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  1. #101
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Citazione Originariamente Scritto da Bilbo Visualizza Messaggio
    Nessuno risponderà a questo post......non per mancanza di volontà....ma proprio perchè come si dice dalle mie parti "questa è gente che da quella recchia non ce sente"......quello che scrivi è verissimo.....basilare direi....ma come possono gli STATALISTI argomentare.....
    :giagia:

    Il bello è che poi ripetono la solita frase del cazzo smontata 3000 volte.

    Io cmq li posto ovviamente non per loro. Spero che qualcun'altro magari un non iscritto cominci a leggersi qualcosa in merito ed apra gli occhi.


  2. #102
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Io sono d'accordo.
    Devono tagliare la spesa pubblica in tutte le maniere.
    aspetta e spera......
    Il politically correct è la distruzione del pensiero mediante la distruzione dei suoi archetipi.
    L'uomo-eroe, la donna piena di grazia, Dio, il bello.
    Vieta il disprezzo del male per impedire il bene.
    Rende l'uomo falso, obliquo, codardo.

  3. #103
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Citazione Originariamente Scritto da Bilbo Visualizza Messaggio
    aspetta e spera......
    E' difficile sperare che i partiti che hanno aumentato la spesa pubblica negli ultimi 17 anni adesso collaborino con il governo perchè questa diminuisca



    E pensa che bastava rimanere intorno al 41-42% di spesa primaria /pil per sentirci dei "singori" rispetto ad ora.
    Ultima modifica di King Z.; 25-01-12 alle 14:45
    Regressista amante della pucchiacca.

  4. #104
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Citazione Originariamente Scritto da Mitchell Visualizza Messaggio
    Il pagamento in titoli di stato può avere senso logico solo se si taglia la spesa pubblica. Altrimenti è solo un'altro subdolo modi di tirarla per le lunghe...
    I tagli alla spesa pubblica sono già iniziati, solo che a differenza di quelli del governo Berlusconi, lineari e senza senso, stanno avvenendo sui singoli settori. Prima di tutto hanno messo in moto la riforma del sistema pensionistico, che a livello di risparmio, soprattutto visto in prospettiva futura, è tanta roba.


    Citazione Originariamente Scritto da Bilbo Visualizza Messaggio
    Intanto aziende che lavorano nel mio settore, che hanno reso l'Italia unica al mondo....stanno chiudendo....perchè lo stato non paga....ma vuole essere pagato.....
    In questo io ho la mia idea. Lo stato dovrebbe sospendere le pratiche di riscossione in caso di morosità effettiva (leggasi altrimenti fallisco...) per le quali esistono morosità contestuali da parte dello Stato, senza applicazione di interessi sui mancati pagamenti. Ma ovviamente QUESTO deve essere praticato SOLO per le società che SENZA quei soldi vanno a bagno...gli altri intanto paghino.

  5. #105
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    CHICAGO BLOG

    Da Tempi

    Oggi dal Fmi è venuta una frasetta che spiega perché contuinuo a tenere da settimane come primo post quello del suo arrivo in Italia. Da Washington hanno poi corretto, ma come certo sapete il direttore degli Affari Fiscali del Fondo, Carlo Cottarelli, aveva testualmente detto una grande verità: “l’Italia non può farcela da sola”. Partiamo da qui. Per spiegare che un modo ci sarebbe. Se qualcuno desse retta. Diversi lettori reagiscono alla proposta qui avanzata – bisogna abbattere il debito pubblico lavorando sugli stock e non sui flussi, perché gli avanzi primari a spesa pubblica pressoché intatta nella sua crescita inerziale non fanno altro che ammazzare il paese con pressione fiscale sempre più record – chiedendomi di documentare meglio le basi documentali sulle quali insisterebbe la proposta. Giusta osservazione. A maggior ragione visto che lunedì il Corriere della sera ci ha rivelato che sarebbe allo studio una proposta che dell’attivo pubblico farebbe tutt’altro utilizzo. Oggi per fortuna liquidata dal ministro Corrado Passera.
    Partiamo dai numeri, dunque.

