Per una volta, volevo realizzare un sondaggio sul nostro futuro in cui non va tutto a puttane e l'alternativa non è tra il fascioliberismo e un Chavez che parla il dialetto di Bèri
2012: l'anno prosegue con un accordo di massima sul lavoro. La CGIL accetta di definire strettamente il concetto di giusta causa e di contenere la CIG, eliminando quella a zero ore e riducendo quella straordinaria, in cambio di un salario minimo settoriale, dello sfoltimento dei contratti atipici, e del potenziamento degli ammortizzatori sociali. Il Governo Monti realizza anche una riforma fiscale che taglia la prima e la seconda aliquota, tramite il gettito dell'evasione fiscale. I partiti politici, dopo lungo peregrinare, si mettono d'accordo sul bizzaro sistema ispanotedesco di Ceccanti. Vari ridislocamenti seguono. L'economia è stabile, la crescita è un pò anemica all'1%, ma l'inflazione è progressivamente tornata vicina al 2% e lo spread è su quota 300.
Il sistema elettorale:
Il 40% dei collegi sono maggioritari, e il 40% proporzionali con sbarramento al 5% e metodo Hare. Tuttavia, in analogia al sistema tedesco, per ogni seggio guadagnato al maggioritario, si sottrae dalla quota proporzionale un seggio al partito o gruppo di partiti collegati (in base ai quozienti più bassi), redistribuendolo tra gli altri. Vi è poi un 15% che viene assegnato su base proporzionale nei medesimi collegi proporzionali, ma con metodo D'Hondt (sbarramento al 3% di collegio). Infine, il 2% dei seggi va agli italiani all'estero, e il 3% viene riservato come diritto di tribuna a quelle formazioni politiche che superino il 2% dei voti.
Si vota su due schede, una per il maggioritario e una per il proporzionale: gli eletti nella parte D'Hondt vengono ripescati dai primi dei non eletti nella parte proporzionale convenzionale.
Da sinistra a destra
Movimento Popolare di Liberazione
Cartello di ultrasinistra, a tratti venato di rossobrunismo: vi hanno aderito, nonostante pesanti dissensi e frequenti liti, Comitato No Debito di Cremaschi, Comunisti Sinistra Popolare di Rizzo, Partito Comunista dei Lavoratori, Campo Antimperialista, Alternativa di Giulietto Chiesa, Movimento per la Decrescita Felice. Propone una ricetta politica autarchica e basata sulla riscossa del primario e del secondario (quest'ultimo da riconvertire pesantemente), per l'uscita da NATO e UE e per il default unilaterale.
Il Movimento indica come candidato premier Cremaschi
Alleanza per il Bene Comune
Eterogeneo cartello elettorale che unisce l'Italia dei Valori, orba della sua componente più moderata e centrista (Donadi, Favia, Borghesi), e fortemente influenzata da De Magistris; l'ala bertinottiana più ortodossa di SeL; la Federazione della Sinistra, che ha però perso il Partito del Lavoro di Salvi e Patta; Sinistra Critica; e il Movimento 5 Stelle. Chiede una politica di accentuato impegno pubblico, specialmente nel settore dei servizi, l'abolizione del precariato, una politica migratoria più tollerante, estesi diritti civili, ferocemente contro alle riforme delle pensioni e del lavoro. Propone massicci investimenti pubblici in tutti i settori, da finanziare col taglio delle spese militari e una dura patrimoniale. Accesamente giustizialista. Si presenta come lista unica sia al maggioritario che al proporzionale.Democrazia diretta a gògò compresa nella presentazione dei candidati.
