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Discussione: Il Caduceo

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    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

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    Predefinito Rif: Il Caduceo

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    Predefinito Re: Rif: Il Caduceo

    Narra la leggenda che Hermes, il messaggero degli dei, ricevette un bastone da Apollo. Quando giunse in Arcadia, gli si pararono davanti due serpenti che si divoravano a vicenda. Allora Apollo gettò il bastone tra di loro e si riappacificarono. Da questa leggenda è nato il simbolo del Caduceo, un segno di pace rappresentato da un bastone con due ali aperte e due serpenti attorcigliati che si guardano l'un l'altro.
    Per questa ragione, nell'antica Grecia, il Caduceo divenne il simbolo degli araldi negoziatori di pace. Lo si è anche considerato simbolo dell'equilibrio morale e della condotta esemplare: il bastone esprime il potere, i due serpenti la sapienza, le ali la diligenza, e l'elmo è l'emblema dei pensieri elevati. Gli sono stati attribuiti altri molteplici valori, dalla fecondità-fertilità alla medicina.




    IL CADUCEO

    Dal Dizionario dei simboli (Jean Chevalier - Alain Gheerbrant)




    È uno dei simboli più antichi e la sua immagine è stata ritrovata incisa già sulla coppa del re Gudea di Lagash (2600 a.C.), e in India, su alcune tavolette di pietra dette nàgakala Le forme e le interpretazioni del caduceo sono molto più varie di quanto di solito non si creda, ma è impossibile dire quale sia quella esatta e, d'altronde, esse non si escludono reciprocamente.

    * Il caduceo, emblema di Hermes (Mercurio) è una bacchetta intorno alla quale si arrotolano in senso inverso due serpenti. Il serpente ha un doppio aspetto simbolico - benefico o malefico - di cui il caduceo rappresenta l'antagonismo e l'equilibrio; questo equilibrio e questa polarità sono riferiti soprattutto alle correnti cosmiche, raffigurate in modo più generale dalla doppia spirale. «Mercurio - dice san Martino - mantiene l'equilibrio fra l'acqua e il fuoco». Si tratta anche dell'equilibrio - dice Nicolas Flamel - del Mercurio e dello Zolfo alchimistici». La leggenda del caduceo si riferisce chiaramente al caos primordiale (due serpenti che si combattono) e alla sua polarizzazione (separa zione dei serpenti da parte di Hermes). Quanto all'arrotolamento finale intorno alla bacchetta, esso rappresenta l'equilibrio delle tendenze contrarie intorno all'asse del mondo, giustificando quindi la definizione del caduceo quale simbolo di pace. Hermes è il messaggero degli dei e anche la guida degli esseri nei cambiamenti di stato, cosa che ben corrisponde, come osserva Guénon, al senso «ascendente» e quello «discendente» delle direzioni raffigurate dai due serpenti.

    * Un'altra interpretazione mette l'accento sul simbolismo della fecondità: il caduceo, composto da due serpenti che si accoppiano sul fallo in erezione, sembra essere una delle più antiche immagini indoeuropee. Lo troviamo nell'india antica e moderna, associato a numerosi riti; nella mitologia greca, dove è l'emblema di Hermes, fra i Latini, che lo trasferirono a Mercurio. In senso più spirituale, il fallo di Hermes psicopompo penetra, secondo Henderson, discepolo di Jung, dal mondo conosciuto nel mondo sconosciuto, alla ricerca di un messaggio spirituale di liberazione e di guarigione. Attualmente il caduceo è l'emblema universale della scienza medica. Il caduceo assume pieno significato soltanto in epoca greca, quando i serpenti diventano alati: da questo momento il simbolo diventa una sintesi ctonio-uranica che trascende la sua origine, collegandosi ai draghi alati cinesi e alla rappresentazione del dio azteco Quetzalcoatl che, dopo un sacrificio volontario, rinasce e ascende al cielo sotto forma di serpente piumato.

