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Re: Il problema dell'Io
continuo a non capire la necessità di un corpo, anche senza il peccato originale.
La nostra anima sopravvive alla decadenza del corpo, e rimane "in vita" anche dopo la morte "senza corpo", quindi il corpo non è indispensabile.
ma il non capire è un mio limite.
Sai darmi alcune indicazioni di dove potrei trovare queste risposte ?
grazie.
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Re: Il problema dell'Io
Citazione:
Originariamente Scritto da
Guidastro
continuo a non capire la necessità di un corpo, anche senza il peccato originale.
La nostra anima sopravvive alla decadenza del corpo, e rimane "in vita" anche dopo la morte "senza corpo", quindi il corpo non è indispensabile.
ma il non capire è un mio limite.
Sai darmi alcune indicazioni di dove potrei trovare queste risposte ?
grazie.
Se ti interessa l'argomento, approfondisci qua: Summa :)
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Re: Il problema dell'Io
Citazione:
Originariamente Scritto da
Giò91
Sbaglia perché, eccedendo in spiritualismo ed idealismo, vede il corpo come una prigione dell'anima, come un fardello dal quale si spera, il prima possibile, di liberarci. Il Cattolicesimo, al contrario, dogmaticamente insegna la resurrezione della carne alla fine dei tempi, il fatto che nella "vita-dopo-la-morte" non saremo esseri eterei o "fantasmi" ma unità viventi di anima e corpo, con la differenza fondamentale, rispetto alla vita terrena, di non aver più il problema della lotta incessante nel nostro essere, nel nostro "se" come dici tu, tra la vita secondo lo spirito e la concupiscenza.
Qui però bisognerebbe ricordare la risposta data da Gesù ai Sadducei.
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Re: Il problema dell'Io
Ecco il passo che hai citato: 18 Vennero a lui dei sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo interrogarono dicendo:
19 "Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello.
20 C'erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza;
21 allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente,
22 e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
23 Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie".
24 Rispose loro Gesù: "Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?
25 Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.
26 A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe?
27 Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore".
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Re: Il problema dell'Io
Grazie. Stavo pensando in particolare al versetto 25.
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Re: Il problema dell'Io
Ecco, rifacendoci al versetto 25: gli angeli, o malakm nella tradizione giudaica, non sono caratterizzati dall'assenza di un corpo materiale, avendo invece un corpo spirituale? Dunque stando alle parole di Nostro Signore non avremo più dei corpi di carne ed ossa, ma corpi di gloria, corpi spirituali, simili a quello del Salvatore risorto...
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Re: Il problema dell'Io
Citazione:
Originariamente Scritto da
Strapaesano
Ecco, rifacendoci al versetto 25: gli angeli, o malakm nella tradizione giudaica, non sono caratterizzati dall'assenza di un corpo materiale, avendo invece un corpo spirituale? Dunque stando alle parole di Nostro Signore non avremo più dei corpi di carne ed ossa, ma corpi di gloria, corpi spirituali, simili a quello del Salvatore risorto...
“La sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c’è un soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna alla polvere. Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello delle bestie scenda in basso?” (Ecclesiaste 3, 19-21)
"Poiché i viventi sono consci che moriranno; ma in quanto ai morti, non sono consci di nulla" (Eccl. 9:5)
Per una volta che la bibbia dice qualcosa di sensato...
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Re: Il problema dell'Io
Che c'entra. Il libro dell'Ecclesiaste serve da apologetica paradossale della saggezza cinica, esso infatti alla fine spinge i lettori a guardare 'oltre', perché le risposte date dal 'concionator' di Ecclesiaste sono piuttosto deludenti, in quanto egli relega Dio in una posizione remota, del tutto senza rilevanza per la sua vita quotidiana. Invece il consiglio di (12:15-16): "Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l'uomo. Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male" ci allontana da Ecclesiaste per indicarci il resto della Scrittura. Si potrà allora chiedere perché Ecclesiaste si trovi nella Bibbia e che cosa c'entri. La risposta è che esso si trova nella Scrittura come elemento di contrasto rispetto a quanto insegna il resto della Bibbia, per rappresentare appunto la condizione dell'uomo senza Dio.
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Re: Il problema dell'Io
Citazione:
Originariamente Scritto da
Strapaesano
Si potrà allora chiedere perché Ecclesiaste si trovi nella Bibbia e che cosa c'entri. La risposta è che esso si trova nella Scrittura come elemento di contrasto rispetto a quanto insegna il resto della Bibbia, per rappresentare appunto la condizione dell'uomo senza Dio.
Se una tale risposta ti soddisfa intellettualmente non mi sembra che valga la pena aggiungere altro.
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Re: Il problema dell'Io
Citazione:
Originariamente Scritto da
Perseo
Grazie. Stavo pensando in particolare al versetto 25.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Strapaesano
Ecco, rifacendoci al versetto 25: gli angeli, o malakm nella tradizione giudaica, non sono caratterizzati dall'assenza di un corpo materiale, avendo invece un corpo spirituale? Dunque stando alle parole di Nostro Signore non avremo più dei corpi di carne ed ossa, ma corpi di gloria, corpi spirituali, simili a quello del Salvatore risorto...
Questo versetto va però interpretato alla luce dell'esegesi cattolica e degli scritti dei Santi Padri e Dottori della Chiesa.
Mt 22,30 non dice che saremo angeli, ma che saremo come angeli.
Gli angeli per loro natura sono esseri immateriali e incorporei.
Gli uomini invece per loro natura hanno un'anima e un corpo.
Dopo la risurrezione noi avremo un'anima intellettiva "beata e semplice" come quella degli angeli ed avremo un "corpo glorioso", non più come quello terreno, che è corruttibile e soggetto al divenire e alla morte.
Saremo come angeli perché non avremo più istinti sessuali e la nostra parte concupiscibile non potrà più sopraffarci.
Non avremo né moglie né marito perché il matrimonio ha per fine la costruzione di una famiglia e quindi la generazione di una posterità attraverso la procreazione.
Ma di questo, nella vita eterna, non vi sarà più alcun bisogno.
Ed anche in ciò sta l'analogia con gli angeli, che non necessitano di riprodursi.