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Discussione: La Morte

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    Predefinito La Morte


    La Morte e i Riti Postumi






    Yama




    E' proprio la verità, Sudharma e riguarda gli esseri di tutta la terra; non v'è individuo, né famiglia che non siano soggetti a tutto ciò. Non vi sono esseri umani che non abbiano mai inumidito di lacrime la terra. Ascolta Sudharma, tutti la chiamano la morte e per i loro cari non risparmiano sforzi e ricchezze per assicurarsi che essi possano trovare pace una volta che saranno giunti nel suo grembo fatale. Ciò si compie mediante i riti postumi.
    Noi desideriamo per i nostri cari una vita in buona salute, ma oggigiorno ci sono molte cose che ci fanno ricordare la precarietà della vita dei nostri amici, parenti e dei nostri figli e nipoti. Molti infatti sono morti e altri moriranno in giovane età a causa d'incidenti improvvisi, di delitti, della guerra e per carestie; e malgrado i progressi della medicina, le malattie causano ancora la morte di centinaia di migliaia di persone.
    L'inquinamento dell'acqua, dell'aria e del suolo terrestre così come la presenza di gente "indesiderata" costituiscono una seria minaccia per la nostra società; pertanto non è affatto sorprendente che la gente afflitta da tutti questi pericoli sia solita dire: "Ma che razza di vita è questa?!"
    E' possibile che le nostre speranze di una vita migliore siano esaudite nella vita dopo la morte? Che cosa avviene effettivamente quando un essere umano muore? Qualcosa di lui rimane vivo? E' in uno stato cosciente? Può vedere, ascoltare, parlare? E' capace di eseguire azioni? C'è forse qualcosa che assomigli al dolore nell'aldilà? La morte è in realtà amica o nemica? Naturalmente conoscere le risposte a codeste domande potrà esserci assai utile Sudharma.

    Ascolta Sudharma, può la morte influenzare il nostro modo di vivere? Forse non ci hai mai pensato, ma tutte le nostre vite sono influenzate dalle nostre idee e opinioni che abbiamo sulla morte. Essa pone drasticamente fine alla nostra gioia, ai nostri sogni. E' comunque assolutamente certo e vero che la morte è necessaria; ecco perché è opportuno che acquisiamo qualche conoscenza su di essa. E' anche vero che la morte non apporta con sè un futuro luminoso ed in modo tangibile influenza la vita quotidiana di ogni individuo. Non esiste infatti nessuno che non abbia provato profondo dolore e la sensazione di una perdita grave di fronte al decesso di un caro parente od amico.
    La morte prematura di un membro familiare può infatti cambiare completamente il tenore di vita di tutta la famiglia e privandola di un componente importante la priva bruscamente anche del suo reddito abituale, cosicché agli altri rimasti apporterà solitudine e disperazione.
    Sebbene la morte non sia un lieto evento, tuttavia essa avviene ogni giorno e tutti noi prima o poi dovremo affrontarla. Vi sono certe azioni che non si possono rimandare a tempo indefinito, perchè domani, forse, potrebbe essere troppo tardi.
    Codesta realtà in che modo ti ha influenzato? Ti senti talvolta come "pressato" a causa della brevità della vita e quindi desideroso di ottenere tutte le cose che desideri? Com'è diversa la reazione degli esseri umani di fronte alla morte! Per la maggior parte degli uomini la perdita della moglie, del marito, dei figli è l'esperienza più dolorosa e distruttiva. Il tessuto emotivo rimane a lungo turbato e oppresso dopo la dipartita di un parente stretto, Sudharma, perché per gli esseri umani è assai difficile accettare la realtà della morte.
    Per mantenere quindi costantemente vivo il ricordo del defunto, essi celebrano tutte le cerimonie ed i riti postumi in suffragio. Questo fatto è talmente evidente e comune fra noi che tra le definizioni diverse dell'uomo v'è anche quella che lo definisce come "colui che celebra i riti dei propri defunti".
    Generalmente si manifestano due atteggiamenti di fronte ai defunti nelle diverse società: il primo esprime timore, il secondo rispetto e venerazione. L'atteggiamento di paura verso i trapassati è insito nella natura dell'uomo, ma anche quello di rispetto e venerazione è ancora legato alla paura; se si chiedesse per esempio a coloro che hanno rispetto per il defunto di andare di notte al cimitero o al campo crematorio, essi rifiuterebbero spaventati perché non sono Aghori, Sudharma.

