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Discussione: I megaliti

  1. #31
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    Predefinito Re: I megaliti

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Più che altro, il loro problema è la totale refrattarietà all'elementare concetto di "dubbio". E così capita che, per tentare di spiegare l'inspiegabile, si imbarchino in contorsionismi così arditi da risultare stupefacenti.
    Aderente come una pelle.

    E aggiungo:


    Obsoleti perchè si affidano a strumentazioni datate e forse anche mal funzionanti.
    Ottusi perchè non si soffermano su particolari importanti, sono troppo affrettati nello studio dei referti e non sono in grado di valutare appieno documenti fotografici. Il risultato è che negano tutto o quasi.
    Assicurandosi l'incolumità alla coscienza, non si accorgono di fare figuracce con chi non è estraneo a certi argomenti.
    Da evitare.

  2. #32
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    Predefinito Re: I megaliti

    Una Stonehenge a San Vittore nel Lazio?

    Una Stonehenge in provincia di Frosinone, precisamente a San Vittore? Pare proprio di si: nel terreno vi sarebbero sette cerchi perfetti e concentrici, visibili soltanto dal cielo e posizionati in un luogo isolato, tra le montagne. La Stonehenge italiana è visibile solo dall'alto, mediante satelliti artificiali, ed stata scoperta da Giancarlo Pavat e Antonio Nardelli.

    Come si presentano questi sette cerchi? Innanzitutto si trovano su un dosso, completamente brullo a quasi mille metri di quota sulle falde del Monte Sambucaro, nel Lazio, a poca distanza dal confine con il Molise e la Campania. Forse si tratta di una scelta non casuale: il dosso infatti è al centro di un anfiteatro naturale formato dai crinali del Monte Sambucaro. I cerchi non solo tutti perfettamente nello stesso ordine, ma orientati verso est, il punto cardinale dove nasce il sole: si tratta di un punto cardinale che spesso gli antichi individuavano come speciale, cui fare riferimento.

    Questi cerchi sono formati da diverse pietre e massi di tutte le dimensioni, accatastati l'uno sull'altro, con pietre più piccole su altre pietre più grandi. La larghezza del cerchio esterno è notevole, saranno almeno cinquanta metri di diametro. Che si tratti di un'opera realizzata dall'uomo non vi sono dubbi: ma il perché sia stata costruita, questo appare ancora un mistero. Al momento, l'ipotesi più accreditata è quella che ci si trovi davanti ad un luogo di culto: i cerchi e le pietre potrebbero essere stati posizionati per l'esecuzione di un rito sacro, forse risalente alle stesso popolazioni sannite che hanno abitato questi luoghi per moltissimo tempo.



  3. #33
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    Predefinito Re: Rif: I megaliti

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    In un'alba nebbiosa del maggio 2009 due uomini si aggiravano tra i megaliti di Stonehenge, facendo scoppiare dei palloncini e registrando i suoni con un microfono al centro del cerchio. Non erano seguaci di culti pagani, ma ingegneri acustici: Bruno Fazenda dell'Università di Salford e Rupert Till dell'Università di Huddersfield. Lo scopo era misurare la «risposta all'impulso», una sorta di impronta acustica del sito. L'accurata levigatura e curvatura delle superfici interne dei blocchi suggerisce che, probabilmente, gli antichi costruttori sapevano come ottenere effetti molto suggestivi.


    Per gli uomini del Neolitico passeggiare a Stonehenge era una esperienza «acustica» pari a quella avvertita quando si cammina lungo una cattedrale. È la teoria di un team di ricercatori dell'Università di Salford che ha trascorso quattro anni a studiare le proprietà acustiche dello storico sito per aggiungere dettagli che possano svelare il mistero della antica costruzione. Lo spazio magico racchiuso dai monoliti, ha spiegato Bruno Fazenda autore dell'indagine, «reagisce all'attività acustica in un modo che doveva apparire incredibilmente nuovo alle persone che vivevano 5mila anni fa: ricche vibrazioni e ampi riverberi che provocavano un suono inedito e impossibile da ascoltare altrove». Generando un suono nel sito che rimbalza e cresce: «Non provoca un'eco ma un effetto riverbero di un secondo, simile a quello che si avverte nelle cattedrali - ha continuato lo scienziato - per l'uomo del neolitico doveva essere un'esperienza non solo sonora ma soprattutto religiosa».

    La ricerca, come spiega il «Daily Mail», ha portato alla costruzione di una simulazione audio in 3D che permette, usando un sistema di 64 canali sonori e voci, di sviluppare un'accurata e coinvolgente riproposizione di come Stonhenge «suonava».

