In questo periodo l'ambiente nel quale si beve è la casa: a meno che non si tratti della casa del dottor Zivago, è un ambiente riscaldato, più caldo forse di quello estivo col condizionatore. Lo stesso vale per i viaggi in auto.
Quando si sta fuori, per esempio su una pista da sci, o a fare legna nella foresta, il problema non si pone, si beve quello che c'è.
L'estate scorsa, a luglio con un caldo torrido, sono andato a rifugiarmi presso la cascata di Trevi, nel corso superiore dell'Aniene: c'erano dieci gradi in meno rispetto alla strada che sta una decina di metri sopra, e l'acqua, limpidissima, del torrente, non ancora fiume, era meravigliosamente fresca. Andando a mangiare al ristorante lì vicino, un mio amico ha chiesto acqua "naturale", e gli è stato portao un boccaletto di acqua corrente che sembrava ghiccio appena sciolto - più fredda della mia Egeria piacevolmente frizzante.
Morale: si fa presto a dire "ambiente".





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