    Se tu rispetti e veneri una determinata anima, perché dovresti temerla? E' comunque possibile che la causa comune di codesti due diversi atteggiamenti, la paura e il rispetto, sia dovuta al nostro "senso di colpa" che ci fa sentire in qualche modo responsabili della morte di una certa persona. Pertanto è altresì possibile che i famigliari, oppressi da codesto senso di colpa, celebrino i riti in suffragio e visto che non hanno potuto dare pace e conforto al defunto quando era vivo, ora che è morto sperano di darglielo.
    Comunque sia, nonostante tutto ciò, dal momento che le generazioni vanno e vengono, alla fine accade che i defunti vengono completamente dimenticati. Persino i personaggi famosi che hanno fatto parlare la storia in diverse epoche finiscono nel dimenticatoio; re valorosi in epoche antiche come Prithu, Ascioka, Ciandragupta, Poras e Harscia ecc., così come centinaia di governanti, nobili, mercanti non hanno più alcuna influenza sulla nostra vita quotidiana, anche se ai loro tempi condizionarono la vita di centinaia di migliaia di persone.
    Si Sudharma, solamente i Santi e le Grandi Anime non vengono scordati; è un dato di fatto che col tempo i defunti cadono nell'oblio mentre i Santi rimarranno nella memoria come esempi e modelli; se essi infatti non avessero raggiunto la condizione semidivina, sarebbero poi decaduti.
    La diffusa tradizione indiana di fare culto al defunto come se fosse ancora vivo, costituisce un' estrema limite dell'antico culto degli avi; se i defunti sono veramente vivi in qualche luogo e possono trarre beneficio dai riti a loro dedicati dalla gente di questo mondo, sarà indubbiamente buona cosa preoccuparsi per loro. Sudharma, in Asia, in Africa e in alcune regioni del Nepal, milioni di persone sono convinti che è loro dovere offrire suffragio ai loro defunti per tutta la durata della vita. Queste persone celebrano i riti in suffragio per aiutare i defunti in modo estremamente costoso. Per farsi celebrare codeste rituali formalità si servono di "sacerdoti specialisti" che sottraggono enormi profitti a coloro che sono stati colpiti dal lutto e che si trovano emotivamente "squilibrati" di fronte a tali grandi eventi. Codesti officianti invece di far cose che potrebbero giovare al vivo, servendosi di false conoscenze sui defunti, derubano coloro che sono afflitti da lutti.



    Yama



    Sudharma, questa è purtroppo la triste realtà che ora ha preso la forma di una tradizione sociale, cosicché quando in una famiglia giunge la morte, tutti i nostri parenti si affrettano a consigliarci di spendere molto, a volte addirittura di spendere tutta la ricchezza che con grandi sacrifici era stata accumulata dalla famiglia e se non basta di ricorrere a prestiti indebitandosi per celebrare nel modo migliore i riti in suffragio del nostro caro defunto. Il risultato è che la famiglia, avendo speso tutto, finisce letteralmente sul lastrico, completamente dipendente da altri. Sudharma è di certo meglio vivere nella foresta in mezzo alle bestie selvagge, piuttosto che condurre una vita di povertà alla completa dipendenza dei parenti. Il trapassato è certamente deceduto ma i suoi famigliari, sperperato il patrimonio famigliare, finiscono poco a poco per morire, anche se agli occhi della società sembrano ancora vivi. Non si tratta di cose che dico solo io, infatti anche le scritture Aghori parlano di ciò.


    Liberamente tratto da La Morte e i Riti Postumi di Avadhuta Baba

  2. #2
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    Predefinito Rif: La Morte

    Ottimo Baba iaociao:

 

 

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