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Discussione: Caduceo e dna.

  1. #1
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    Il serpente equilibrato, ed attorciagliato attorno al bastone, doma le serpi della medusa.La ragione analitica e pura ordina il caos.
    La forma del serpente, nel Caduceo, ricorda, se non è simile, il dna.





    Negli Ofiti, Gesù, era soprannominato e venerato come "Gesù il Serpente".


    andrè_noire

  2. #2
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    Si, è vero. In alcune sette gnostiche che vanno proprio sotto il nome di "ofiti" (dal gr. ophis "serpente") il serpente assume aspetti positivi come nelle religioni e filosofie dell'estremo oriente (si pensi al drago cinese che è una presenza benevola). Ciò deriva dal fatto che fu proprio il serpente a indicare la via della Gnosi (conoscenza del bene e del male) ad Adamo ed Eva che altrimenti sarebbero rimasti nell'ignoranza nella quale il dio del mondo voleva lasciarli. Lo stesso dio, a quanto pare, gli ha mentito in quanto disse loro che se avessero mangiato quel frutto sarebbero morti, ma in effetti non morirono; fu quindi il serpente quello che disse loro la verità e non il dio del mondo.
    2010:

  3. #3
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    Contributo alla discussione.


    Storia e Mito del Caduceo
    ----------------------------------


    Il Caduceo, o bastone alato del dio greco Hermes (Mercurio per i romani), è uno dei simboli più antichi della storia dell'umanità, comune a civiltà diverse.


    La sua immagine, raffigurante spesso due serpenti attorcigliati in senso inverso intorno ad una verga ornata d'ali, è stata rinvenuta, oltre che nei templi greco-romani, su tavolette indiane dell'antica civiltà vedica e altrove. Il reperto archeologico più antico è una coppa appartenuta al re Guda della città mesopotamica di Lagash, alla confluenza dei fiumi Tigri ed Eufrate, sulla quale è nitidamente inciso il simbolo.

    A cosa è dovuta la presenza di serpenti nel Caduceo?

    Gli antichi, come narra Plinio, diedero al serpente intelligenza e sentimenti particolari, tanto che certi serpenti di Soria non offendevano quelli del paese mentre erano terribili contro i forestieri.

    Quest'animale suscitò negli antichi grande impressione per la sua vita misteriosa e sotterranea, per la sua capacità di secernere veleni mortali e per la sua grande velocità pur senza organi motori, nonché per la sua capacità di ipnotizzare le sue prede.

    Il serpente è anche simbolo di potenza: lo troviamo sulla testa dei re d'Egitto, come ornamento e simbolo insieme. Inoltre, il Caduceo è un simbolo che veniva rappresentato sui monumenti egiziani costruiti prima di Osiride: astronomicamente la testa e la coda dei due serpenti rappresentavano i punti dell'eclittica in cui il Sole e la Luna si incontrano, quasi in un abbraccio; metafisicamente, invece, il caduceo rappresentava la discesa della materia primordiale nella materia grossolana; fisiologicamente rappresentava le correnti vitali che scorrono nel corpo umano.



    Anche l'antichissima divinità egizia Anubi, protettrice dei defunti, veniva a volte rappresentata con in mano un caduceo.
    Nella mitologia babilonese troviamo il serpente che accompagna sempre il dio Mingzida; anche un vaso di libagioni ci rappresenta due serpenti attorcigliati ad un bastone.
    Apollo è spesso raffigurato con il serpente e non dimentichiamo che Apollo fu considerato padre di Asclepio, dio della medicina, ed anche di Igea, dea della salute in Roma (dove venne chiamato Esculapio). Ma perché l'Asclepio dei Greci e l'Esculapio dei Romani vengono sempre rappresentati con il serpente, quasi confondendosi, a volte, con esso?

    Secondo Le Clèrc, il serpente sacro al Dio Esculapio sta a significare che gli infermi per guarire devono farsi un corpo nuovo, ovvero lasciare l'antica pelle come fanno i serpenti ad ogni muta. Hecker ammette l'idea del ringiovanimento, ma afferma che gli antichi avevano un alto concetto di tale animale soprattutto per le acuzie della sua vista e della sua attenzione, prerogative indispensabili ai Medici del tempo. Pinto esalta invece la vigilanza del serpente, la quale deve essere la qualità precipua di ogni Medico.