    La datazione del sito, patrimonio dell'umanità e fra i più visitati del mondo, indica che la costruzione del monumento fu intrapresa intorno al 3100 avanti Cristo e si concluse intorno al 1600 avanti Cristo. Ciò consente di scartare alcune ipotesi sulla sua realizzazione, come quella secondo la quale i Druidi erano forse stati gli artefici dell'opera; tuttavia la società dei Celti, che istituì il sacerdozio dei Druidi, si diffuse solamente dopo l'anno 300 avanti Cristo. Inoltre è improbabile che i Druidi avessero utilizzato il sito per i sacrifici, dal momento che eseguivano parte dei loro rituali nei boschi o in montagna, zone più adatte di un campo aperto per i «rituali della terra». E il fatto che i Romani giunsero per la prima volta sull'isola britannica quando Giulio Cesare guidò una spedizione nel 55 avanti Cristo, nega le teorie di Inigo Jones e di altri, secondo cui Stonehenge sarebbe stato costruito come un tempio romano.

    Quanto ai riferimenti storici a Stonehenge, il primo si dovrebbe allo scrittore greco Diodoro Siculo (I secolo avanti Cristo) che potrebbe fare riferimento a Stonehenge in un passo della sua Bibliotheca historica. Citando Ecateo di Abdera, uno storico del IV secolo e «certi altri», Diodoro dice che «in una terra oltre i Celti» (cioè la Gallia) c'è «un'isola non più piccola della Sicilia» nel mare del nord chiamata Hyperborea, chiamata così perché è al di là del luogo di origine del vento del nord o Borea. Gli abitanti di questo luogo principalmente adorano Apollo, e ci sono «sia una magnifica zona sacra di Apollo sia un tempio notevole che è adornato con molte offerte votive ed è di forma sferica».



  4. #34
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    Predefinito Re: I megaliti

    Massimo Centini


    MEGALITI, FATE E FERTILITÀ


    «Nei menhir e nei dolmen definiti la Roche-aux-fées, pietre delle fate, sopravvive il ricordo della Dea Madre. La fata, con tutto il suo splendore d'incantesimo e di fiaba, non è altro che una tarda derivazione della Grande Dea. Lo rivela già la sua etimologia dal latino fatua, la vaticinatrice, e dal fate del latino popolare, la dea del destino» (F. Baumer, La grande Madre – Genova 1995, p. 70). L'enfatica affermazione di Franz Baumer ci conduce in direzione di una connessione molto diffusa nel folklore nordico: il legame tra megalitismo e fate. Tale connessione non dovrebbe avere origini molto antiche e può essere considerata frutto di una tradizione popolare tendente a legare aree e opere considerate anomale, diverse o pericolose.

    Il piccolo popolo, con i suoi personaggi, è spesso protagonista di tale legame, ma è soprattutto la fata a prevalere, perché? Le risposte possono essere più di una, ma certamente la figura mitica femminile meglio si inquadra tra gli echi di culti litici in cui prevalgono le pratiche connesse ai rituali legati alla fertilità.
    Alcuni di questi luoghi delle fate sono contrassegnati da una struttura particolarmente articolata, come la tomba megalitica costituita da due stanze circolari con una galleria di quarantacinque metri che si trova nei pressi di Arles. Vi sono poi esempi di grande suggestione come il menhir Henher-Hroech (Pietra delle fate) di Locmariaquer che misurava oltre venti metri (ma che è stato spezzato da un terremoto nel 1722 in quattro enormi pezzi – nota mia).



    La Pietra delle Fate di Locmqriaquer (Grand menhir brisé)


    Le Pietre delle fate erano anche parte dell'ampia ritualità popolare connessa all'amore: tra Vitré e Chateaubriand, «sino a non molto tempo fa, nelle buie notti di luna nuova, i fidanzati venivano alla Roche-aux-fées per avere un responso oracolare facendo la conta dei blocchi che la compongono. Il matrimonio sarebbe stato felice solo se i due avessero ottenuto lo stesso risultato. Era tollerata una piccola differenza. Se però il numero delle pietre contate risultava troppo diverso, era consigliabile astenersi dal matrimonio» (F. Baumer, opera citata, p. 70).