    * La bacchetta magica che rappresenta il caduceo e che è generalmente composta da una verga attorno alla quale si arrotolano due serpenti evoca i culti, molti antichi nel bacino Egeo, dell'albero e della terra nutrice dei serpenti. Infatti il caduceo indiano è immancabilmente associato all'albero sacro; il caduceo mesopotamico mostra una bacchetta centrale, che sembra proprio essere il ricordo dell'albero. Abbiamo quindi il diritto di considerare la bacchetta del caduceo di Hermes (e anche, del resto, il bastone del caduceo di Esculapio) come il simbolo dell'albero, associato o sostituto della divinità. Anche se in seguito questa bacchetta ha assunto un altro significato, cioè la potenza di divinazione o il potere di guarigione, essa rappresenta comunque il potere della divinità dell'albero. [1] Per Court de Gébelin, che cita Atenagora e Macrobio, il bastone rappresenta l'equatore, le ali il tempo e i due serpenti, maschio e femmina, rappresentano il sole e la luna che, nel corso di un anno, percorrono l'eclittica sulla quale sono a volte uniti e a volte separati. Questa interpretazione è adatta soprattutto al ruolo di Hermes, considerato come il padre dell'astronomia e dell'agricoltura. [2]

    * Anche gli alchimisti non hanno mancato di dare un'interpretazione del caduceo. «È lo scettro di Hermes, dio dell'alchimia. Ricevuto da Apollo in cambio della lira di sua invenzione, è costituito da una bacchetta d'oro circondata da due serpenti. Essi rappresentano per l'alchimia i due principi contrari che devono unificarsi, sia che si tratti di zolfo e mercurio, della sostanza stabile e della volatile, del secco e dell'umido, del caldo e del freddo. Si conciliano nell'oro del fusto del caduceo, il quale appare come l'espressione del dualismo fondamentale che scandisce tutto il pensiero ermetico e che deve essere ridotto all'unità della pietra filosofale». [3]

    * Quest'interpretazione suggerisce una concezione del caduceo come il simbolo di equilibrio attraverso l'integrazione di forze contrarie. Rappresenterebbe il combattimento fra due serpenti, arbitrato da Hermes; questo combattimento può rappresentare simbolicamente la lotta interiore tra forze contrarie, di ordine biologico o morale, che compromette la salute o l'onestà di una persona. Per questo presso i Romani il caduceo rappresenta l'equilibrio morale e la condotta onesta: il bastone rappresenta il potere, i due serpenti la prudenza, le ali la diligenza e l'elmo i pensieri elevati. Questa interpretazione, tuttavia, non oltrepassa il piano dell'analisi degli emblemi.

    * Il caduceo riunisce anche i quattro elementi naturali e il loro valore simbolico: la bacchetta corrisponde alla terra, le ali all'aria, i serpenti al fuoco e all'acqua. Non è soltanto il fatto di strisciare che li fa assomigliare ai movimenti ondulati delle onde e delle fiamme, è la loro stessa natura, che brucia (il loro morso velenoso) e quasi liquida (la loro flessibilità), che li rende al tempo stesso origine di vita e di morte. Secondo l'esoterismo buddhista, e in particolare l'insegnamento tantrico, il bastone del caduceo corrisponde all'asse del mondo e i serpenti alla Kundalini, la forza che dorme acciambellata in fondo alla schiena e che si innalza attraverso i vari chakra fino sopra la fontanella del cranio, simbolo dell'energia pura che anima l'evoluzione interiore dell'uomo. Di fatto, ciò che definisce l'essenza del caduceo è la composizione stessa e la sintesi dei suoi elementi: evoca l'equilibrio dinamico di forze opposte che si armonizzano per costituire una forma statica e una struttura attiva, diventando più alte e più forti. La dualità dei serpenti e delle ali mostra questo stato supremo di forza e di padronanza di sé che può essere raggiunto tanto sul piano dell'istinto (serpenti) che al livello dello spirito (ali). [4]

