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Discussione: Domus Galilae

  1. #161
    fiamma verde
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Citazione Originariamente Scritto da Nazzareno Visualizza Messaggio
    Ma neppure al III secolo. E del periodo delle origini sappiamo comunque pochissimo, quindi sarebbe anche il caso di finirla con le storielle sulle "origini". Noi non viviamo nei primi secoli, e non sappiamo cosa accadesse realmente. Difatti Pio XII condannava l'"archeologismo".
    Mi ero stupito che ancora nessuno avesse tirato fuori sta storia dell'archeologismo, MA come da me domandato anche altrove, a cosa si riferive Pio XII? Lo sai?

  2. #162
    fiamma verde
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    Credimi chi e' nel CNC a meno che uno non sia un cretino non si sente elite, semmai il contrario, gran parte nei neocatecumeni e' costituito da ex atei, agnostici, ex estremisti politici, tossici, ex alcolisti, come anche (ne conosco) gente recuperata tra i testimoni di genova, ex evangelici e pure qualche buddista e affine.

    Tutto siamo tranne che elite cattolica, il CNC e' un percorso forte, nel quale impari innanzitutto a conoscerti, poi a scoprire la croce gloriosa e l'amore del Signore alla tua vita.

    Perche' un percorso "particolare"? Perche' e' una esigenza verificata gia con il Concilio, infatti mentre Kiko e Carmen elaboravano il CNC, alcuni prelati studiavano un percorso che poi sara' l'OICA, nasceranno quasi in contemporanea, ed e' stupefacente come senza essersi parlati mai prima, i due percorsi siano sovrapponibili nella struttura passaggi compresi.

    Solo che nel concreto l'OICA non e' mai partita, il Cammino si.
    Aggiungo questo:


    “Rapporto sulla fede”, Vittorio Messori a colloquio con Joseph Ratzinger. Edizioni San Paolo.1985, pag. 40-43 )

    “La speranza dei “movimenti”

    Ma, chiedo inquieto, la sua immagine negativa della realtà della Chiesa del dopo Concilio non lascia spazio a qualche elemento positivo?


    « Paradossalmente ‑ risponde ‑ è proprio il negativo che può trasformarsi in positivo. Molti cattolici, in questi anni, hanno fatto l'esperienza dell'esodo, hanno vissuto i risultati del conformismo alle ideologie, hanno provato che significhi attendersi dal mondo redenzione, libertà, speranza. Che aspetto avesse una vita senza Dio, un mondo senza Dio, finora lo si era saputo solo in teoria. Ora lo sì è constatato nella realtà. É a partire da questo vuoto che noi possiamo nuovamente scoprire la ricchezza della fede, la sua indispensabilità. Per molti, questi anni sono stati come un'ardua purificazione, quasi una via attraverso il fuoco che ha aperto la possibilità nuova di una fede più profonda ».


    « Non dimenticando mai ‑ continua ‑ che ogni concilio è prima di tutto una riforma dal vertice che deve poi espandersi alla base. Ogni concilio, cioè, per dare davvero frutto, deve essere seguito da un'ondata di santità. Così è stato dopo Trento che proprio grazie a questo raggiunse il suo scopo di vera riforma. La salvezza per la Chiesa viene dal suo interno, ma non è affatto detto che venga dai decreti della gerarchia. Dipenderà da tutti i cattolici, chiamati a dargli vita, se il Vaticano Il e i suoi esiti saranno considerati un periodo luminoso per la storia della Chiesa. Come ha ripetuto di frequente Giovanni Paolo II: " La Chiesa di oggi non ha bisogno di nuovi riformatori. La Chiesa ha bisogno di nuovi santi " ».


    Non vede dunque, insisto, altri segni positivi oltre a quelli che vengono dal " negativo” - di questo periodo della storia ecclesiale?


    « Certamente ne vedo. Non mi soffermo qui a parlare dello slancio delle giovani chiese (come quella della Corea del Sud) o della vitalità delle chiese perseguitate, perché ciò non può essere ricondotto immediatamente al Vaticano II; così come non possono essere direttamente attribuiti a esso i fenomeni di crisi. Ciò che apre alla speranza a livello di Chiesa universale ‑ e ciò avviene proprio nel cuore della crisi della Chiesa nel mondo occidentale ‑ è il sorgere di nuovi movimenti, che nessuno ha progettato, ma che sono scaturiti spontaneamente dalla vitalità interiore della fede stessa. Si manifesta in essi ‑ per quanto sommessamente ‑qualcosa come una stagione di pentecoste nella Chiesa ».