    In questa pratica non sembrerebbero assenti echi di tradizioni connesse ai riti di fertilità presenti in molte culture e che hanno nella pietra un elemento catalizzatore di notevole valore simbolico. L'azione fecondatrice poteva estrinsecarsi non solo mediante pratiche divinatorie, ma attraverso veri e propri riti che coinvolgevano dilettamente il masso. Una tra le azioni più diffuse era la cosiddetta «scivolata» sulle pareti dei megaliti effettuata per favorire la fertilità. In altri casi troviamo le cosiddette «pietre con la pancia», massi la cui conformazione era tale da ricordare il ventre dilatato di una donna incinta: su queste pietre le giovani spose o le donne sterili si appoggiavano per ottenere magicamente una futura maternità.

    «L'idea implicita in tutti questi riti è che certi sassi possono fecondare le donne sterili, sia grazie allo spirito dell'antenato che vi abita, sia in virtù della loro forma o della loro origine. La teoria che diede origine a queste pratiche o le giustificò, non sempre si è conservata nella coscienza di chi ancora continua a osservarle. Talvolta la teoria originaria è stata sostituita o modificata da una teoria diversa; qualche volta è completamente caduta in dimenticanza, in seguito a qualche rivoluzione religiosa» (M. Eliade, Trattato di storia delle religioni – Torino 1976, p. 228).





    La Roche-aux-fées di Essé (Ille-et-Vilaine)


    Altre esperienze del folklore europeo, praticate intorno e sui megaliti e inerenti la fertilità, riguardano l'accensione di piccoli fuochi nelle cavità naturali dei massi o nelle coppelle, in alcuni periodi dell'anno. In questi casi si possono scorgere delle convergenze con il calendario celtico. Molto diffuse erano anche le danze intorno ai menhir nei giorno dell'Ascensione, come quelle praticate a Fouventle-Haute in Haute-Saône, o quelle di Guernesey effettuate nel giorno di san Giovanni.

    Ancora nella metà del XIX secolo, intorno al grande dolmen di Poitiers, i fedeli effettuavano tre giri di danza e quindi lo baciavano: il rito aveva un ruolo protettivo e serviva per allontanare le malattie. Questo tipo di protezione era offerto anche attraverso piccole parti di pietra tratte dal megalite e conservate in casa per tutto l'anno. La pratica di prelevare frammenti di pietra da massi considerati sacri e di conseguenza provvisti di valore apotropaico è molto diffusa nel folklore di numerosi paesi.

    In certi casi, nel passato, anche le chiese locali non riuscivano a sottrarsi alla forte valenza sacrale collettivamente riconosciuta alle pietre: «Prima della Rivoluzione, il clero andava in processione al dolmen de La Madeleine, nella Charente, cristianizzato da una croce; nella stessa epoca veniva detta una messa in arca, al di sopra delle pietre druidiche che si scorgevano sotto il mare vicino a Guilvinec, nel Finistère» (P. Sèbillot, Riti precristiani nel folklore europeo – Milano 1990, pp. 209-210).


    Massimo Centini, Il megalitismo - Luoghi sacri di potere
    (Xenia Edizioni, pag. 112 e seguenti)

  5. #35
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    Predefinito Re: I megaliti

    Intervista molto interessante a John Burke, in cui si parla di:

    1) utilizzo dell'elettromagnetismo in agricoltura, come possibilità di sviluppare nuove tecnologie agricole;
    2) risultati di anni di misurazioni (fatte con metodi accademici ed ortodossi) dei campi elettromagnetici in prossimità dei mound americani;
    3) la possibile correlazione dei megaliti e dei mound con l'agricoltura, in particolare l'uso che i nativi americani facevano (fino a tempi relativamente recenti) dei mound in campo agricolo, come strumenti per assicurare lo sviluppo dei semi ed ottenere un raccolto migliore.

    Si tratta di un punto di vista secondo me molto interessante che coglie un aspetto poco studiato di tutta la questione mound e forse megaliti.
    E' interessante inoltre notare che qui si parla di elettromagnetismo in senso moderno, fisico, misurabile e descritto dalle equazioni di Maxwell, non si parla di ipotetiche energie sottili come invece fa un certo tipo di radionica utilizzata in campo agricolo, tuttavia al di là delle differenze di approccio non si può non notare la vicinanza dei due ambiti, per lo meno nei risultati finali.
    Inoltre esiste anche un tipo di radionica che fa uso (non convenzionale) di campi elettromagnetici intesi in senso convenzionale, il che rende quanto raccolto da Burke ancora più interessante.