    Il misterioso animale non manca mai nelle raffigurazioni Greche e Romane del Dio della salute. Il Corsini parla di un piccolo monumento votivo a Lebola nel quale, mentre l'immagine del Dio è piccolissima, tutta la lastra è dominata dalla figura del serpente, molto grande. In un bassorilievo votivo si vede soprattutto il serpente attorcigliato ad un albero, ai piedi del quale tre giovani depongono una barella con un malato. Pausania parla di serpenti addomesticati dagli uomini e educati ad avvicinarsi ai malati e a lambirli per guarirli.



    Si è affermato che, talvolta, il serpente rappresenta da solo il Dio. A questo proposito, è celebre un fatto narrato da Livio, Ovidio, Valerio Massimo ed altri. A Roma una mortale pestilenza affliggeva la città da tre anni: consultati i libri Sibillini, i Romani mandarono un'ambasciata ad Epidauro, sede di un tempio famoso dedicato ad Esculapio. Mentre i Romani ammiravano i frontoni del Tempio, un grosso serpente uscì da esso, sgusciò in mare e salì sulla trireme, accoccolandosi nella cabina del capitano. Giunti sul Tevere il serpente, che era chiaramente il Dio in persona, si lanciò in acqua e scomparve in un'isoletta del fiume che da allora fu chiamata del dio Esculapio. Da quel giorno la pestilenza cessò improvvisamente.

    Il Maiocchi, in uno studio sulla Medicina preistorica, afferma che il caduceo rappresenta il serpente ed è una specie di bacchetta magica che presso i popoli primitivi veniva usata dagli scaltri stregoni per espellere dal corpo dei malati gli spiriti maligni. Secondo il Maiocchi il caduceo primitivo avrebbe un carattere fallico, simbolo della vita e del rinnovamento e potrebbe preludere al caduceo di Asclepio che guarisce con il tocco. Asclepio, spesso, al posto del caduceo porta un grosso bastone attorno al quale è attorcigliato un solo serpente. Nel Museo Capitolino, Asclepio è raffigurato solo con una grossa mazza simbolo del serpente. Nell'Esculapio da Casalio il dio viene raffigurato con un serpente attorno al corpo, mentre il bastone è tenuto in mano come appoggio.

    Nella simbologia antica, dunque, il dio è rappresentato a volte da un solo serpente.



    Tuttavia, molto spesso il Caduceo viene rappresentato con due serpenti avvolti a spirale: in questo caso i due animali raffigurano le polarità del bene e del male tenute in equilibrio dalla bacchetta del dio che ne controlla le forze. Sono le correnti cosmiche riferite sia all'universo che all'uomo nella complessità del suo organismo (macro- e microcosmo). Le ali simboleggiano il primato dell'intelligenza, che si pone al di sopra della materia per poterla dominare attraverso la conoscenza.

    Il Caduceo con due serpenti indica anche il potere di conciliare tra loro gli opposti, creando armonia tra elementi diversi, come l'acqua, il fuoco, la terra e l'aria. Per questo ricorre frequentemente in alchimia, quale indicazione della sintesi di zolfo e mercurio, oltre che nel simbolismo della farmacopea e della guarigione fisica.

    Riferito all'universo, indica la potestà di dominare il caos e mettere ordine, creando armonia tra le tendenze ruotanti intorno all'asse del mondo.

    Riferito al corpo umano, indica il potere taumaturgico di colui che è in grado di portare armonia in un organismo malato.



    Prima che al Mercurio dei romani, il Caduceo venne attribuito come emblema ad Ermete Trismegisto (trismegisto significa "tre volte saggio"), mitico progenitore dell'arte magica tradizionale, intesa come nobile sintesi del sapere universale in ogni sua applicazione: medicina, legge morale, religione, filosofia, matematica, scienze naturali e via dicendo.