    * Il caduceo rimane il simbolo dell'enigmatica complessità umana e delle infinite possibilità del suo sviluppo. L'attributo di Ermes (Mercurio) è una bacchetta, la verga d'oro o albero vita, intorno alla quale si arrotolano simmetricamente, a forma di 8, due serpenti. Ermes, dice Omero, «afferra la bacchetta mediante la quale incanta a suo piacere gli occhi dei mortali o sveglia coloro che dormono» (Iliade XXIV, 343-344).
    La bacchetta potrebbe ricordare l'origine agraria del culto di Ermes e i poteri magici; i due serpenti evocherebbero il carattere originariamente ctonio di questo dio, capace di discendere agli Inferi e di mandarci le sue vittime, me pure di riemergerne a suo piacimento riportandone alla luce alcuni prigionieri. Pausania segnala l'esistenza culto dell'Ermes nero e di uno dell'Ermes bianco, l'aspetto ctonio e quello uranio, il lato nefasto e il lato favorevole dello stesso dio; i serpenti del caduceo rappresentano questa ambivalenza, che è l'ambivalenza stessa l'uomo.

    * Infine, secondo l'interpretazione simbolica, ispirata alle componenti etico-biologiche, e secondo l'interpretazione mitologica che attribuisce il caduceo ad Asclepio, padre dei medici e futuro dio della medicina perché sapeva utilizzare i veleni per guarire i malati e resuscitare i morti, Paul Diel spiega in questo modo il caduceo: «la clava, l'arma contro la banalità, si è trasformata in bastone-scettro, simbolo del regno spirituale sulla vita terrena, simbolo del regno dello spirito sul corpo, e il serpente-vanità (la negazione dello spirito, l'esaltazione dell'immaginazione, principio essenziale di ogni sregolatezza malsana) versa il suo veleno nella coppa salutare». [5] È' tutta l'avventura della medicina che si svolge nel mito di Asclepio e si riassume nel caduceo: la vera guarigione e la vera risurrezione sono quelle dell'anima. Il serpente si arrotola intorno al bastone, che rappresenta l'albero della vita, per indicare che la vanità è domata e sottomessa: il veleno si trasforma in rimedio, la forza vitale pervertita ritrova la retta via. La salute è la «giusta misura, l'armonizzazione dei desideri (la simmetria delle volute dei serpenti), l'equilibrio dell'affettività e l'esigenza di spirtualizzazione-sublimazione che presiedono non solo alla salute dell'anima, ma codeterminano la salute del corpo». [6] Questa interpretazione fa del caduceo il simbolo privilegiato dell'equilibrio psicosomatico.


    NOTE

    1. Boulnois J., Le caducée et la symbolique deavidienne indo-méditerranée de l'arbre, de la pierre, du serpent e de la déesse-mère, Parigi 1939 (pag. 166)
    2. Boulnois J., Op. citata, pag. 168
    3. Van Lennep J., Art et Alchimie, Bruxelles 1966 (pag. 18-19)
    4. Cirlot J., A Dictionary of Simbols, Londra 1862 (pag. 34-36)
    5. Diel Paul, Le symbolisme dans la mythologie grecque, Parigi 1952 (pag. 230)
    6. Diel Paul, Op. citata, pag. 233


    Dal Dizionario dei simboli, Jean Chevalier - Alain Gheerbrant (BUR editore)

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    Predefinito Re: Rif: Il Caduceo

    Prestando attenzione alle varie rappresentazioni del caduceo, è possibile osservare che all'estremità superiore dell'asse verticale ricorrono i motivi del disco o dell'uccello alato. La raffigurazione di una "divinità" solare sorgente al di sopra della simbolica verga è ricorrente nelle varie culture e tradizioni antiche. Non è un caso che abbia affiancato le immagini del disco solare alato egizio con quelle del caduceo, dal momento che il significato è equivalente. Immaginando l'asse verticale del caduceo come fosse la colonna vertebrale, l'emblema solare verrebbe a trovarsi alla cima, in corrispondenza del punto della sutura sagittale, detto nella tradizione indù Brahmarandhra, "apertura di Brahma", il luogo da cui Brahma entra nel corpo per "illuminarlo": è dunque il luogo dove "sorge il Sole" simbolico. Le ali si riferiscono eloquentemente ai centri superiori presenti nell'uomo che abbia raggiunto il livello d'essere corrispondente alle potenzialità dell'Individualità suprema. Le ali simboleggiano dunque anche il "risveglio" dell'iniziato ai misteri e la sua "resurrezione".
    Ultima modifica di donerdarko; 02-02-12 alle 01:22
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