L'Alleanza indica come candidato premier De Magistris
Unione della Sinistra Democratica e Socialista
Alleanza della sinistra riformista, include SeL portata da Vendola all'approdo del PSE, il PD e Libera Italia. Il PD ha affrontato un duro congresso pre-elettorale, in cui a Bersani si sono contrapposti Chiamparino per la mozione Marino-Civati, Letta per la mozione MoDem-Franceschini-Fioroni, e Renzi che correva da solo. Nonostante la dura concorrenza in campo, Bersani si è imposto, anche grazie alla divisione tra Renzi e Letta, e ha spostato a sinistra il baricentro del Partito, pur mantenendo una forte identità riformista. Nel PD la dialettica si è oramai innestata tra Liberal e Labour in maniera più rispettosa, dopo l'uscita dal Partito di Fioroni e Gentiloni. Nel PSI, la linea più filocentrista di Nencini è stata sconfitta, anche se il congresso si è chiuso con un voto unitario che ha permesso allo stesso Nencini di rimanere Responsabile all'Organizzazione. Segretaria è la giovane avvocatessa Anna Falcone e Presidente del Partito, a cui ha aderito con grande sorpresa Giulio Tremonti, è Bobo Craxi. Il PSI ha promosso Libera Italia, alleanza con vari gruppi e partitini laici, e con Radicali e i Verdi, collegata organicamente alla protesta fiscale contro Equitalia e al Movimento dei Forconi. I tre partiti si presentano collegati al maggioritario, e divisi in tre liste al proporzionale: a Libera Italia è stata comunque garantita una quota più che proporzionale di seggi nel maggioritario. La ricetta dell'Unione è un nuovo mix di Stato e mercato, sulla falsariga delle proposte dei socialisti francesi, grandi vincitori delle elezioni politiche del 2012. In particolare, si chiedono tobin tax, concorrenza Stato-mercato nei servizi pubblici, contratto unico, cogestione, patrimoniale, sgravi fiscali sui redditi medio bassi e sulle PMI, carbon tax, separazione tra banche d'affari e banche di investimento.
L'Unione indica come candidato premier Pierluigi Bersani
Alleanza Federalista
grande rassemblement autonomista, liberista, federalista, a favore delle PMI, isolazionista in politica estera, aperto sui valori. Raggruppa la maggioranza della Lega, e varie formazioni moderate autonomiste (Partito Nazionale Veneto, Unione Padana, Union Valdotaine, Grande Sud, Io Sud, Partito Sardo d'Azione).
Indica come candidato premier Roberto Maroni.
Polo della Nazione
Lista unitaria al maggioritario e al proporzionale di API, MPA, FLI e Italia Futura, è una lista di matrice laico-liberale-conservatrice, moderatamente giustizialista, moderatamente liberista, moderatamente a favore degli immigrati, moderatamente federalista.
Unione di Centro
Rinforzata da Fioroni, preme per diventare il Partito di riferimento del PPE in Italia. Conservatrice nei valori, liberista in economia, garantista sulla giustizia, atlantista e europeista, centralista nell'organizzazione dello Stato.
Polo della Nazione, e Unione di Centro indicano come candidato premier Corrado Passera.
Popolari e Moderati
Il nuovo nipotino del PDL, ora a trazione triplice democristiano-laico moderata-ciellina. E' retto dal triumvirato Alfano-Formigoni-Cicchitto. Dell'ala ex AN sopravvive solo Alemanno. Conservatore sui valori, liberista ma con un occhio di riguardo per PMI e imprese pubbliche in economia, avverso alle liberalizzazioni delle professioni, mediterraneista e poco euroentusiasta ma atlantista e filo-israeliano in politica estera, federalista.
Forza di Libertà
Strana mistura di pasdaran berlusconiani, liberisti coerenti, leghisti del cerchio magico, è guidato da Daniela Santanchè. Ferocemente anti-immigrati, anti-tasse, anti-welfare, thatcherismo conservatore sui valori.
MeP e FdL candidano Roberto Formigoni premier
Destra Nazionale
Storace è stato un pò messo ai margini dall'azione dei colonnelli ex AN che hanno preso in mano La Destra uscendo dal PDL. Guidato da Giorgia Meloni, ha scelto la strada identitaria nella speranza di capitalizzare sull'opposizione al governo Monti. Destra sociale classica, più accentuatamente liberale dell'estrema destra.
Patria
Intesa tra Forza Nuova, Casa Pound Italia e parte populista del movimento dei Forconi. Anti-mafia, anti-Equitalia, anti-NATO, anti-UE, anti-immigrazione, anti-liberalizzazioni, non si schierano sui diritti civili per ovvi dissensi. Il Mutuo sociale è la loro bandiera. Candidano come premier il misterioso candidato sindaco che CP lancerà alle prossime comunali di Roma.





Rispondi Citando