    Segnatevi per cominciare questo indirizzo, dal portale del Tesoro, dove troverete gli estremi normativi e i criteri in base ai quali dal 2009 il ministero dell’Economia ha attivato una procedura di consultazione estesa ad oltre 9 mila soggetti diversi della Pubblica amministrazione centrale e periferica – novemila! – per compiere ogni anno una rilevazione sempre più accurata delle diverse componenti dell’attivo: crediti, immobili e terreni, concessioni, partecipazioni. E’ una ricognizione che affonda le sue radici e metodologie in proposte e criteri avanzate molti anni orsono da economisti come Gianfranco Imperatori e giuristi come Stefano Rodotà e Franco Bassanini, (gli interessati possono utilmente trovare i ragguagli più esaustivi a mia conoscenza nella corposa opera La finanza locale nello scenario globale, ed Gianfranco Imperatori onlus, 2010).
    A questo indirizzo invece troverete l’ultimo rendiconto dei beni immobili censiti al 31 marzo 2011, poiché questa è la data in cui ogni anno gli oltre 9mila diversi soggetti pubblici dovrebbero inoltrare al Tesoro la ricognizione completa dei loro asset. Domanda: avviene? ma certo che no! Naturalmente, non avviene. Lo Stato è inflessibile quando siamo noi cittadini-contribuenti a non ottemperare alla legge. Ma ovviamente chiude gli occhi quando sono pezzi di Stato, a sottrarsi al rispetto della legge. Troverete dunque che a marzo 2011 era solo il 53% delle amministrazioni pubbliche ad aver risposto. Il che comunque ha consentito di censire oltre 530mila unità immobiliari, per una superficie complessiva di oltre 222 milioni di metri quadrati, e quasi 760mila terreni, pari a oltre 13 miliardi di metri quadrati. Nel documento si indica la metodologia attraverso la quale seguendo i criteri dell’OMI, l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del Territorio, e dell’AGEA, Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, si giunga a una stima approssimativa tra i 239 e i 319 miliardi di euro per gli immobili, e fino a 49 miliardi per i terreni. Ripeto. Si tratta di una primissima valutazione relativa a poco più del 50% dell’intera PA.
    Per una altrettanto primissima valutazione complessiva invece del totale dell’attivo, andate a quest’altro indirizzo e troverete un pdf denominato patrimonio pubblico, le 19 pagine di slides presentate da Edoardo Reviglio al seminario sullo stesso tema tenutosi al tesoro, il 30 settembre scorso. La stima è ancora del tutto conservativa e per difetto, come spiega correttamente l’autore, che su questo lavora indefessamenteda anni, ora presso la CdP. Il totale dell’attivo è stimato in 1815miliardi, dunque poco meno del debito pubblico italiano che ha superato la quota che trovate in costante aumento a destra in altro sotto la nostra testata.. Di quei 1815 miliardi, i cui valori oggi sono sicuramente diversi, 276 erano cassa disponibile, 240 crediti e anticipazioni attive, 78 intangibles in buona sostanza le concessioni, 132 partecipazioni, 420 immobili (la stima resta molto modesta, se arrivavamo a 320 per metà della PA sei mesi prima), 386 infrastrutture, 176 risorse naturali, 37 beni culturali, 70 beni mobili.
    Ora i problemi, poi le soluzioni.
    Il primo problema abbastanza scandaloso è l’arretratezza – a distanza di anni dalla legge – con cui lo Stato risponde all’obbligo di sapere che cosa ha in pancia. Per uno Stato oltretutto il cui rischio d’insolvenza è salito drasticamente negli ultimi 7 mesi, avere una cognizione tanto modesta di ciò che garantisce il proprio debito è assolutamente intollerabile. Per non parlare della cura inesistente, visto che tale patrimonio costa più di quanto rende ( è così per l’intero patrimonio immobiliare, a cominciare dal milione e mezzo di unità immobilliari in carico agli ex Iacp locali che non – ripeto: NON !- sono compresi in questa prima stima ma vanno oviamente aggiunti).
    Il secondo problema è il valore “vero”, cioè di mercato. Ma la soluzione a questo c’è: lo deve calcolare chi è del mestiere, non lo Stato.
    Che cosa farne? Diceva lunedì il Corriere che nel governo sarebbe matura l’idea di proporre uno scambio, trasferire dal Tesoro alla Cdp quote di controllo per una cinquantina di miliardi di euro, abbassare così di 3 punti di Pil il debito pubblico poiché gli esborsi di CdP non configurano in Eurostat debito pubblico, e col ricavato il Tesoro pagherebbe buona parte dei 70 miliardi di euro che lo Stato deve a imprese fornitrici, che stanno morendo strangolate visto che lo Stato non ti paga a discrezione sua, ma le tasse e i contributi li pretende con puntualità assoluta.
    Sono contrarissimo. Primo perché a Eurostat ci sparerebbero addosso. La Cdp grazie all’apertura del suo capitale al 30% in mano alle fondazioni bancarie e con peso rilevante nella sua governance, figura per questo come soggetto di mercato nel quadro contabile europeo. Ma se si usa raccolta postale – una passività, cioè debito pubblico – per una partita di giro al Tesoro, allora l’operazione non è affatto di mercato. E’ oltretutto un regalo improprio alle fondazioni bancarie: penso all’ipotesi che il Tesoro giri a CdP non solo quote di partecipate, ma anche concessioni, magari a cominciare da quelle televisive. Infine, è un modo travestito – ma neanche troppo – per dire che del recinto pubblico in realtà non si cede un bel nulla. Né ora né mai. Sai che affare.
    La proposta che ci convince è molto diversa. L’intero mattone di Stato, per cominciare cioè almeno 400 miliardi che sono circa 27 punti di Pil, va girato in dotazione patrimoniale a un fondo immobiliare chiuso costituito come veicolo di mercato, gestito tramite gara da privati, che lo valuteranno e lo cederanno nei tempi più adeguato al miglior realizzo. Che il più del patrimonio sia in capo alle Autonomie, e che in una certa percentuasle sia utilizzato dalle stesse amministrazuioni pubbliche, non – ripeto: NON – rappresenta probklema ostativo alla sua cesisone, quando è il rischio default che bisogna affarontare. Un simile fondo, anche se usa una leva finanziaria bassa cioè non superiore a 3, con tutti gli abbattimenti e le cautele del potrebbe emettere obbligazioni pari a una volta e mezzo almeno la stima iniziale del patrimonio, e concedere ai detentori di titoli pubblici italiani uno swap volontario col quale si inizierebbe da subito ad abbattere debito, con abbattimento progressivo per la quota totale di patrimonio negli anni necessari alla sua alienazione totale.

