"Il favoloso mondo di" non è altro che una serie di rotture coglioni a terzi, sicuramente una metafora efficace della donna alienata dalla società capitalista che, ricercando una affermazione sociale e una realizzazione personale nel ruolo di madre e casalinga, e fallendo, si estrania creando un metavissuto virtuale di supercazzola con scappellamento a destra, scassando i coglioni a più non posso. Una rappresentazione postmoderna e antani del ruolo archetipico della figura femminile più beghina, portinaia, becera e misera, in un analfabetismo e incultura di ritorno nella società liberista del benessere consumistico e dell'informazione che non trasmette sapere, quando non si ha altro da fare durante il giorno.
La critica cinematografica di Blob21




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ostridicolo:
iaociao: povera demente