    LA TECNOLOGIA DEGLI ANTICHI COSTRUTTORI DI MEGALITI - ALTRO GIORNALE
    Ultima modifica di Tular; 30-03-13 alle 11:24

  6. #36
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    Predefinito Re: I megaliti

    GLI ENIGMATICI DOLMEN DEL CAUCASO





    Nella regione del Caucaso occidentale, Russia, esiste un'area di 12 mila chilometri quadrati che si estende su entrambi i lati della montagna, dove si trovano centinaia di monumenti megalitici detti "dolmen".Si tratta di un'architettura preistorica costruita con grande precisione, unica nel suo genere. Alcune costruzioni, ad esempio, presentano un perimetro quadrangolare, con angoli perfetti di 90°, altre, invece, presentano una conformazione perfettamente circolare.

    Secondo gli archeologi, i dolmen del Caucaso risalirebbero ad un periodo arcaico collocabile tra i 4 e i 6 mila anni fa, ma alcuni ricercatori sono convinti che siano ancora più antichi, facendo risalire la loro costruzione tra i 10 mila e i 25 mila anni fa. Tuttavia, la loro origine rimane ancora argomento dibattuto.

    Nonostante la loro grande varietà, i monumenti caucasici presentano forti analogie con i megaliti di diverse altri parti d'Europa e dell'Asia, come la Francia, la Gran Bretagna, l'Irlanda, la Germania e l'India. Una serie di ipotesi è stata avanzata per spiegare queste somiglianze e la costruzione dei dolmen in generale, ma il fenomeno non è ancora del tutto chiaro.I dolmen si trovano nella zona di Krasnodar. Attualmente se ne contano circa 3 mila, ma ne vengono trovati continuamente di nuovi.




    L'architettura dei dolmen è alquanto limitata. Di solito, insistono su piante quadrate, trapezoidali, rettangolari o rotonde. Tutti i dolmen presentano una specie di oblò intagliato nella roccia al loro ingresso. Nella zona antistante l'ingresso, si ipotizza che ci fosse una zona dedicata ai rituali, delimitata da mura di pietra di grandi dimensioni. In passato, proprio nella corte, sono state ritrovate ceramiche dell'età del bronzo e del ferro, resti umani, utensili in bronzo e argento, e preziosi ornamenti in pietra.

    Le decorazioni dei dolmen si riduce a disegni a zig-zag verticali e orizzontali, triangoli e cerchi concentrici. Una decorazione abbastanza comune è quella che si trova al di sopra dell'oblò, che sembra essere un architrave sorretto da due colonne. In alcuni casi, sono state trovate incisioni a forma fallica. Sono stati anche rinvenuti oggetti strani nei pressi dei dolmen, quali grandi sfere di pietra, sfere doppie e sculture di animali. In alcuni casi, è possibile trovare una struttura più complessa formata da un dolmen rettangolare centrale e due dolmen laterali di forma circolare. Quello che balza agli occhi è il fatto che i dolmen furono costruiti in perfetta armonia con il paesaggio naturale.



  7. #37
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    Predefinito Re: I megaliti

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 15-01-17 alle 17:13

  8. #38
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    Predefinito Re: I megaliti

    Elmar Burchia

    STONEHENGE: IL CERCHIO DI PIETRE ERA COMPLETO, AFFIORATE LE PROVE


    Esperti e scienziati si sono scervellati per anni: le pietre millenarie di Stonehenge hanno mai formato un cerchio completo? Adesso, a quanto sembra, è stata trovata la risposta. In modo piuttosto bizzarro. Stonehenge, la celebre composizione circolare di megaliti sita nell’Inghilterra meridionale, patrimonio Unesco dal 1986 e meta di pellegrinaggi di vario genere, è da sempre oggetto di studi e ricerche approfondite. Il complesso, che le più recenti analisi archeologiche collocano attorno al 3 mila a. C., è formato da blocchi di pietra verticale sormontati da lastroni orizzontali, posti su una superficie circolare di 100 metri di diametro. Tuttavia, a causa della mancanza di una parte dei massi, non è mai stato determinato in modo certo che il monumento megalitico avesse davvero avuto una configurazione circolare completa.

    Ebbene, la «prova mancante» che il cerchio esterno della fase finale fosse effettivamente completo anche nel quadrante a sud-ovest, è arrivata ora. Non sono stati necessari ulteriori scavi o complicate analisi geofisiche. Il merito è di un semplice tubo per l’irrigazione. Come riferisce tra gli altri la Bbc, il prato attorno al celebre circolo nella piana di Salisbury viene irrigato ogni estate, così da mantenere un manto rigoglioso e verde anche nella stagiona calda. Tuttavia, con la siccità che c’è stata quest’anno il tubo flessibile per innaffiare era troppo corto e i custodi non hanno potuto raggiungere tutto il sito. Il risultato? Colpa (o merito) anche dell’estate secca, in una parte l’erba non è cresciuta. E proprio qui sono emerse le tracce dove c’erano le pietre «mancanti» che in origine completavano il cerchio. «È davvero rilevante e ci mostra quanto abbiamo ancora da imparare su Stonehenge», ha detto Susan Greaney della English Heritage in merito alla scoperta.



