Garat che lavora duro? non ci credo neanche se lo vedo![]()
Un saluto a tutti.


Garat che lavora duro? non ci credo neanche se lo vedo![]()
Un saluto a tutti.
Dannato Barone Rosso.


Bene...direi che se non ci sono altre candidature sia ovvio che il nostro Gdem sia da considerarsi eletto alla segreteria.
Posso solo augurargli di portare felicemente a termine la sua nuova linea e ricordare che anche al primo congresso del nuovo PDS ci fu una partecipazione scarsa ma che questo non impedi allora di dimostrare il nostro valore alle elezioni, prendendo un ottimo 24%. Procediamo col programma, quindi.
proposte?
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Grazie Presidente Garat e grazie anche a tutti i compagni e gli amici che sono intervenuti fino ad adesso…farò del mio meglio per portare avanti il mandato che questo congresso mi ha affidato!
Parlando di programma, basandomi sulla mozione “Noi, la sinistra plurale e riformatrice” partirei da due grandi argomenti: Il Nuovo Modello di Sviluppo che ci ripromettiamo di creare ( basato sull’umanesimo, il comunitarismo solidale e la sostenibilità) e l’Integrazione Europea.
Sul Nuovo Modello di Sviluppo ecco alcuni spunti:
- Aprire la discussione su un nuovo indice economico, che vada oltre il Pil e consideri anche altre variabili oltre alla sola crescita economica (esempi sono l’indice di sviluppo umano http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_sviluppo_umano e il BIL http://www.albanesi.it/Societa/benes...erno_lordo.htm )
una discussione su questo include già riflettere anche su come potenziare i tre pilastri nominati in precedenza, ad ogni modo ecco altri spunti ( al momento sparsi, sono appunti):
- Giustizia fiscale: lotta dura e senza paura all’evasione fiscale, e ricalibratura del carico fiscale più sulle rendite che sul lavoro dipendente ( per questo immagino che dovremo esaminare la legge Olivo sul fisco)
- Responsabilità Fiscale e nuovo ruolo degli Enti Locali: non dobbiamo dimenticare qual è la situazione reale al di fuori della simulazione, situazione a cui per l’economia facciamo riferimento; è necessario trovare un equilibrio di bilancio che si basi su un Piano di Rientro dal Debito e sulla riforma del Welfare. Su quest’ultimo punto mi piacerebbe riflettere con tutto il Pds di come coinvolgere di più le comunità locali, le associazioni e gli enti no profit nella gestione dei servizi sociali, ricalibrando l’impegno finanziario per lo stato senza bisogno di coinvolgere i privati su larga scala ( il modello Lombardia non deve piacerci). Serve un nuovo welfare che si basi non solo sull’assistenza ma anche sull’empowerment personale, sulla capacità di riprendersi grazie ad una rete di sostegno.
- Federalismo: esaminare la legge sul Federalismo Haxel-Cascista per individuare eventuali migliorie ed espandere il ruolo degli enti locali nel dare servizi, pensare a come sviluppare delle nuove “politiche di comunità” che coinvolgano direttamente i cittadini nel mantenimento del decoro urbano, nella partecipazione alle scelte etc. , delle politiche di comunità che possano essere favorite da un nuovo orientamento nazionale, votato a instillare il senso civico e di comunità e a potenziare il già forte apporto del volontariato nella vita della società ( essendo in una simulazione, possiamo essere anche un po’ sognatori) Governare con meno soldi è possibile grazie ad una “Buona società” in cui i cittadini si attivino in prima persona ( per questo, l’idea della “Good Society “ laburista e il “community organizing” anglosassone può aiutarci).
- Lavoro: pensare ( se già non esiste) ad un reddito minimo di cittadinanza e a potenziare la Partecipazione dei lavoratori e la cogestione sul modello tedesco, puntando a relazioni industriali meno conflittuali e più decentrate, in modo da permettere anche eventuali esperimenti di welfare aziendale ( che non sostituisce il pubblico ma che lo potenzia). Impegno sulla conciliazione tempi di vita-tempi di lavoro e sulla formazione permanente dei lavoratori.
- Ambiente e beni comuni: pensare ad una “gestione comunitaria” dei beni comuni come i rifiuti e l’acqua, con azionariato diffuso tra i cittadini per evitare una gestione pubblica troppo legata a clientelismi e spartizioni partitiche. Rqualificazione energetica ed ecologica dell’economia.
L’Europa dovrà avere anche una piena centralità nel nostro programma…su questo mi riprometto di proporre qualcosa a breve
Ovviamente le mie idee scontano forse un po’ di astrattezza, dovuta anche all’inesperienza della legislazione di Pir … proprio per questo il contributo dei più esperti sarà preziosissimo!
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


I miei più sinceri auguri al neo segretario del PDS, Gdem88!![]()
La Vita è troppo breve per non essere Italiani!


