La scomparsa di Bocca, noto antimeridionale
di Gennaro De Crescenzo (presidente movimento neoborbonico)
gennaro de crescenzo
Da qualche ora è morto Giorgio Bocca e sono già centinaia le dichiarazioni di politici, intellettuali o opinionisti della prima e dell’ultima ora a ricordare il “maestro di giornalismo” o “l’eroico partigiano”. Nessuno, però, ricorda che ormai da molti anni Bocca era diventato diventato un “noto antinapoletano e antimeridionale”: una delle voci più accanite nelle offese rivolte contro napoletani e meridionali. Giusta la pietà cristiana e umana per chi muore ma, anche in questi momenti, non si possono non ricordare le affermazioni spesso sconcertanti dello scrittore piemontese. E non si trattava certo di “provocazioni”...lui era fiero di dirsi razzista contro quella Palermo ricca solo di “un’umanità repellente che puzzava di marcio e con gente mostruosa” o contro Napoli, “un cimiciaio”, “una città decomposta da migliaia di anni”, “una moderna Babilonia” o contro Caserta e la sua reggia (“una reggia da Re Sole in un paese di Re merda”). E all’intervistatore che cercava di attutire il colpo rispondeva di non aver mai provato un minimo senso di gratitudine per quella gente (“Grato? Come dire: sono grato perché vado a caccia grossa di belve. Insomma, non sei grato alle belve, fai la caccia grossa, non è che fraternizzi con le belve”) o arrivava a dichiarare che “qualche parola buona” sul Sud si trovava solo “perché è necessaria un po’ di ipocrisia (sapevo sempre che dovevo tener buoni i miei lettori meridionali, quindi davo un contentino)”. Possiamo solo augurarci che il Bocca-maestro non abbia avuto allievi degni.
Senza entrare nel merito delle sue scelte personali e politiche che hanno preceduto queste posizioni (prima fascista e poi partigiano), per capire la portata di questo tipo di idee, potremmo solo provare a immaginare che qualcuno potesse riferirle per un attimo ai “padani” o a popolazioni di colore o alla comunità ebraica… Del resto le reazioni violente e rabbiose che in queste ore hanno invaso i social network sono il segnale chiaro di queste semplici verità. Bocca ha offeso per anni milioni di persone contribuendo in maniera determinante alla diffusione di luoghi comuni e di un razzismo antimeridionale rischioso e dannoso in un momento delicato e complesso come quello che l’Italia (ed in particolare l’Italia meridionale) sta vivendo tra crisi economiche, disoccupazioni crescenti, un’emigrazione soprattutto giovanile sempre più drammatica e questioni meridionali tuttora irrisolte dopo 150 anni. Dovrebbero ricordarlo anche i celebratori (settentrionali o addirittura meridionali) di oggi.
da La scomparsa di Bocca, noto antimeridionale - Associazione culturale Neoborbonica





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