    Nei cerchi rossi le zone «secche» dove si presume fossero
    posizionale le pietre che completavano il cerchio esterno


    Stonehenge: il cerchio di pietre era completo, affiorate le prove - Corriere.it
    2 settembre 2014

  9. #39
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    Predefinito Re: I megaliti

    Lo storico Julian Spalding ha avanzato una nuova teoria su Stonehenge. A suo parere, le pietre circolari servivano a sostenere una piattaforma sopraelevata per la celebrazione di riti ancestrali.


    STONEHENGE SERVIVA A SOSTENERE UN ALTARE PER "ESSERE PIÙ VICINI AL CIELO"?



    Che si trattasse di un tempio druido, di un calendario astronomico o di un centro per le guarigioni, il mistero di Stonehenge ha alimentato un dibattito senza fine nel corso dei secoli.
    Alle varie ipotesi avanzate, si aggiunge quella proposta dallo storico Julian Spalding, ex direttore di alcuni dei più importanti musei del Regno Unito. A suo parere, il cerchio di pietre preistorico era in realtà un antico altare utilizzato per avvicinarsi al cielo. I megaliti non sarebbero stati utilizzati per celebrare riti a livello del suolo, ma per sostenere una gigantesca piattaforma di legno circolare in grado di reggere il peso di centinaia di persone e sulla quale venivano celebrate le cerimonie religiose.

    «Si tratta di una teoria completamente diversa rispetto a quelle avanzate in precedenza», spiega Spalding al Guardian. «Tutte le interpretazioni finora proposte potevano essere ritenute plausibili. Ma abbiano studiato Stonehenge nel modo sbagliato, da terra, cioè da un punto di vista tipico del 20° secolo. Non abbiamo considerato cosa pensassero i costruttori quando hanno concepito il monumento».

    Secondo lo studioso, bisogna guardare ad altri monumenti simili in altre parti del mondo, come quelli scoperti in Cina, Perù e Turchia, i quali sono stati costruiti per dirigersi "verso l’alto" e con geometria circolare, legati anch’essi ai movimenti celesti. «Nei tempi antichi, nessuna cerimonia spirituale sarebbe stata celebrata a terra», continua Spalding. «Abbiamo osservato Stonehenge da una prospettiva moderna, legata alla terra. Tutti i grandi altari del passato suggeriscono che mai si sarebbe celebrato un rito celeste a contatto con l’umile terra, cosa che sarebbe stata offensiva per gli esseri immortali». Tuttavia, con il passare dei millenni il legno della piattaforma è marcito, lasciando solo i pilastri di pietra che una volta lo sostenevano. I blocchi di Stonehenge sono di diabase, una roccia bluastra con delle macchie bianche che somigliano alle stelle: «Questi megaliti, di peso compreso tra le due e le quattro tonnellate ciascuno, sono stati trasportati per 400 km, un risultato straordinario per quei tempi, il che indica che Stonehenge è stata un'enorme impresa comune», dice Spalding.

    Lo studioso ritiene che i fedeli accedessero all’altare sopraelevato tramite una rampa o delle scale in legno, muovendosi poi in circolo seguendo il movimento delle stelle per celebrare alcune cerimonie dedicate, come il solstizio o il funerale di un re. La teoria di Spalding nasce da una visita al sito archeologico di Gobleki Tepe, nella Turchia meridionale, simile a Stonehenge, ma più antico di 6 mila anni. Lo scopo dei pilatri a forma di "T" di Gobleki Tepe rimane ancora un mistero, ma Spalding ritiene che anche in quel caso servissero come sostegno a una qualche piattaforma rialzata.


    Stonehenge serviva a sostenere un altare per essere più vicini al cielo?| Il Navigatore Curioso

  10. #40
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    Predefinito Re: I megaliti

    Teoria interessante, che potrebbe essere ampliata. Probabilmente la struttura poteva servire anche per l'atterraggio degli aeromobili alieni.
    Ultima modifica di Patto; 03-04-15 alle 10:48

 

 
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