzato che li può condurre verso la realizzazione.
    Samnyas diksha può essere data in modo semplice o con forme più rituali. I rituali posso includere la tonsura, la rivelazione di particolari insegnamenti esoterici, l’abiura della vita mondana, l’osservanza, in caso ci siano, dei voti monastici, la celebrazione dei riti funebri del novizio e ricevere il kavi (abito dell’ordine). IVeda dichiarano: "Il Sé è ottenuto dentro il corpo puro e risplendente attraverso l’osservanza di verità, austerità, corretta conoscenza e purezza".


    Quali sono gli scopi di una vita di rinuncia?
    I due obiettivi fondamentali del samnyas sono la realizzazione di Dio e proteggere e perpetuare il dharma.
    Sin dai tempi più remoti rinuncia e ascetismo sono stati componenti integrali della cultura vedica e considerati la via più stimata del dharma hindu. La vita monastica ha un obiettivo sia individuale che universale. A livello individuale è una vita di dedizione nella quale il monaco lascia, con piacere, le ambizioni personali, i condizionamenti del mondo materiale e quindi impegna pienamente le sue energie e la sua coscienza verso il Divino. Guidato da un satguru lungo il sadhana marga l’iniziato samnyas ottiene, attraverso gli anni, una realizzazione sempre più profonda e infine, se persiste negli sforzi, ottiene la perfetta identità con Parashiva, la realtà trascendente. A livello universale, il monachesimo induista nutre la religione preservando le verità del sanatana dharma. Gli esseri che hanno ottenuto la consapevolezza della realtà sono i maestri, i teologi, coloro che sono gli esempi della loro fede, i portatori di luce che illuminano la via per tutti.

    Quali sono i voti del samnyas?
    Negli ordini monastici esistono delle regole che sono comuni a tutte le religioni, ma nell’induismo, al contrario delle altre, questi non sono fissi e inderogabili, infatti variano a seconda della tradizione di appartenenza e soprattutto è il guru, colui che dà l’iniziazione e trasmette la tradizione, che stabilisce le regole e le pratiche che la persona, con la sua particolare struttura, deve seguire. Negli Shastra si trovano elenchi di regole e osservanze, ma vi è sempre la condizione che la parola del guru va oltre tutte le regole, essa è quella che ha valore.
    Nella vita del samnyasin le osservanze da rispettare sono: compiere ogni azione della vita per l’unico fine, la liberazione, e seguire povertà, obbedienza e purezza, queste condizioni non devono mai essere abbandonate o annullate. I samnyasin sono le autorità religiose, i protettori del sanatana dharma.
    Il primo voto sacro del samnyasin è la rinuncia, l’abbandono della limitante identità dell’ego in modo che il Sé possa raggiungere le profondità dell’essere impersonale. Il samnyasin non possiede nulla, nemmeno gli abiti che indossa.
    L’obbedienza è un impegno a seguire la via tradizionale del samnyas dharma e le specifiche direzioni ricevute dal satguru. Essa comprende obbedienza alla propria coscienza, alle scritture, a Dio e alle sue manifestazioni, all’illustre lignaggio (guru parampara).
    La purezza è un impegno a rimanere puro nei pensieri, nelle parole e nelle azioni, avere il controllo dei sensi, proteggere la mente da tutti gli istinti inferiori: falsità, odio, paura, ira, orgoglio, gelosia, lussuria, cupidigia e altro. Include l’osservanza di ahimsa.
    Alcuni ordini hanno voto di umiltà e riservatezza.

    Cos’è la via di kundalini per il samnyasin?
    Il samnyasin è completo in se stesso in quanto ha equilibrato in sé sia le energie femminili che quelle maschili, ida e pingala, diventando un conoscitore della conoscenza. Nel samnyasin si risveglia dunque quell’energia pura, che non è né maschile né femminile, è la corrente vitale di sushumna nadi, attraverso il cui potere ottiene il controllo dell’energia di kundalini.Questo potere, dopo anni di attenta guida, potrà condurre al nirvikalpa samadhi.
    La via della rinuncia, nel cammino evolutivo, sarà inevitabile per ogni essere in una vita o in un’altra e questo processo deve avere una sua maturazione naturale.
    Un piccolo, ma importante avvertimento: attenzione, siate cauti verso coloro che promettono grandi risvegli di kundalini e grandi ottenimenti da pratiche senza preparazione e rinuncia. Coloro che intraprendono la vita del samnyas devono essere preparati a seguire la via tradizionale attraverso anni di sadhana disinteressata, separata dagli amici e dalla famiglia. Tale è la via per raggiungere la verità dello yoga. Essa richiede molti e molti anni affinché il sé si sviluppi e maturi.
    Nell’opera Tirumantiram si afferma: "Molte sono le nascite e le morti dimenticate dal sé avvolto nell’ignoranza, avviluppato dalle oscure impurità. Al momento che la grazia di Shiva è guadagnata, il rinunciatario ottiene la luce splendente della conoscenza".