    A che pensa in particolare?


    « Mi riferisco al Movimento carismatico, ai Cursillos, al Movimento dei Focolari, alle Comunità neocatecumenali, a Comunione e Liberazione, ecc. Certamente tutti questi movimenti sollevano anche qualche problema; comportano anche, in misura maggiore o minore, dei pericoli. Ma questo accade per ogni realtà vitale. In numero crescente, mi capita ora di incontrare gruppi di giovani, nei quali c'è una cordiale adesione a tutta la fede della Chiesa. Giovani che vogliono vivere pienamente questa fede e che portano in loro un grande slancio missionario. Tutta l'intensa vita di fede presente in questi movimenti non implica una fuga nell'intimismo o un riflusso nel privato, ma semplicemente una piena e integrale cattolicità. La gioia della fede che vi si sperimenta ha in sé qualcosa di contagioso. E qui crescono ora in maniera spontanea nuove vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla vita religiosa ».


    Nessuno ignora però che tra i problemi suscitati da questi nuovi movimenti c'è anche il loro inserimento nella pastorale generale. La sua risposta è pronta: « Ciò che stupisce è che tutto questo fervore non è stato elaborato da alcun ufficio di programmazione pastorale, ma è apparso in qualche modo da solo. Questo dato di fatto ha come conseguenza che gli uffici di programmazione ‑ proprio quando vogliono essere molto "progressisti" ‑ non sanno che cosa fare con loro: essi non rientrano nel loro piano. Così, mentre sorgono tensioni nell'inserimento dei movimenti all'interno delle istituzioni attuali, non vi è assolutamente nessuna tensione con la Chiesa gerarchica come tale ».


    Un giudizio il suo, dunque, pieno di simpatia. Il cardinale lo conferma: « Emerge qui una nuova generazione della Chiesa, a cui guardo con grande speranza. Trovo meraviglioso che lo Spirito sia ancora una volta più forte dei nostri programmi e valorizzi ben altro da ciò che noi ci eravamo immaginati. In questo senso il rinnovamento è sommessamente ma efficacemente in cammino. Vecchie forme, che si erano arenate nell’auto-contradizione e nel gusto della negazione, escono di scena e il nuovo sta già facendosi strada. Naturalmente esso non ha ancora piena voce nel grande dibattito delle idee dominanti. Cresce nel silenzio. Il nostro compito- in quanto incaricati di un ministero nella Chiesa e in quanto teologi- è quello di tenergli aperte le porte, di preparargli lo spazio. Infatti le tendenze, che attualmente sono ancora prevalenti, si muovono in tutt’altra direzione. Se si guarda proprio a questa “situazione metereologica generale” dello Spirito, si deve parlare, come facevamo prima, di una crisi della fede e della Chiesa. Solo se noi ci poniamo davanti ad essa senza pregiudizi, potremo anche superarla ».
    Ultima modifica di trilex; 13-01-12 alle 15:34

  3. #163
    fiamma verde
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Citazione Originariamente Scritto da Nazzareno Visualizza Messaggio
    Ma neppure al III secolo......
    Apppunto la Chiesa e' nata nel primo secolo.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Catecumenato
    Ultima modifica di trilex; 13-01-12 alle 16:09

  4. #164
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    Mi ero stupito che ancora nessuno avesse tirato fuori sta storia dell'archeologismo, MA come da me domandato anche altrove, a cosa si riferive Pio XII? Lo sai?
    L'hai tirata fuori tu parlando di pratiche delle "origini". Comunque, questo è solo un pezzetto della Mediator Dei:
    "Così, per fare un esempio, è fuori strada chi vuole restituire all'altare l'antica forma di mensa; chi vuole eliminare dai paramenti liturgici il colore nero; chi vuole escludere dai templi le immagini e le statue sacre; chi vuole cancellare nella raffigurazione del Redentore crocifisso i dolori acerrimi da Lui sofferti; chi ripudia e riprova il canto polifonico anche quando è conforme alle norme emanate dalla Santa Sede."

