





bellissimi post, questa tematica ha sempre affascinato l´uomo dei giorni nostri. Proprio per il fatto che ci si chiede di come abbiano potuto realizzare una cosa del genere e quali funzioni abbiano avuto. Molti sono del´opinione per celebrare il Dio del sole e quindi i culti religiosi, ma ancora una spiegazione attendibile o definitiva non é stata date. Forse meglio cosí che queste costruzioni rimangano avvolte nel mistero...




Billy Idol scrisse ed incise il brano "Sweet Sixteen" e girò il video a Coral Castle. Il brano è ispirato alla ragazza amata da Leedskalnin, Agnes Scuff, (a cui egli aveva dato l'appellativo "Sweet Sixteen") che si ritiene essere il movente principale della costruzione della struttura.
Secondo Bullard (l’autore della biografia di Leedskalnin, "Waiting for Agnes"), molti anni dopo la costruzione di Coral Castle alcuni turisti Lettoni ne sentirono il racconto e contattarono Agnes per riferirle che Leedskalnin sperava ancora che lei capisse il suo amore. Avendo sentito la storia, Agnes rispose: "non ho voluto sposarlo quando ero sedicenne, e non voglio sposarlo ora".
La beffa più grande per il povero Edward Leedskalnin è stata quando, alcuni studiosi sono riusciti a rintracciare la "Sweet Sixteen", la sedicenne promessa sposa del tempo, trasferitasi in Olanda e ormai alla veneranda età di 88 anni. Dopo averle a lungo parlato della meravigliosa opera che Edward aveva fatto per lei e del suo amore ed averla invitata a visitare la meravigliosa costruzione lei rispose: "No grazie, non mi interessa", lasciando così un enorme buco nero nel cuore di chi da solo è riuscito ad edificare una così grande opera architettonica.
Coral Castle - http://www.cerchinelgrano.info/
Video ufficiale...
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 15-01-17 alle 18:02
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


SCOPERTA UNA NUOVA STONEHENGE IN GRAN BRETAGNA
Non finisce di sorprendere la zona archeologica attorno a Stonehenge. A meno di tre chilometri dal celebre sito di epoca neolitica nell’Inghilterra centrale gli studiosi britannici ne hanno trovato un altro che potrebbe essere il più grande di tutto il Paese e uno dei maggiori al mondo.
Si tratta di 90 monoliti che formano, come lo hanno definito i media del Regno, una sorta di «super-recinto» situato nell’area nota come Durrington Walls. Secondo la Bbc, le grandi pietre, alcune delle quali alte oltre quattro metri, si trovano sottoterra ad una profondità di meno di un metro. Creano per l’appunto un “recinto” lungo circa 500 metri, e sono disposte quasi a ricordare la lettera “C”.
Viaggio virtuale nella Stonehenge sotterranea
Per gli studiosi, inizialmente i megaliti che lo componevano erano di più, fino a 200, ma ne sarebbero stati tolti molti e usati in altri siti, ad esempio per edificare proprio la vicina Stonehenge, in un periodo quindi posteriore. Un progetto della durata di cinque anni ha reso possibile la misurazione e la creazione al computer di una mappa dettagliata di questo monumento che sarebbe di importanza «straordinaria» secondo gli studiosi e che sarebbe stato utilizzato per scopi rituali. Questo infatti si può dedurre dalla stessa forma dei megaliti, disposti quasi per delimitare una sorta di arena. Lì potevano avvenire cerimonie - ad esempio in occasione di un solstizio come accadeva, e accade tutt’oggi nel corso di popolari cerimonie-evento, nella vicina Stonehenge - o si poteva riunire la comunità del vicino insediamento per prendere importanti decisioni.
«La presenza di quelle che appaiono come pietre, che circondano il sito di uno dei maggiori insediamenti neolitici d’Europa, aggiunge un nuovo capitolo alla storia di Stonehenge», ha detto l’archeologo Nick Snashall. Per localizzare i megaliti sono state usate le ultime tecnologie fra cui i radar in grado di `vedere´ sottoterra e altri strumenti per misurare i campi magnetici. «Siamo di fronte a uno dei maggiori monumenti in pietra di tutta Europa - ha dichiarato il professore Vince Gaffney, dell’Università di Bradford - il fatto straordinario è che era lì da ben quattromila anni ma non ce ne eravamo mai accorti».