    Dal nome di Ermete Trismegisto scaturisce il termine ermetismo per indicare la conoscenza iniziatica, il cui apprendimento richiede studio profondo e dedizione.

    Il mito di Ermete risale alla civiltà egizia più remota. Fu ripreso dalla mitologia greca che ne trasse il dio Hermes, poi divenuto il Mercurio dei romani.

    Presso questi ultimi il Caduceo ebbe anche una valenza morale oltre che medica, poiché rappresentava la condotta onesta e al tempo stesso la salute fisica della persona. Ne fa fede l'elmo scintillante del dio decorato anch'esso con un paio d'ali, che ha la duplice funzione di proteggere il capo - sede di memoria, intelletto e spirito - e accrescerne la dignità con il suo splendore.

    Sarebbe dunque riduttivo e fuorviante privilegiare il luogo comune che fa di Hermes-Mercurio il dio dei ladri rispetto alle attribuzioni di ben altro spessore che ne caratterizzano il ruolo. Mercurio è il messaggero degli dei ed è quindi il mediatore della loro volontà presso gli uomini. Sa stare accanto ai comuni mortali e recepire i loro desideri, le loro necessità. È stato perciò incaricato da Zeus-Giove di assistere gli uomini nel loro passaggio dalla vita alla morte, accompagnandoli nelle dimore dell'Ade. È chiamato per questo Hermes Psicopompo, che significa "accompagnatore di anime".

    In quanto messaggero degli dei, si muove con la rapidità del pensiero ed anche i suoi calzari, come l'elmo ed il Caduceo, sono dotati di ali. Grazie a quest'ultima facoltà è investito del compito di proteggere i commerci e gli scambi, cui assolve con intelligenza pratica ed utilitaristica, come richiede la materia: si è così guadagnato fama di ladro.

    Ma le sue qualità più rilevanti investono le capacità creative, caratterizzate da una buona commistione di spirito scientifico e sensibilità artistica. Inventò la cetra, di cui fece dono ad Apollo, tendendo nel guscio di una tartaruga gli intestini di pecore sacrificate alla divinità. Inventò anche il flauto, che pure donò ad Apollo, ricevendone in cambio lezioni di magia divinatoria.

    Da Apollo gli fu donato il Caduceo, divenuto poi simbolo dei suoi poteri.



    La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici vorrebbe abolire un serpente dal simbolo, che si raffigura come un Caduceo attorno al quale sono attorcigliati due serpenti, sia perché, come abbiamo visto, spesso il simbolo veniva rappresentato con un solo serpente, sia perché con il simbolo a due serpenti viene raffigurato Mercurio, dio dei trafficanti e dei ladri. Sarebbe però un grossolano errore associare il Caduceo - che ha significati del tutto peculiari - alla nomea di "dio dei ladri" comunemente attribuita a Mercurio, con la quale non ha alcun nesso semantico.

    Si possono bene immaginare quali facili ironie susciterebbe una decisione, da parte dei medici, di cambiare il loro emblema tradizionale solo sulla base di certi pettegolezzi mitologici, per ridimensionare i quali basta citare quel che dice Omero nell'Iliade (canto XXIV) sull'uso che fa Hermes del Caduceo: "La bacchetta mediante la quale il dio incanta al suo piacere gli occhi dei mortali o sveglia coloro che dormono".

    A prescindere dalla tradizione greco-romana, si hanno del resto riscontri sui significati ancestrali del Caduceo anche nell'iconografia cinese dei draghi alati (che a differenza di quelli occidentali sono anche simbolo di benessere), nella leggenda azteca di Quetzalcoatl (il dio che rinasce in forma di serpente piumato), nella filosofia indiana (dov'è associato all'albero della vita) e nell'esoterismo buddista (che accomuna il sacro bastone all'asse della terra).

    È significativo che anche l'insegnamento tantrico ponga il simbolo in relazione ai meccanismi sia dell'universo sia del corpo umano: in quest'ottica, i due serpenti rappresentano la forza primordiale (Kundalini) che si leva dal fondo della schiena per innalzarsi su per la spina dorsale attraverso i vari chakra, fino alla fontanella del cranio, sede dell'energia pura da cui scaturisce lo spirito evolutivo dell'uomo.