    Tutto è lecito se Roma approva, ma la storia "bisogna far così semplicemente perché così si faceva in origine", tirata in ballo da molti (non solo nc) è peregrina, non solo sul piano pastorale e pratico, ma anche su quello "storico-scientifico", perché è impossibile ripristinare per intero quell'epoca (nel caso, assieme alla processione di Comunione, dovremmo sopprimere pure il segno di croce, nato nell'Alto medioevo?), e perché i nostri dati sui primi secoli sono pochi, mutevoli a seconda delle epoche e delle zone, e a volte persino contradditori.
    Insomma, ciascuno faccia come crede, se l'autorità competente approva, ma togliamoci dalla testa l'idea che questa o quella pratica ci renda simili alle "comunità delle origini", perché nessuno di noi è nato nel I secolo (o nel XIII, o nel XVI).
    Ultima modifica di Nazzareno; 13-01-12 alle 16:30

  5. #165
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Il "ritorno alle origini" è una moda che talvolta rende bene.
    gene normanno

  6. #166
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    Citazione Originariamente Scritto da Nazzareno Visualizza Messaggio
    è impossibile ripristinare per intero quell'epoca
    se pero' parliamo del vecchio messale e' possibile, vero?



    Il ritorno alle origini, significa riscoprire l'eucaristia nella sua interezza, essendo voi teologicamente preparati (al mio contrario), sapete certamente quanto nel tempo abbia assunto sempre piu' rilevanza il sacrificio rispetto alla
    resurrezione, insomma alla Pasqua, nel Cammino si cerca di ri-bilanciare i due momenti, tutto qui.

  7. #167
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    se pero' parliamo del vecchio messale e' possibile, vero?

    Il ritorno alle origini, significa riscoprire l'eucaristia nella sua interezza, essendo voi teologicamente preparati (al mio contrario), sapete certamente quanto nel tempo abbia assunto sempre piu' rilevanza il sacrificio rispetto alla
    resurrezione, insomma alla Pasqua, nel Cammino si cerca di ri-bilanciare i due momenti, tutto qui.
    I "ribilanciamenti" - questione più di accenti che di sostanza, visto che mai i Cattolici si sono scordati della Risurrezione - sono già largamente presenti nel Messale di Paolo VI, usato in tutte le parrocchie, e non sono certamente una scoperta di Kiko, né di nessun altro.

    Per il Messale di Giovanni XXIII dovresti chiedere a chi frequenta le celebrazioni in forma extra-ordinaria. O al Papa medesimo, che ha emanato istruzioni in merito (e celebrava spesso in rito antico, da cardinale). Dopodiché, a parte il fatto che avevo espressamente specificato che nessuno di noi è nato nel XVI secolo - e quindi nessuno può pretendere di ricostruire la Controriforma - il paragone è scientificamente privo di qualsiasi consistenza, perché, a differenza dei famigerati riti delle "origini" che nessuno di noi ha mai visto (a meno che tu non abbia 1950 anni), il Messale antico ci è giunto integro e perfettamente utilizzabile, non necessita di nessuna ipotesi o ricostruzione "archeologica".

    Ah, una considerazione fuori tema: singolare che tra gli archeologismi Pio XII annoveri le "mense".
    E trovo estremamente buffa la gara a "chi è più antico" che pare andar di moda oggi: da una parte certi "tradizionalisti" sembrano convinti che la Messa sia sempre stata uguale dall'anno Domini 33 fino al 1965, dall'altra certi "progressisti" pensano di poter ricostruire, su non si sa quali basi, la Chiesa delle "origini".
    Ultima modifica di Nazzareno; 14-01-12 alle 00:58

  8. #168
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Citazione Originariamente Scritto da Nazzareno Visualizza Messaggio
    I "ribilanciamenti" - questione più di accenti che di sostanza, visto che mai i Cattolici si sono scordati della Risurrezione - sono già largamente presenti nel Messale di Paolo VI, usato in tutte le parrocchie, e non sono certamente una scoperta di Kiko, né di nessun altro.

    Per il Messale di Giovanni XXIII dovresti chiedere a chi frequenta le celebrazioni in forma extra-ordinaria. O al Papa medesimo, che ha emanato istruzioni in merito (e celebrava spesso in rito antico, da cardinale). Dopodiché, a parte il fatto che avevo espressamente specificato che nessuno di noi è nato nel XVI secolo - e quindi nessuno può pretendere di ricostruire la Controriforma - il paragone è scientificamente privo di qualsiasi consistenza, perché, a differenza dei famigerati riti delle "origini" che nessuno di noi ha mai visto (a meno che tu non abbia 1950 anni), il Messale antico ci è giunto integro e perfettamente utilizzabile, non necessita di nessuna ipotesi o ricostruzione "archeologica".

