Nel mentre si sta iniziando ad indagare sulle presunte operazioni di vendita allo scoperto delle azioni, non manca che difende questo tipo di operazione ritenendo che finisca con lo svolgere una azione regolatrice del mercato e che sia utile, in modo particolare,nel caso di bolle speculative al rialzo.
Credo che le vendite allo scoperto rappresentino comunque una distorsione , se non del mercato quanto meno delle conoscenze a disposizione di chi opera sul mercato. Non si vede perchè non si debba sapere, nei mercati dove si ritiene che le vendite allo scoperto siano legali, quanta sia la quantità di vendite completamente allo scoperto, od effettuate grazie af un prestito azionario, rispetto alla quantità totale delle vendite stesse. Ma non di rado la libertà dei liberisti finisce dove inizia la libertà dei cittadini ( in questo caso di quello che per certuni è soltanto il parco buoi) di sapere in quale panorama si stanno svolgendo le loro scelte. Del resto vi è anche chi teorizza ( ed in alcuni paesi è considerata una giusta prassi) che il consumatore non abbia nemmeno il diritto di sapere se i cibi che compera sono Ogm o meno. .Operazioni come quelle che sono avvenute su Unicredit spiegano anche prchè Londra voglia completa mano libera sulle regole per la City: piena libertà di operare sulle piazze estere, a prescindere dalle regole di quelle stesse piazze e , mi sa tanto, non accetterebbero nemmeno quella risposta di libertà nella trasparenza che mi sembra sarebbe , quantomeno, giusto avanzare




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