    In conclusione, il Caduceo simboleggia in senso lato l'enigma della complessità umana e delle sue infinite possibilità di sviluppo.

    In senso specifico è universalmente riconosciuto come emblema della medicina, in base alle stesse motivazioni etico-biologiche che determinano un'evoluzione del mito in tal senso, ponendo l'originaria bacchetta di Hermes nelle mani di Asclepio, inventore e futuro dio della scienza medica.

    Con Asclepio l'antica verga diventa scettro di dominio sulla natura, consentendo all'operatore di utilizzare i veleni per guarire i malati e resuscitare i morti. Ciò che vi era di negativo nelle cose terrene diventa positivo grazie al Caduceo e alla lotta dei due serpenti che in esso si fronteggiano: sostanze originariamente benefiche diventano salvifiche, tramutandosi in rimedio grazie alla sapienza del medico-dio. È il trionfo della "coppa salutare", nella quale si compie il recupero della forza vitale pervertita risanata e armonizzata grazie alla "giusta misura" di cui solo il redentore del Caduceo conosce il segreto.

    Aderiscono a questa visione d'origine antichissima numerosi autori d'età contemporanea, tra i quali Jung ed il suo allievo Henderson, che decodificano il Caduceo come veicolo emblematico di un ancestrale messaggio di liberazione e guarigione.




    fonte: qui

    Caduceo

  4. #4
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    DNA

    L'acido desossiribonucleico (Dna) è un polimero i cui monomeri sono i desossiribonucleotidi.

    Struttura
    Ogni nucleotide è formato da tre parti: una molecola di desossiribosio (uno zucchero semplice, appartenente ai pentosi ), da uno a tre gruppi fosfato e una base azotata. L'atomo di carbonio in 3’ è legato ad un gruppo OH, quello in 5’ è legato ad un fosfato.

    In un filamento di Dna un fosfato collega il carbonio 5' di un nucleotide e quello 3' del successivo. Abbiamo quindi una "spina dorsale" fosfato-zucchero-fosfato... della molecola, mentre agli zuccheri sono legate basi diverse, che determinano la sequenza specifica.

    Di solito il Dna è a doppio filamento: ci sono due catene orientate in verso opposto, unite da legami idrogeno tra le basi azotate. Ogni sequenza è determinata dall'altra, in quanto la regola di appaiamento A-T, G-C è imposta dalla dimensione delle basi e da numero e disposizione dei legami idrogeno che esse possono formare. Si dice anche che i due filamenti sono complementari.

    I due filamenti sono avvolti l'uno attorno all'altro in una doppia elica, struttura che corrisponde ad un minimo di energia. Quelle di Dna sono le molecole più grandi sulla Terra: un cromosoma umano medio contiene un doppio filamento di Dna lungo 8 centimetri!

    fonte:
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  5. #5
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    Ofiti (o Naasseni) (II secolo)



    Gli ofiti, o naaseni (dal greco òphis e dall'ebraico nâhâsh: serpente) rappresentano una scuola (di cui non si conosce il capostipite) di pensiero gnostico, molto popolare nel II secolo, al limite del Cristianesimo tant'è che alcuni autori sono più propensi a classificarli come gnostici pagani o ebraizzanti.