Un augurio per le elezione di GDEM.
Nonostante la chiara scelta di campo del PDS, LR continua a seguire interessata lo svolgimento dei lavori congressuali del vostro partito. In particolar modo siamo interessati a vedere nel dettaglio quali saranno le vostre posizioni inerenti alle liberalizzazioni, alla riforma pensionistica e sul lavoro.


Le mie congratulazioni personali a Gdem88, il nuovo che avanza, un incoraggiante segnale per il futuro della sinistra
Non chiedete cosa possa fare il paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il paese


Ho salutato la candidatura di Gdem come una bella notizia e gli avevo già fatto i miei auguri. Adesso che è stato eletto li rinnovo, a lui e a tutto il PDS: buon congresso e buona legislatura.


Grazie a chi è intervenuto
Come spunto programmatico per l'Europa propongo l'Appello per la Federazione Europea del Movimento Federalista Europeo
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Campagna per la Federazione Europea
“NOI, POPOLO EUROPEO”
CHIEDIAMO LA FEDERAZIONE EUROPEA
Per governare l’economia europea
Per una politica estera e di sicurezza europea
Per uno sviluppo equo e sostenibile
Per la pace e la giustizia nel mondo
APPELLO AL PARLAMENTO EUROPEO, ALLA COMMISSIONE EUROPEA,
AL CONSIGLIO EUROPEO DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO E AI PARTITI
(da fare sottoscrivere a cittadini, poteri locali, sindacati e movimenti della società civile)
Il progetto di un’Europa libera e unita,che cominciò a circolare nel 1941 con il Manifesto di Ventotene, non ha ancora raggiunto la sua meta.
I cittadini europei hanno un Parlamento, una Corte di Giustizia e una moneta unica, ma non ancora uno Stato e un governo federali, perché i governi nazionali non vogliono cedere all’Europa le loro sovranità nel campo dell’economia e della sicurezza.
Condannano così gli Europei al declino politico, all’arretramento sociale, alla perdita di competitività, privano le giovani generazioni di un futuro, alimentano la crisi della democrazia e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Noi, popolo europeo, vediamo nell’unità politica dell’Europa la risposta più alta alla crisi politica della società contemporanea.
Rivendichiamo la Federazione europea
con un governo federale dotato di poteri limitati ma reali nel campo dell’economia, della finanza pubblica, della politica estera e di sicurezza, e responsabile di fronte a un Parlamento europeo che eserciti pienamente il potere legislativo insieme alla Camera degli Stati,
a partire dai paesi disponibili a rafforzare l’unità - l’Eurogruppo - e in particolare da quegli Stati che storicamente hanno promosso l’unificazione europea - la Francia, la Germania e l'Italia -, perché vogliamo:
creare un governo democratico dell’economia europea e salvare l’euro attraverso il risanamento delle finanze pubbliche e lo stimolo alla crescita;
attuare un Piano europeo di sviluppo economico ecologicamente e socialmente sostenibile, basato su investimenti in infrastrutture, la riconversione in senso ecologico dell’economia, incrementando l’uso di energie rinnovabili, l’attività di ricerca ed innovazione, l’erogazione di beni pubblici europei e finanziato da un aumento significativo del bilancio europeo con l’emissione di euro-obbligazioni e con imposte europee (come quella sulle emissioni di CO2 e quella sulle transazioni finanziarie) a parziale sostituzione di imposte nazionali, realizzando una più equilibrata distribuzione del carico fiscale tra i diversi livelli di governo (locale, regionale, nazionale ed europeo);
difendere il modello sociale europeo, tutelare i soggetti più deboli, stabilire standard sociali e di lavoro minimi a livello europeo, garantire a tutte le persone i diritti politici, civili e sociali stabiliti dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”;
dar vita a un’unica politica estera, di sicurezza e di difesa, che consenta all’Europa di parlare con una sola voce nel mondo, per promuovere la pace, il disarmo, la giustizia internazionale, e dei diritti umani, a partire dall’area mediterranea, africana e mediorientale.
Chiediamo la convocazione di una
Assemblea-Convenzione costituente
composta dai rappresentati eletti dai cittadini a livello nazionale ed europeo, nonché dei governi e della Commissione europea, con il mandato di elaborare superando i veti nazionali una Costituzione federale che dovrà essere ratificata con un referendum, da tenersi nei paesi che avranno partecipato alla redazione della Costituzione, in modo da fondare sulla volontà popolare l’unità politica degli europei.
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


Ottimo ! Nei prossimi giorni sarò un filo incasinato, ma ho varie idee per la testa e invierò qualche spunto per il dibattito![]()


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