    Rohini Devi

    Articolo tratto da Sri Vidya n. 13 - hinduism.it

    Vita Monastica
    Ultima modifica di RAYO; 16-12-11 alle 11:29
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  7. #17
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Citazione Originariamente Scritto da El rayo Visualizza Messaggio
    ...va letta aggiungendo "avendone la possibilità" (non hai la possibilità di non respirare) e presuppone anche delle gerarchie (scegliere di mangiare verdura e non carne) poichè non hai la possibilità di escludere sia la carne e derivati sia la verdura e derivati



    No è anzi uno dei viatici per abbracciare la Rinuncia.
    la mia era una domanda in parte scherzosa, in parte provocatoria.
    Come a dire che non ci sarebbe possibilità di salvezza al di fuori del monachesimo, cosa che io dubito.
    Ci sarà pure una via laica...


    Si, devi rinunciare a rinunciare allo stile-di-vita del novizio-monaco e devi rinunciare a rinunciare di servire il proprio abate o insegnante (ultime due regole).


    Come mai proprio le ultime due rinunce non sarebbero vincolanti?
    Corpo sano in ambiente sano.

    Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
    Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.

  8. #18
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Il tema che ha proposto El rayo sulla rinuncia è legato a doppio filo con il tema della Liberazione; la nostra Libertà Interiore.

    L'essenza di questa libertà interiore l'ho capita fin da bambino, quando nei campi coperti di neve raccoglievo questi passerotti infreddoliti nella neve e li portavo a casa.
    Li mettevo dentro a una scatola, sopra del cotone al caldo, con cibo e acqua e loro con grande mia disperazione non mangiavano nulla e si lasciavano morire.

    Quel passerotto mi stava dicendo che lui stava rinunciando a quelle cose in nome di una libertà perduta.

    Dopo ho capito che se io andavo a gettare del pane nella neve, arrivavano decine di passerotti; era lo stesso pane della scatola,...come mai nessuno stava rinunciando a quel cibo?

    Nessuno aveva bisogno di rinunciare a quel cibo perchè erano LIBERI.

    Quindi il bisogno di una nostra rinuncia è lo specchio del nostro stato di libertà.
    Ed è quello che non riusciamo a capire,....quanta SETE abbiamo di questa nostra libertà?

    Rinunciare a un lavoro che ci opprime e che ci intristisce, è davvero una rinuncia ?
    Rinunciare a un amore per una persona che ci fa soffrire,...è davvero una rinuncia ?

    Sono rinunce se queste cose sono più importanti di noi stessi...

    Ma da dove prenderemo quella forza per sciogliere questi legami che ci incatenano ?

    Questa forza si acquisisce solo quando quella SETE di libertà interiore supererà quella forza che ha quel legame che ci incatena al nostro mondo fittizio;...e dopo quelle rinunce non saranno più rinunce perchè il nostro essere sarà sintonizzato su quella SETE di libertà che ha il nostro cuore.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 16-12-11 alle 21:59

  9. #19
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Citazione Originariamente Scritto da Regina di Coppe Visualizza Messaggio
    la mia era una domanda in parte scherzosa, in parte provocatoria.
    Come a dire che non ci sarebbe possibilità di salvezza al di fuori del monachesimo, cosa che io dubito (...)


    Certo Regina, ma ammetterai che non e' cosi fuori luogo chiedersi se un rinunciante abbia la strada piu' spianata rispetto ad uno che ha bisogno di alimentare il proprio ego...

    ...come dicevo a Papessa - e' bello, tra l'altro, relazionarsi con regine e papesse () - puo' diventare, banalmente, una questione di maggiori probabilita' di successo in presenza di un contesto piu' idoneo...

    ...per costruire una casa e' meglio prima livellare il tereno ed eliminare ostacoli che potrebbero falsare la visuale...




    Come mai proprio le ultime due rinunce non sarebbero vincolanti?
    Perche' devi fermare ad un certo punto la logica speculativa che rischia di trascinarci ad infinitum...e alcuni mettono il paletto, se si tratta di ricercare il Divino e immergersi in Esso, nel piu' alto grado possibile di privazioni materiali (in questo senso vi sarebbero rinuncie non vincolanti)...

    ...certo...sarebbe un beffardo spreco se si sbagliassero...ma dalla loro c'e' una Tradizione spirituale millenaria (che oltretutto ritroviamo in quasi tutti i Credo)...ed io ne ho profondo rispetto.
    Ultima modifica di RAYO; 16-12-11 alle 23:06
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  10. #20
    A - democratia
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    Predefinito Rif: La Rinuncia

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio

    Questa forza si acquisisce solo quando quella SETE di libertà interiore supererà quella forza che ha quel legame che ci incatena al nostro mondo fittizio;...e dopo quelle rinunce non saranno più rinunce perchè il nostro essere sarà sintonizzato su quella SETE di libertà che ha il nostro cuore.
    E' un traguardo per pochi...perche' presuppone una scelta per pochi...

    ...se mi guardo intorno vedo quasi esclusivamente "legame che (...) incatena al (...) mondo fittizio"...
    Ultima modifica di RAYO; 16-12-11 alle 23:12
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

 

 
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