



Queste cose mi appassionano poco, però mi incuriosisce conoscere il motivo per cui questi gruppi chiedono cose diverse, come poter prendere l'ostia da seduti invece che nel modo tradizionale.
C'é una spiegazione chiara? Chiedo anche anche a trilex, perché mi piacerebbe capire.
Saluti
Ultima modifica di Cuordy; 13-01-12 alle 00:43
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


E' una bella domanda.
Il problema è , a mio avviso l'antropocentrismo, mettere il fedele come centro e destinatario della Liturgia (quantomeno a livello inconscio anche se alcuni scritti di Kiko lo affermano in maniera implicita).
Come Cattolici siamo tenuti viceversa a mettere al centro della massima espressione di Culto non l'assemblea, nè tantomeno il Sacerdote (nella versione che va molto di moda di prete imbonitore) ma il Dio che rinnova e ripete il Supremo Sacrificio in forma incruenta.
Accentuare il lato assembleare e di mensa e svilire tutto ciò.
Non è questione di tradizione, ma di adesione al depositum fidei.
Questo per fare un esempio.
Ce ne sarebbero a iosa.
Il problema non è la buona fede e l'incessante attività del 98% dei Neocat , ma ciò che fanno se porta veramente vicini o meno alla Salvezza.
Preferisco di no.


Aspettando la spiegazione di Trilex ricordo che un'amica neocatecumenale mi spiegava che la messa come la fanno loro viene considerata come una messa fatta al modo dei primi cristiani. Di conseguenza credo che anche il modo di prendere la comunione sia visto come un riallacciarsi ad un supposto modo dei primi cristiani (dico supposto perché non ho mai letto alcun saggio su com'erano le celebrazioni nei tempi apostolici, quindi non ho la possibilità di affermare o smentire quest'uso).
Così mi disse che quel giorno era uscita coi fiori gialli tra le mani perché finalmente la trovassi e che se non fosse successo si sarebbe avvelenata perché la sua vita era vuota. - M. A. Bulgakov


In effetti non c'è nessuna traccia a livello storico della comunione distribuita seduti al proprio posto , senza alzarsi (come prima che il Papa tirasse loro le orecchie) , nè del calice comune, col sacerdote che gira per la Chiesa.
Senza offendere ma Arguello è un pittore che a trent'anni s'è inventato un rito.
E' un rito "com'era effettivamente e ci è stato tramandato" o invece "come Arguello pensa fosse e crede così" ?
Notare che son discorsi che maturano in un clima non storico o archeologico o liturgico o di ricollegarsi a qualche tradizione sicura e vivente (non ricostruita a tavolino, cioè) ma di certa teologia progressista in chiave hegeliana e de facto antropocentrica , che tanto andava di moda agli inizi del CNC alla Kung e Schillebeeckx.
Non è sbagliato in se e per sè dare risalto al Fedele a livello teologico e liturgico (ne parlava come esigenza anche Pio X), è nocivissimo però dargli l'impressione (la liturgia è in primis catechesi) che egli sia il centro di questo processo.
Ultima modifica di Miles; 13-01-12 alle 01:27
Preferisco di no.


Qua in effetti tocchi il problema alla radice. Il fenomeno dei gruppi e movimenti meriterebbe una analisi socio-antropologica. Anche leggendo le cose che scrivono gli appartenenti a tali gruppi (non solo nc!) su questo forum o su altri, emerge una necessità di "distinguersi" dalla massa dei fedeli, di sentirsi in qualche modo parte di una élite o di una comunità più ristretta, particolare; e l'uso di riti peculiari ad una certa comunità va, mi pare, in questo senso. Ricordo che anche Ulell, ciellino, parlava di certe particolarità delle celebrazioni di CL, tipo il sistematico non-canto del Sanctus. Amici vicini ai Focolarini mi dicono invece che nei canti di questo movimento è usato un linguaggio particolare, in cui alcune parole assumono un senso che è pienamente intellegibile solo per chi conosce quel modo di esprimersi.
Forse questo senso di appartenenza ad un gruppo ristretto ed élitario gioca un ruolo importante nel far sì che molte persone si avvicinino e poi si impegnino a fondo nella vita di tali gruppi movimenti etc.; e difatti a volte pare che il "movimento" venga quasi prima della Chiesa Cattolica (mentre va da sé che dovrebbe essere il contrario).
Ultima modifica di Nazzareno; 13-01-12 alle 13:21


Causa "tempo" rispondero' un po alla volta:
Sbagliato, anche con una rapida ricerca internet potrai trovare tante fonti, l'eucaristia nel cnc segue l'esempio di quella dalla Chiesa dei primi secoli, nel concreto nel rito primitivo il pane (non ostia) veniva posto su grandi piatti detti "patina" e tramite questi distribuiti all'assemblea, come anche il vino distribuito con uno o piu' calici a tutta l'assemblea. Perche' nella Chiesa primitiva, l'eucaristia veniva amministrata dal sacerdote nelle due specie, ciascuno rimaneva al proprio posto in quanto non vi era processione.In effetti non c'è nessuna traccia a livello storico della comunione distribuita seduti al proprio posto , senza alzarsi (come prima che il Papa tirasse loro le orecchie) , nè del calice comune, col sacerdote che gira per la Chiesa.
Ultima modifica di trilex; 13-01-12 alle 15:07




Ma neppure al III secolo. E del periodo delle origini sappiamo comunque pochissimo, quindi sarebbe anche il caso di finirla con le storielle sulle "origini". Noi non viviamo nei primi secoli, e non sappiamo cosa accadesse realmente. Difatti Pio XII condannava l'"archeologismo" come una malattia pericolosissima. Se volessimo tornare al II-III secolo, dovremmo avere donne col capo coperto (cfr. s. Paolo), e altre cose che oggi paiono fuori luogo.
Dopodiché, a me la storia della Comunione da fermi suona nuova. Anzi, chi critica Benedetto XVI per la Comunione in ginocchio (tipo Andrea Grillo) afferma che tale pratica oscura il momento processionale, che è antichissimo, diffuso in Occidente ed in Oriente (tanto che in Oriente lo si raffigura persino nella Comunione degli Apostoli!). Anche i canti di Comunione pervenutici rientrano nella categoria dei canti processionali, assieme ai canti d'ingresso e a quelli della processione offertoriale.


Credimi chi e' nel CNC a meno che uno non sia un cretino non si sente elite, semmai il contrario, gran parte nei neocatecumeni e' costituito da ex atei, agnostici, ex estremisti politici, tossici, ex alcolisti, come anche (ne conosco) gente recuperata tra i testimoni di genova, ex evangelici e pure qualche buddista e affine.
Tutto siamo tranne che elite cattolica, il CNC e' un percorso forte, nel quale impari innanzitutto a conoscerti, poi a scoprire la croce gloriosa e l'amore del Signore alla tua vita.
Perche' un percorso "particolare"? Perche' e' una esigenza verificata gia con il Concilio, infatti mentre Kiko e Carmen elaboravano il CNC, alcuni prelati studiavano un percorso che poi sara' l'OICA, nasceranno quasi in contemporanea, ed e' stupefacente come senza essersi parlati mai prima, i due percorsi siano sovrapponibili nella struttura passaggi compresi.
Solo che nel concreto l'OICA non e' mai partita, il Cammino si.
Ultima modifica di trilex; 13-01-12 alle 15:35