    La dottrina
    La dottrina gnostica degli o. originava dal Padre di Tutti o Primo Uomo, che aveva emanato il Pensiero o Figlio o Secondo Uomo. A quel punto era comparso l'Agape o Spirito Santo o Prima Donna. Questa trinità aveva generato Cristo e sua sorella Sophia (Saggezza), ma uno dei figli di Sophia, il demiurgo Ialdabaoth si era ribellato creando il mondo materiale e l'uomo.
    Egli, identificato come Yahweh nel Vecchio Testamento, aveva messo i primi uomini, Adamo ed Eva, nell'Eden e preteso di essere venerato da loro. Tuttavia il serpente, citato nella Genesi (3,1), secondo gli o., era stato mandato da Sophia per convincere gli uomini ad assaggiare il frutto proibito della conoscenza per rendersi conto di livelli divini ben superiori di quello del loro creatore.
    Inoltre Sophia, all'insaputa di Ialdabaoth, aveva instillato la scintilla divina negli uomini, i quali quindi, anche dopo la cacciata dal Paradiso Terrestre, avevano mantenuto, in maniera latente, la conoscenza della loro origine nel Padre di Tutti, ma non ne erano consapevoli a causa delle manovre intenzionalmente distraenti del demiurgo.
    Per accendere questa scintilla e portare la conoscenza, Cristo, impietositosi dello stato degli uomini sotto la tirannia di Ialdabaoth, decise di scendere sotto forma di Gesù.
    Gli ofiti, dunque, veneravano il serpente, primo latore della conoscenza (gnosi) e, come i cainiti, esaltavano tutti i personaggi del Vecchio Testamento, che apparivano come nemici di Yahweh, cioè di Ialdabaoth e per questo vennero perseguitati dai cristiani come blasfemi.


    Le opere
    Direttamente agli o. vengono fatti risalire la Predica dei Naasseni e il Diagramma degli ofiti: quest'ultimo, composto prima del 150, è andato perduto, ma è stato ben descritto dal filosofo pagano Celso (che considerava gli o. come una setta cristiana) e dal famoso scrittore e teologo Origene, come rappresentazione della complessa cosmogonia degli o.

    fonte:
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  6. #6
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    "Contributo alla discussione."


    Serpenti
    -------------
    Caratteristiche generali

    La naturale curiosità umana, porta inevitabilmente alla brama di conoscere tutto ciò che è inconsueto e subdolo.
    Quanti di voi hanno già avuto la fortuna (perché di fortuna si tratta) di incontrare e vedere un serpente nel suo ambiente naturale ?
    Questo animale infatti è molto timido e rifugge l’uomo. Se sorpreso, normalmente rimane immobile, sfruttando la sua capacità di mimetizzazione per non farsi vedere.
    Se avete l’abitudine di passeggiare nei boschi, nei prati o addirittura sulle strade, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in un serpente che, protetto proprio da questo mimetismo, vi ha lasciato passare senza nemmeno preoccuparsi.
    Malgrado questa brama di conoscere è incredibile vede il livello di ignoranza che ancora oggi, nel duemila, circonda questo animale.

    Il problema maggiore è dato da un’infinità di storie antiche, leggende o credenze popolari perlopiù con risvolti drammatici, in cui il serpente o rettile è dipinto come un essere sinistro che sfrutta ogni buona occasione per fare del male.
    Il serpente invece, attacca solo in caso di minaccia reale ed attende sempre l’ultimo momento, quando per lui non vi è che una sola ed unica scelta: colpire o essere colpito.

    Di circa 2'700 specie di serpenti conosciuti, solo il 10% circa sono velenosi e solo una parte ancora più piccola è pericolosa per l’uomo. A causa di questa esigua minoranza, i rettili sono oggetto di repulsione, ribrezzo e terrore irragionevole.
    Spesso nei film viene mostrato il serpente come un animale aggressivo, uccisore e mangiatore di uomini. Poco importa se ciò rispecchia la realtà o se l’animale è compatibile con l’ambiente in cui è riprodotto. L’importante è fare sensazione.
    Nella maggior parte di questi casi, gli animali interpretano la parte del cattivo e vengono uccisi per la salvezza dei protagonisti e la gioia degli spettatori.
    I serpenti sono inoltre spesso legati ad interessi commerciali non indifferenti e data anche la forte attrazione che esercitano sull’uomo, si prestano a scopi pubblicitarie spesso pseudo-scientifici da parte di appassionati e improvvisati esperti.