    Ecco in che cosa consiste, la strada alternativa per la quale con le cessioni pubbliche abbattiamo il debito, e nel frattempo tagliamo però anche la spesa pubblica per un equilibrio di entrate a ben più basso livello di quello immaginato con la manovra triennale del governo Monti. Di mezzo, tra le due ipotesi, c’è la sopravvivenza economica dell’impresa e del lavoro italiani. Oltre a uno Stato molto più magro, e per questo – proprio per questo – costretto a diventare più efficiente.


  6. #106
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Citazione Originariamente Scritto da Mitchell Visualizza Messaggio
    :giagia:

    Il bello è che poi ripetono la solita frase del cazzo smontata 3000 volte.

    Io cmq li posto ovviamente non per loro. Spero che qualcun'altro magari un non iscritto cominci a leggersi qualcosa in merito ed apra gli occhi.
    grazie! il lusso ci salverà! il vostro risveglio sara' amaro.
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  7. #107
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    I tagli alla spesa pubblica sono già iniziati, solo che a differenza di quelli del governo Berlusconi, lineari e senza senso, stanno avvenendo sui singoli settori. Prima di tutto hanno messo in moto la riforma del sistema pensionistico, che a livello di risparmio, soprattutto visto in prospettiva futura, è tanta roba.
    .
    Vero. Anche se io ho un'idea tutta mia di sistema pensionistico. Lasciare nelle mani del monopolio statale il proprio futuro economico è semplicemente suicida. Mio pensiero.

    Cmq bisognerebbe capire dove vanno a finire tutti quei risparmi. Anche perché questa è stata l'unica vera riforma non costosa. Il resto è tutto tasse.


  8. #108
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Citazione Originariamente Scritto da Mitchell Visualizza Messaggio
    Vero. Anche se io ho un'idea tutta mia di sistema pensionistico. Lasciare nelle mani del monopolio statale il proprio futuro economico è semplicemente suicida. Mio pensiero.

    Cmq bisognerebbe capire dove vanno a finire tutti quei risparmi. Anche perché questa è stata l'unica vera riforma non costosa. Il resto è tutto tasse.
    abolire anche le pensioni! ci sono le barche di lusso, che cazzo te ne fai con la pensione. BAVBONI!
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  9. #109
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Citazione Originariamente Scritto da Aldo Raine Visualizza Messaggio
    grazie! il lusso ci salverà! il vostro risveglio sara' amaro.
    Altro che costruire Yatch.

    Voi volete proprio raccogliere i pomodori :sofico:


  10. #110
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    Predefinito Rif: Tutti a protestare...tutti a critare....nel frattempo

    Ma qualcuno che abbia votato per 17 anni il nano asfaltato cìè in questo forum ?????????????
    Ultima modifica di Moro1944; 25-01-12 alle 15:08
    Quando i missionari vennero in Africa loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: "Preghiamo". Chiudemmo i nostri occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra.
    Desmond Tutu

 

 
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