Soldi, tantissimi soldi.
Intercettazioni ambientali e telefoniche, Tarantini e Lavitola, ministri e premier.
Lobby trasversali alla politica, eppure da essa dipendenti, per un risiko che si muove tra il Sud dell’Italia e il Caucaso, lì dove tutto nasce. Unico, comune denominatore è il gas, che sposta miliardi di euro.
E preoccupa chi teme scelte piovute dall’alto: è la gente del Salento, punto d’arrivo e crocevia di quel ‘corridoio Sud’ che potrebbe portare l’Italia a dipendere sempre meno dagli stati esportatori.
Altra faccia della medaglia, del resto, è la compromissione di una delle zone più incontaminate della Penisola.
Una storia su due livelli: alla base il Paese reale, un gradino più su i padroni del vapore
Lobby, politica e fiumi di denaro Il business del gas dimentica il paese reale | Tiziana Colluto | Il Fatto Quotidiano




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