    Il serpente e l’ecosistema
    Il ruolo svolto dai serpenti nell’equilibrio biologico è importantissimo.
    Facendo riferimento ad esempio alla vipera, uno studio ha dimostrato che su una densità di cinque di questi animali per ettaro, vengono inghiottiti circa 225 roditori l’anno per ettaro!
    Considerando le potenzialità riproduttive dei roditori, vi lascio immaginare cosa accadrebbe se queste vipere venissero decimate o addirittura eliminate.
    Qualcosa del genere sta già succedendo nelle piantagioni di riso in India, dove dati i numerosi incidenti dovuti soprattutto al fatto che i lavoratori operano nelle riserie a piedi nudi, da anni si stanno uccidendo i cobra che vi abitano. Questa strage ha causato un aumento sproporzionato del numero di ratti, i quali arrecano notevoli danni alle piantagioni.

    Mitologia
    Il serpente occupa un posto molto particolare nella psicologia umana. Esso ha sempre avuto un’importanza enorme ed è stato preso in considerazione sotto molti aspetti. A seconda dei periodi di civilizzazione e delle razze, il serpente viene considerato tutt’ora oggi un oggetto di repulsione o di venerazione :

    in occidente è un’animale ripugnante e malizioso; seducendo Eva trascinò tutta l’umanità nella sua caduta. L’uomo per causa sua, perdette l’innocenza e l’immortalità. Da qui la collera di Dio che lo condanna per l’eternità a strisciare sul ventre e mangiare polvere

    incarna a volte la cattiveria, la perfidia, la lussuria e pure la longevità, il vigore sessuale, la vita. Il cobra albino è simbolo supremo della fertilità per gli induisti: rende feconde le donne e porta le piogge che fertilizzano la terra. Immagine mitica anche dell’immortalità: a lungo l’uomo lo ha creduto capace di ringiovanire all’infinito. Il realtà il cobra vive 20-25 anni ma durante la sua esistenza, inganna la vecchiaia e l’usura del tempo cambiando semplicemente la pelle
    in Cambogia il “serpente gigante” è creduto responsabile delle eclissi di luna. Anche come il serpente mangiatore di uova che le inghiotte in un sol boccone, così fa anche il serpente gigante con la luna.
    In breve il serpente è visto come essere diabolico (mediatore del diavolo, protettore di tesori, simbolo di potere, simbolo del male, istigatore al peccato…) che come idolo (simbolo della medicina, simbolo fallico, simbolo di resurrezione, simbolo di eterna giovinezza, sangue con potere afrodisiaco, ..).

    Esistono anche numerose leggende e superstizioni che con l’ingnoranza trovano ancora appoggio. Spesso sentiamo ancora dire che i serpenti ipnotizzano le loro prede (ciò non è vero, in quanto la preda rimane immobile per non farsi reperire dal serpente che non vede gli oggetti fermi!), i serpenti succhiano il latte dalle vacche (pensiamo solo al fatto che la conformazione della bocca di un serpente non lo rende possibile), l’odore del latte attira la vipera (il serpente non è un bevitore di latte), i serpenti sono viscidi (la pelle del serpente è pulita ed asciutta), …..

    La pelle (elasticità, muta)
    La pelle dei serpenti è duttile, liscia ed asciutta. E’ ricoperta di squame che si accavallano l’una sopra l’altra. Queste squame possono essere lisce, come ad esempio nei boidi o nei colubridi, oppure carenate (piccola sporgenza longitudinale) come nei viperini.

    Tra le squame la pelle è più fine e forma delle pieghe che assicurano al serpente un’elasticità e la dilatazione necessaria alla mobilità ed ingoiare prede voluminose.

    Lo strato superiore,l’epidermide, è costituita da una sostanza cornea, la cheratina che funge da scudo di protezione. Quando lo strato esterno perde la sua elasticità e diventa troppo piccolo per il serpente, viene semplicemente sostituito. La nuova epidermide si forma sotto la vecchia e una secrezione lattiginosa separa i due strati provocando una perdita di nitidezza e gli occhi appaiono biancastri.
    Durante questa fase il serpente per 7-8 giorni è praticamente cieco e di nasconde. Una volta che la vista ridiventa normale, la muta inizia.
    La frequenza della muta di un rettile dipende soprattutto dalla velocità di crescita di quest’ultimo oltre che dall’età e dalla specie ed altri parametri.

