



Da leggere assolutamente
14/12/2011
Tagli su commissione
In Italia il modo più sicuro di non fare una cosa è istituire una commissione. Quando l’estate scorsa cominciarono le operazioni di tosatura della cittadinanza, il governo Bandana intuì che bisognava offrire un sedativo alle pecorelle smagrite. Non la riduzione immediata dello stipendio dei politici (e che, siamo matti?) ma la promessa di tagli futuri. Per uniformare l’onorevole paga ai livelli europei sarebbero bastati cinque minuti: il tempo di consultare le tabelle preparate dagli uffici della Camera. Perciò si ritenne molto più utile affidare l’arduo compito a un consesso di esperti guidato dal presidente dell’Istat.
In quattro mesi la commissione Giovannini si è riunita tre volte. La prima volta per stilare una lista dei parlamenti europei a cui ispirarsi. La seconda per affidare l’indagine conoscitiva alle ambasciate italiane, anziché a un bimbo di 6 anni che avrebbe trovato i dati su Internet in un clic. La terza, si legge sul sito del governo, per un «report sullo stato di avanzamento delle attività»: immagino che ogni ambasciatore dovrà intervistare personalmente tutti i deputati del Paese in cui abita, chiedendo loro la dichiarazione dei redditi e gli scontrini del ristorante.
Nel frattempo l’euro andava a rotoli, lo spread si impennava, il governo Bandana cedeva al governo Loden, le tasse salivano, le pensioni scendevano e i cittadini si imbufalivano. Insensibile a questi accidenti della vita, la commissione proseguiva inesorabile. Il suo responso, atteso per marzo, potrebbe persino essere anticipato a gennaio. Non si sa ancora di quale anno.
ostridicolo: (ma ci sarebbe da piangere e non è ancora detto che non ci sarà)
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A me basterebbe avere una pensione onorevole, tipo quella della cicciolina.
Mica pretendo quella di prodi.


Retribuzione e indennità
Retribuzione dei deputati
Ai sensi dello statuto unico entrato in vigore nel luglio 2009, i deputati al Parlamento europeo percepiscono, in generale, la stessa retribuzione.
Ai sensi di tale statuto, l'indennità parlamentare mensile dei deputati, al lordo delle imposte, ammonta a 7.956,87 EUR per il 2011 ed è finanziata a titolo del bilancio del Parlamento. Essa è soggetta a un'imposta comunitaria e a un contributo per l'assicurazione antinfortunistica, al dei quali l'indennità è pari a 6.200,72 EUR. Anche gli Stati membri possono assoggettare l'indennità a imposte nazionali. L'indennità di base è fissata al 38,5% del trattamento economico di base di un giudice della Corte di giustizia delle Comunità europee.
Esistono alcune eccezioni, ossia i deputati che erano membri del Parlamento europeo prima delle elezioni del 2009 e che hanno potuto optare per il regime nazionale precedente per quanto riguarda l'indennità, l'indennità transitoria e le pensioni.
Pensioni
Ai sensi dello statuto, gli ex deputati avranno diritto a una pensione al compimento del 63° anno di età. La pensione ammonterà al 3,5% dell'indennità per ogni anno compiuto di esercizio del mandato, sino a un massimo complessivo del 70%. I costi di dette pensioni saranno sostenuti dal bilancio del Parlamento europeo.
Dal luglio 2010 i nuovi deputati al Parlamento europeo non possono più beneficiare del fondo di vitalizio volontario introdotto nel 1989, che è in fase di graduale smantellamento.
Indennità percepite dai deputati al Parlamento europeo
Al pari dei membri dei parlamenti nazionali, i deputati al Parlamento europeo percepiscono una serie di indennità destinate a coprire le spese sostenute nell'esercizio delle funzioni parlamentari.
Indennità per spese generali
Questa indennità è destinata a coprire le spese sostenute nello Stato membro di elezione, ad esempio le spese di gestione dell'ufficio dei deputati, le spese di telefono e postali e i costi per l'acquisto, il funzionamento e la manutenzione di computer e di materiale telematico. L'indennità è dimezzata nel caso di deputati che, senza una debita motivazione, non partecipano alla metà delle sedute plenarie in un anno parlamentare (da settembre ad agosto).
Per il 2011 l'importo mensile dell'indennità è fissato a 4 299 EUR.
Spese di viaggio
La maggior parte delle riunioni del Parlamento europeo, quali le tornate e le riunioni di commissione e dei gruppi politici, si svolgono a Bruxelles o a Strasburgo. I deputati ricevono il rimborso del costo effettivo dei biglietti di viaggio acquistati per recarsi a dette riunioni su presentazione delle ricevute, fino a concorrenza di una tariffa della classe "business" per i viaggi in aereo, di una tariffa di prima classe per i viaggi in treno o del limite di 0,50 EUR/km in caso di viaggio in auto privata, a cui si aggiungono indennità fisse basate sulla distanza e la durata del viaggio destinate a coprire le spese accessorie legate al viaggio (quali, ad esempio, i pedaggi autostradali, le spese per il bagaglio in eccesso o di prenotazione).
È stato abolito il sistema precedente che prevedeva un'indennità forfettaria per i viaggi a Bruxelles e a Strasburgo (nonché ogni altra destinazione dell'UE).
Indennità di viaggio annuale
Nell'esercizio del loro mandato i deputati devono spesso effettuare viaggi al di fuori dello Stato membro di elezione per motivi diversi dalle riunioni ufficiali, ad esempio per assistere a una conferenza in un altro Stato membro o per effettuare una visita di lavoro in un altro paese in veste di relatore.
Per coprire questa eventualità, i deputati possono ricevere un rimborso da un'indennità di viaggio annuale fissa che copre le spese di viaggio, di alloggio e le altre spese connesse. Il rimborso è effettuato sulla base dell'effettiva tariffa aerea o ferroviaria, previa presentazione del titolo di viaggio e dei necessari documenti giustificativi.
Per il 2011, l'importo di tale indennità è fissato a un massimo di 4.243 EUR.
Indennità di soggiorno
Il Parlamento versa un'indennità forfettaria di 304 EUR per ogni giorno di presenza alle riunioni ufficiali degli organi del Parlamento nei quali il deputato è attivo tenute all'interno della Comunità europea. Tale indennità copre le spese di vitto e alloggio nonché tutte le altre spese derivanti dalla partecipazione a dette riunioni. Il Parlamento versa l'indennità solo se il deputato firma l'elenco ufficiale di presenza.
Durante le tornate, il Parlamento dimezza tale importo per i deputati che non hanno partecipato alla metà delle votazioni per appello nominale che si svolgono il martedì, il mercoledì e il giovedì di tornata a Strasburgo e il secondo giorno della tornata a Bruxelles.
Il Parlamento versa una somma di 152 EUR al giorno, a cui si aggiungono le spese di alloggio e di prima colazione, per la partecipazione alle riunioni che hanno luogo al di fuori del territorio comunitario, anche in questo caso a condizione che il deputato abbia firmato l'elenco ufficiale di presenza per la riunione in questione


Io credo che le uscite più rilevanti -e quindi da calcolare analiticamente- siano quelle relativo all'ex presidente del consiglio.
Con questo mi riferisco all'intero costo sopportato dall'Italia per il servizio in oggetto, per il quale gli emolumenti da parlamentare e membro principe del governo rappresentano una componente infinitesima.
Naturalmente a fronte di quest'analisi dei costi dobbiamo necessariamente correlare i ricavi. (dell'azienda Italia e non delle aziende di proprietà dei figli)
Che ne dite, proviamo ad affrontare questa sfida?