    Ah, una considerazione fuori tema: singolare che tra gli archeologismi Pio XII annoveri le "mense".
    E trovo estremamente buffa la gara a "chi è più antico" che pare andar di moda oggi: da una parte certi "tradizionalisti" sembrano convinti che la Messa sia sempre stata uguale dall'anno Domini 33 fino al 1965, dall'altra certi "progressisti" pensano di poter ricostruire, su non si sa quali basi, la Chiesa delle "origini".
    Il problema è alla radice.
    Chi sente necessità di inventare ex novo un rito con una teologia specifica alle spalle esplicitamente afferma che la Chiesa in quanto tale non possiede i mezzi sufficienti per la salvezza delle Anime.

    Il che è un rinnegare circa duemila anni non tanto di Teologia, ma di Vita e soprattutto di Vangelo, laddove v'è la promessa che mai saremmo stati abbandonati.

    Il discorso poi è ancora più terra terra laddove si vede che Kiko & co. più che da una presunta Chiesa delle origini (gli storici della Liturgia passano secoli a litigare tra loro ed ognuno pone una teoria particolare che spesso è contraria di quella di altri storici, basti pensare alla vexata questio dell'orientamento dell'altare) come iniziatori del CNC han fatto copia&incolla "liturgico" virgolette d'obbligo da certi strali battisti e pentecostali in chiave low church.

    Protestantesimo strisciante.

    Inventarsi un rito è in soldoni dire che la Chiesa si sbaglia e che quindi il 98% dei Cristiani è ingannato e vive nella falsità e solo una nicchia ha viceversa la verità.
    E' l'errore settario alla base.
    Da questo punto di vista non v'è differenza tra CNC e sedevacantume.
    Preferisco di no.

  9. #169
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    se pero' parliamo del vecchio messale e' possibile, vero?



    Il ritorno alle origini, significa riscoprire l'eucaristia nella sua interezza, essendo voi teologicamente preparati (al mio contrario), sapete certamente quanto nel tempo abbia assunto sempre piu' rilevanza il sacrificio rispetto alla
    resurrezione, insomma alla Pasqua, nel Cammino si cerca di ri-bilanciare i due momenti, tutto qui.
    A proposito di "vecchio" Messale ...

    Ti pare forse che quest'ultimo non ponga giusta enfasi all'aspetto della Resurrezione?

    E se anche per assurdo così fosse, nel momento che Kiko & co. affermano che esso è teologicamente mancante di un aspetto fondamentale, esplicitamente ammettono che la Chiesa in quanto tale è mancante di un qualcosa di necessario.
    Ergo la Chiesa in quanto tale sarebbe solo un coacervo di buone persone che però non hanno la verità che viceversa possiederebbe il CNC.

    Occhio che non è un'accusa a te ed al 98% degli adepti del CNC che sono in buonissima fede e che non grazie, ma nonostante una pessima Teologia (CNC) si sono messi sulla carreggiata della Salvezza.

    Ma il neocatecumenalismo così com'è teologicamente è qualcosa che si pone in diversione alla Chiesa.
    Preferisco di no.

  10. #170
    fiamma verde
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    Predefinito Rif: Domus Galilae

    Innanzitutto, il messale utilizzato nelle messe animate dal CNC e' quello romano, non altro.

    A questo rito sono state apportate alcune (piccole) modifiche ispirate alla Chiesa dei primi secoli. Perche'? Per distinguersi? Per fare un altra Chiesa? Per qualche altra stronzata? No

    Perche' il Cammino e' rivolto a persone battezzate ma che magari non entrano in chiesa da 20 anni, al netto magari di qualche matrimonio, funerale e messa natalizia. Perche' chi vi partecipa, spesso non conosce il significato della messa, cosa si compie in essa, per cui le -varianti- hanno la funzione (non inventata da kiko, era prassi della chiesa primitiva per i catecumeni pagani) di evidenziare il significato di quanto si compie. Tra una ostia e un pane azzimo, che differenza c'e'?

    Sono la stessa cosa, vengono consacrate allo stesso modo, ma il pane viene "spezzato", il segno diventa piu' accessibile a chi dal nulla pregresso vi si accosta:
    La vigilia della sua passione, egli prese il pane nelle sue mani sante e venerabili, e alzando gli al cielo a Te Dio Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
    Prendete e mangiatene tutti:
    questo è il mio corpo
    offerto in sacrificio per voi
    O No?

 

 
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