    Come tutti i vertebrati, i serpenti hanno delle terminazioni sensoriali sparse su tutta la pelle. Alcune specie come il serpente a sonagli, possiede inoltre dei captatori termici capaci di distinguere scarti termici di frazioni di grado centigrado.

    Gli occhi
    I serpenti sono sprovvisti di palpebre, ma sono protetti da una membrana cornea trasparente e fissa che viene sostituita durante la muta. Tra questa membrana e l’occhio, corre il liquido lacrimale.
    Gli occhi sono in grado di reperire soprattutto i corpi in movimento in un campo visivo molto vasto senza però fornire un’immagine dettagliata. La pupilla può essere tonda o verticalmente ellittica.

    Apparato uditivo
    I serpenti a differenza dei sauri, non hanno né membrana uditiva (timpano) né orecchio medio né tromba di Eustachio. Sono dotati di terminali nervosi che collegano la mandibola all’orecchio interno. Questo permette loro di captare le più minime vibrazioni generate da un animale (es. topolino) che scorrazza a parecchi metri di distanza. Con questo sistema risultano sensibili solamente a frequenza molto basse. Alle frequenze vocali i serpenti sono quindi praticamente sordi.

    La lingua
    L’organo di Jacobson è l’organo olfattivo per eccellenza. Il continuo slinguettare dei serpenti serve unicamente a raccogliere le minuscole particelle in sospensione nell’aria che trasportano informazioni quali odore, umidità e la temperatura dell’ambiente circostante e non è dunque assolutamente un atteggiamento di intimidazione, ma corrisponde al nostro annusare. Ritirandosi la lingua deposita queste particelle sull’organo Jacobson, incaricato di selezionarle e di trasmettere le informazioni al cervello. Senza lingua il serpente è destinato a morire, data l’impossibilità di reperire le sue prede durante la caccia.

    La dentatura
    Malgrado siano atti alla masticazione, i denti dei serpenti hanno compiti fondamentali. Sono disposti su sei file: quattro sopra e due sotto.
    Per supplire all’assenza di arti da usare per la caccia, i serpenti non velenosi (ed anche alcuni velenosi) afferrano la preda con i denti. Acuminati e ricurvi verso la gola, non danno scampo alla vittima che viene poi uccisa, soffocata fra le spire.
    Alcuni serpenti velenosi sono dotati di speciali denti usati come una siringa. Con questi, iniettano il veleno nella preda che poi lasciano allontanare. Essa viene poi reperita in un secondo tempo ed inghiottita spingendola verso la gola, con l’ausilio dei denti.

    IL SIERO
    Esistono specifici sieri antiofidici, cioè sviluppati unicamente per agire contro il veleno di una determinata famiglia di serpenti. La tendenza però è quella di fabbricare sieri polivalenti, capaci di contrastare il veleno di un gruppo di famiglie di serpenti che vivono in una certa zona.
    Questi sieri vengono fabbricati in alcuni centri specializzati sparsi nel mondo. Il principio è molto semplice. S inietta ad un cavallo una dose di veleno che può essere sopportata tranquillamente, aumentando poi questa dose fino ad ottenere un cavallo perfettamente immune.
    Dopo qualche tempo, ne viene prelevato il sangue ricco di anticorpi al veleno iniettato.
    L’antiveleno è in pratica il plasma sanguigno liofilizzato del cavallo.


    TIPI DI VELENO E PRINCIPALI EFFETTI SULL’ORGANISMO
    Esistono due tipi di veleno : emotossico ed neurotossico.
    EMOTOSSICO: appartiene ai viperini e crotalidi (possiedono denti veleniferi mobili).
    Il veleno emotossico procura una coagulazione sanguigna poi fludificazione, emorragie capillari, distruzione dei globuli rossi e necrosi.
    NEUROTOSSICO: appartiene ai mamba, cobra, serpente corallo, ecc..(possiedono denti veleniferi fissi).
    Il veleno neurotossico procura paralisi cardiaca, paralisi respiratoria, spasmi.

