Bruno Aprile e la Democrazia Diretta: INPS, GIUSTIZIA E STATO
Come ormai mia consuetudine, pongo prima in evidenza quanto prevede la nostra legge fondamentale (la Costituzione italiana)... a prescindere dalle leggi di merda che emana il nostro parlamento illegittimo (poiché composto da esponenti di associazioni non legalizzate, verticistiche e non trasparenti - cosiddette "partiti").
L'art. 24 della Costituzione italiana recita:
- Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
- La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
- Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
- La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
L'art. 111 recita:
- La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
- Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
-...omissis...
- Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.
*Tralasciamo pure gli "appositi istituti" (che appaiono cliccando sul collegamento ipertestuale inserito nella frase sopra - al testo dell'art. 24 Cost.)
*Tralasciamo pure anche il fatto che le procedure giudiziarie assegnano d'ufficio un legale rappresentante (avvocato) alla parte chiamata a rispondere in giudizio, la quale può decidere di avvalersene o di sostituire con un legale di fiducia
E' evidente che, per quanto deducibile dagli articoli costituzionali sopra esposti:
Ogni provvedimento che limiti la libertà, i diritti, la vita di ogni cittadino deve essere motivato da un'autorità giudiziaria, e deve essere data la possibilità al cittadino accusato di potersi difendere o esporre le motivazioni che lo hanno condotto ad assumere quanto gli viene contestato da una controparte.
Nel caso in cui la parte ricorrente nei confronti di un cittadino è ad esempio una delle più famose associazioni STATALI, chiamata INPS, i cui funzionari percepiscono stipendi da nababbi e gestiscono i fondi prelevati dai cittadini come cazzo vogliono (gestiscono è un termine ambizioso), al cittadino non resta che piangere.
L'INPS (ma non solo) può anche pignorarti 1/5 dello stipendio e tu, cittadino, non puoi dire e fare NULLA !
La procedura che riguarda infatti il pignoramento coatto del 1/5 dello stipendio prevede PRIMA la condanna e POI la sentenza :-) e, come se non bastasse, all'udienza che il Tribunale fisserà con calma (se deciderà di fissarla prima che l'interessato crepi di fame) il soggetto che si citerà a comparire davanti al giudice non è l'interessato (a cui si è già iniziato a pignorargli il 1/5 dello stipendio) ma la ditta che lo stipendia :-)
Continuate a votare ed a sventolare bandiere di partito in piazza..italioti !
Ora un invito alla riflessione a tutti coloro che pensano di dover cambiare la Costituzione italiana:
L' articolo 111 della Costituzione italiana è stato modificato nel 2001 (legge costituzionale n. 3), quindi recentemente (rispetto a quanto previsto dal codice di procedura civile - che tratta la materia), ergo:
Non serve a nulla modificare la Costituzione italiana se poi chi legifera lo fa come cazzo vuole, in contrasto con essa e nel disprezzo dei suoi principi fondamentali... chiaro ? (artt. 134 e 136 Cost.)
LA PROCEDURA E' LA SEGUENTE:
Il creditore intima, con atto di pignoramento presso terzi, all'azienda presso cui lavora il debitore di trattenere e versare al creditore stesso 1/5 del suo stipendio.
L'azienda una volta ricevuta la notifica dell'atto, dall'ufficiale giudiziario, inizia SUBITO a trattenere al lavoratore dipendente la quota stabilita e a versarla al creditore.
Il Tribunale deciderà dopo e con calma quando convocare il datore di lavoro perché questi esponga la situazione del suo lavoratore dipendente. In questa udienza è convocato anche il lavoratore (direttamente interessato) ma solo come spettatore.
Il giudice poi stabilirà, in base alle informazioni ricevute, se confermare l'importo trattenuto e versato al creditore nei termini richiesti dal creditore e/o dalla legge.
Concludo sempre rispondendo a quelli che dicono: "la legge è questa e bisogna rispettarla" che:
QUANDO UNA LEGGE CONTRASTA PALESEMENTE LA COSTITUZIONE PER ME NON HA ALCUN VALORE E DI TALE LEGGE ME NE FOTTO ALTAMENTE (motivazioni correlate sono all'inizio di questo post, ovvero che chi fa le leggi è parte di associazioni illegittime).
Se facessero lo stesso ragionamento gli italioti che ancora votano principalmente forse il legislatore potrebbe pensare con maggior cura ed attenzione a quanto prevede la nostra legge fondamentale che è tenuto a rispettare ! (Art. XVIII disp. trans. e finali) prima di emanare le cosiddette LEGGI.




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