"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


L’enigmatico sito di Poggio Rota, una Stonehenge Italiana
Luigi Pellini: L'enigmatico sito di Poggio Rota, una Stonehenge Italiana
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 16-01-17 alle 05:34


INDIA: IL VILLAGGIO MEGALITICO DEI MORTI
Non c'è un percorso preciso che consenta di raggiungere Benakal, sulle colline a nord del fiume Tungabhadra, nello stato meridionale indiano del Karnataka. Su un dolce pendio vi sono decine e decine di dolmen in lastre di granito di 3 metri di altezza e dal peso di 10 tonnellate e più. I monumenti sono stati costruiti oltre 1000 anni fa, tra l'Età del Ferro del sud dell'India (1200-500 a.C.) e il primo periodo storico (500 a.C. -500 d.C.). Ci sono più di 1000 blocchi di pietra in quasi 50 ettari, da modeste recinzioni di roccia a costruzioni che appaiono come tombe e mausolei.
Le fonti storiche sono vaghe, ma l'esistenza di Hire Benakal è stata documentata fin dal 1850, e il sito è stato esaminato in primo luogo nei dettagli dallo storico A. Sundara della Karnatak University nel 1960. Nel 2007, l'antropologo Andrew Bauer, dell'Università degli Studi di Chicago, ha condotto la prima indagine sistematica del sito e dei suoi dintorni. Si è a lungo pensato che nell'età del ferro in India la popolazione fosse composta di nomadi, e ciò rendeva difficile spiegare la costruzione di un sito megalitico, quale Hire Benakal. Ma le recenti indagini, tra cui quelle di Bauer, hanno scoperto numerosi insediamenti, tra cui due entro un miglio da Hire Benakal, che dimostrano che la gente viveva in villaggi e praticava l'agricoltura e la pastorizia. "Il sito sembra essere stato un centro principale della cultura nella regione ", spiega Sundara.
Più vicino al centro del sito, i megaliti crescono in dimensioni ed è più probabile che le loro forme fossero scolpite, indicando l'importanza di coloro che li avevano costruiti. Alcuni dei dolmen avevano un oblò che potrebbe essere stato usato per depositarvi ceneri o resti, anche se resti umani non sono stati ancora trovati. Non è ancora noto come i dolmen massicci fossero eretti, ma molti dei monumenti di Hire Benakal sono caduti sotto il peso delle loro pietre, per l'erosione del terreno sotto di loro o a causa del bestiame che vaga ancora attraverso il sito. Bauer ha concluso che Hire Benakal non fosse solo un cimitero isolato, ma anche un luogo dove lo status sociale e la disuguaglianza hanno iniziato a svilupparsi. "Stiamo davvero per capire il sito in un contesto molto più completo, perché ho indagato tutto intorno", dice. E' stato importante socialmente ed è assolutamente impressionante a vedersi. Se non fosse in un luogo così remoto, Hire Benakal potrebbe essere un vero e proprio tesoro nazionale.


Noemi Penna
L'INSPIEGABILE VALLE DEGLI UOMINI DI PIETRA INDONESIANA. UN MISTERO DA SVELARE
Langke-Bulawe (o Bracciale d'oro)
Questa non è l'Isola di Pasqua ma Sulawesi, terra d'Indonesia. E questi megaliti antropomorfi sono il cruccio degli archeologi da oltre cento anni. Si trovano nella Bada Valley del Lore Lindu National Park e nonostante siano stati scoperti nel 1908, su di loro ancora oggi si sa poco o niente.
Alcuni ipotizzano che siano stati realizzati almeno 5 mila anni fa, altri non più di mille. E dal momento che sono uniche in tutta l’Indonesia, non si è riusciti neppure a identificare a quale popolo appartengano. L'unica cosa certa, è quello che davanti agli occhi di tutti: ovvero la presenza di centinaia di pietre incise artificialmente, alcune dalla mole impressionante, oltre i 4 metri d'altezza, incastonate in tutte la vallata.
Baula
La loro forma ricorda senz'altro i Moai dell'Isola di Pasqua, ma non è chiara la loro funzione: la loro catalogazione è iniziata nel 2001 e si ipotizza che possano essere collegati al culto degli antenati o che siano stati eretti per tenere lontani gli spiriti maligni. Alcune statue, poi, sono dotate di genitali maschili, dunque non è da escludere neanche l'attinenza con dei riti di fertilità e buon auspicio.
Palindo
Passeggiando per la vallata è possibile incontrare dei megaliti sepolti sottoterra o che spuntano dall'erba, altri ancora posizionati in modo che si possano vedere da lontano. Ai dieci più famosi è stato dato anche un nome: con i suoi 4,5 metri, Palindo è il più grande ed è considerata il giullare del gruppo; poi c'è Maturu, l'uomo addormentato e Langke Bulawe, che tradotto significa Braccialetto dorato.
Maturu
Altro enigma, forse il più intrigante, riguarda il materiale e gli attrezzi con cui sono state realizzate le statue. La pietra di questi monoliti non si trova in alcuna altra parte dell’isola, alimentando così l'ipotesi che sia stata trasportata proprio lì da un luogo diverso. E in tutta l’area dove sono presenti i megaliti non è mai stato trovato alcun attrezzo o altri resti di insediamenti umani.