
Originariamente Scritto da
Manfr
In merito alla proposta di legge avanzata da Ste in consiglio dei ministri, devo esprimere il mio personale parere contrario, che vado a spiegare.
Non sono di per sè contrario al concetto di jus soli, che tuttavia va adeguatamente calibrato per evitare abusi.
Nella fattispecie, il diritto comunitario prescrive che i genitori di bambino comunitario che non abbiano la cittadinanza comunitaria possono rimanere nel territorio del Paese ospite fino al termine dell'istruzione obbligatoria di quel bambino.
Concedere automaticamente la cittadinanza a chi sia figlio di residenti da un anno significa sostanzialmente incentivare chi riceva un permesso di soggiorno per un lavoro di breve durata a mettere incinta la propria moglie, operare un ricongiungimento e usare il nascituro, magari concepito nel proprio paese natale, come motivo spicciolo per poter prolungare il proprio soggiorno, senza che vi sia A) reale volontà di integrarsi nel tessuto sociale nazionale B) reale legame tra il bambino e il paese suddetto.
A mio avviso, i diritti connessi allo jus soli andrebbero semmai concessi ai figli, nati in Italia, dei soggiornanti di lunga durata (5 anni o più), che giò ricevono un trattamento favorevole da parte della legislazione UE, principio peraltro già accolto in una proposta di legge in merito che la Federazione dei Giovani Socialisti ha elaborato.
Allo stesso modo, una mera residenza di 3 anni per godere dei diritti di voto alle elezioni amministrative mi sembra un criterio troppo labile: ancora una volta, anche per evitare episodi poco chiari come l'uso strumentale di elettori extracomunitari nelle primarie di Napoli, credo che sarebbe bene riservarlo a quei cittadini extracomunitari risiedenti di lunga durata. Criteri meno stringenti si potrebbero adottare per chi rendesse chiaro preventivamente il proprio voler acquisire la cittadinanza, seguendo corsi di lingua italiana e di educazione civica, e disponesse di un permesso di soggiorno di durata considerevole / lavoro stabile. Altrimenti, anche qui si innescherebbero potenziali meccanismi perversi, come la strumentale concessione di lavoretti per allungare il permesso di soggiorno quanto basta da costituirsi una base elettorale di impiegati extracomunitari riconoscenti.
La cittadinanza è un diritto, ma comporta anche dei doveri: i suoi attributi non possono essere concessi alla leggera, a mio avviso.