    Un serpente difficilmente inietta tutta la quantità di veleno, in quanto poi lui stesso ne rimarrebbe esente per alcuni giorni. In questo caso lui diventerebbe una possibile preda. Quindi la dose di veleno iniettata è sempre minore rispetto a quanto produce.
    Da tenere presente comunque che per gli animali (cani), il veleno risulta molto più letale che per noi!

    La persona morsicata e' bene quindi che venga portato immediatamente da un Veterinario. La ferita va immediatamente detersa con acqua ossigenata, bisogna cercare di far uscire piu' sangue che si puo' dai fori della ferita (NON succhiate, rischiate di intossicarvi). Esistono in commercio anche degli "estrattori", cioè delle pompette che permettono di risucchiare parte del veleno senza incorrere in auto avvelenamenti, nei casi in cui si succhi con la bocca. Eventuali microlesioni all'interno della stessa possono veicolare il veleno nell'organismo del soccorritore.
    Se si dispone di una confezione di siero antiofidico prima di inocularlo bisogna effettuare una semplice prova di tolleranza facendo cadere poche gocce del siero in un occhio del paziente. Se nel giro di alcuni minuti l' occhio si gonfia NON bisogna somministrare il siero, si avrebbe immediatamente dopo l' inoculo una reazione anafilattica con grave rischio della vita. Tale prova va sempre fatta specie se il soggetto ha subito altre morsicature.
    Poco conosciuto e abbastanza recente , è il prodotto " Ecobyte", un apparecchio alimentato con comuni pile a 9 volt , in grado, a quanto sembra, di contrastare piuttosto efficacemente l'azione del veleno, con l'utilizzo della corrente elettrica, che pare riesca ad interferire coi complessi legami chimici che lo regolano ,attenuandone sensibilmente gli effetti.
    L' applicazione di lacci per evitare il diffondersi del veleno si puo' fare se il morso e stato dato ad un arto (parte inferiore) ma bisogna ricordarsi di non stringere troppo e di rimuoverlo periodicamente (ogni quarto d'ora).
    Senza correre (durante una corsa il battito cardiaco si accellera ed il tossico viene diffuso piu' rapidamente) raggiungete una strada e poi un Veterinario.
    Anche i soggetti morsi da rettili non velenosi vanno messi in terapia, in generale i piccoli ed acuminati denti degli ofidi inoculano germi, spesso clostridi, ed il trattamento antibiotico risulta indispensabile.

    fonte:
    qui



    Nell'immagine, un serpente boa.

  7. #7
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    Riflessioni sul simbolismo del caduceo.

    Osservando bene questo bellissimo simbolo, il Caduceo, appunto, si possono intavolare delle interessanti riflessioni.
    La verga assiale, sicuramente rimanda ad un simbolismo virile e di comando.I serpenti (due) attorcigliati, e quindi sottomessi, possono significare la sponda duale della materia dominata dalla serafica calma del potere Intellettuale.Anche se, sappiamo che il dualismo è un'infantile semplificazione, in quanto il mondo materiale è estremamente complesso.
    Ma adesso viene il bello: le due ali del caduceo mi hanno fatto ricordare un stato felice e particolare della scienza alchemica.
    Ovvero lo stato del drago alato o della salmandra anfibia o del serpente con le ali.
    Stadio del processo chimico dove l'alchimista raggiunge la placida serenità della visione scientifica dell'universo, coadiuvata dalla consapevolezza rigorosa e metafisica della spiritualità.
    Materia e spiritualità che non si negano, anzi si completano amorevolmente e matematicamente.
    Infatti, l'alchimista sà per illuminazione Divina e per Esperienza naturale, che la geometrica scienza matematica e materialistica è la Via naturale e fisica che diviene piattaforma per raggiungere la Verità Spirituale.
    Tale stato di equilibrio è ben raffigurato nel caduceo e nel simbolismo alchemico del drago alato o salamandra anfibia o serpente con le ali.
    geom.antonio



    Il Drago Alato.




    Il Caduceo.

  8. #8
    Ospite

    Predefinito

    Dimenticavo; Gesù, nei Vangeli, esorta ad essere: "Astuti come i serpenti, e puri come le colombe." Evidente, il riferimento al simbolismo del serpente alato.



 

 

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