

Chi te lo ha suggerito? Franceschini, Moretti, Sofri?
http://web.tiscali.it/mozzoniottavio...te%20rosse.htm


Lo sanno pure i muri che dietro la BR ci stava la CIA.


Basterebbe studiare la strategia intrapresa dagli Usa in Italia nel dopoguerra.
Salvatore Giuliano, Lucky luciano, Andreotti, Cossiga...
La guerra fredda non era un gioco.
Tutto supportato dalla figura di Gelli.
Se vuoi sapere di più, studia approfonditamente la storia della P2.
"Nessuno può essere schiavizzato nel modo più desolante di colui che crede falsamente di essere libero."
Wolfgang von Goethe
-Dissidente Politico in Regime Totalitario-


Paradossalmente le ronde invece di dare una mano alle forze dell'ordine procureranno più lavoro e perdite di tempo a spese nostre. In effetti trattandosi di gruppi civili organizzati anche se ex agenti ect. ect dovranno comunque essere controllati a spese quindi del ministero degli interni .
Sono convinto che in queste ronde entreranno anche personaggi pagati dal SISDE .
Il silenzio è una discussione
portato avanti con altri mezzi.
Stando a qualcuno la CIA, no? Lei ci crede? Nemmeno io!!
Anni 70.....PISA Covo BR? Rapporti BR-FGCI? Studenti e Professori invischiati in logge massoniche di sinistra? Chi faceva parte in quegli anni di BR, Lotta Continua, FGCI? INDOVINARE!!
"E poi a un certo punto ci dividemmo sull'interpretazione del movimento. Io ero piu' rigido, lui piu' incuriosito". Insomma, lei non tiro' neanche una molotov? "No. Le diro': secondo me non le tiro' mai neanche Massimo". + lui che lo ha detto. "Lo so, ma credo fosse solo una metafora. Quello che e' vero e' che era "dentro" il movimento, che fu processato per l'assalto alla stazione e che la notte degli scontri alla Bussola in cui fu ferito Soriano Ceccanti lui era li'. Era la notte di Capodanno, mi chiamo' a Piombino verso le due, mi disse: "Vieni, e' successo un disastro. Mi cambiai, mi misi un giaccone pesante, presi la "MotoMussi" e arrivai a Pisa che era ancora buio. Sui muri c'erano gia' i manifesti di Lotta Continua. Un colpo di genio di Adriano Sofri. C'era disegnata su una spina dorsale, un proiettile sulla terza vertebra e la scritta "calibro 9"
http://archiviostorico.corriere.it/1...04271349.shtml
IO, ma è un'opinione del tutto personale, credo che il lupo perda il pelo ma non il vizioiaociao:


(ASCA) - Roma, 3 lug - ''Il nuovo decreto sicurezza avrebbe dovuto essere il punto di partenza per una nuova era in tema di politiche di difesa del territorio e dei cittadini, costituisce una notevole retromarcia rispetto a tutte le conquiste di liberta' e democrazia fatte in questo Paese.
Conquiste che si sono anche amaramente colorate del rosso del sangue dei colleghi di tutte le Forze dell'Ordine, che in nome dello Stato, hanno anteposto la salvaguardia della democrazia alla loro stessa vita''. A sostenerlo e' Franco Maccari, segretario generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, che critica fortemente l'introduzione delle cosi' dette ''ronde''. Secondo Maccari un enorme balzo indietro e' stato compiuto e ''dopo l'introduzione delle ronde non ci sorprenderebbe - dice - se ci proponessero di tornare alle clave per difenderci. Le ronde infatti non sono un'invenzione della Lega, le ronde sono associazioni di cittadini che nel Medioevo, si occupavano della sicurezza del territorio. A parte i richiami storici, e' bene che si sappia che c'e' il rischio di innescare un meccanismo perverso, in cui qualcuno restera' intrappolato e si fara' male''.
''Altro che decreto sicurezza! Questo Governo, impegnato piu' a realizzare operazioni d'immagine anziche' realizzare interventi concreti per la sicurezza dei cittadini, - conclude il sindacato di polizia - in primis con supporti reali alle Forze di Polizia, ha elaborato un vero e proprio decreto insicurezza per l'Italia!''.
http://www.asca.it/moddettnews.php?c...&idnews=843270
"Il PDL prenderà il 45%"
SIIIIIII?????
Alberto Franceschini
Alberto Franceschini nasce a Reggio Emilia il 26 ottobre 1947 da una famiglia di tradizione comunista. Il padre Carlo fu arrestato per attività antifascista durante il ventennio, il nonno fu, nel 1921, uno dei fondatori del PCI; entrambi, parteciparono alla resistenza contro il fascismo. Proprio dal nonno, che a lungo gli parla di “Resistenza tradita”, riceverà una sorta di testimone ideale.
Le armi ricevute dai partigiani che le avevano a lungo nascoste, divengono il simbolo della sua scelta:
“Cominciammo a esercitarci andando a sparare sulle montagne con i mitra che ci davano gli ex partigiani. Sapevano che le loro armi noi le avremmo usate. Avevano fatto la guerra di Liberazione, dopo il 25 aprile avrebbero voluto continuare a combattere per costruire una società socialista, ma il Pci, il loro partito, li aveva traditi. Non avevano più l'età per ritornare sulle montagne, e passarono a noi ragazzi le loro armi, con la certezza che le avremmo usate.”
Entra in politica giovanissimo nelle fila della FGCI, da cui si dimette a seguito degli scontri con il servizio d'ordine del PCI in una manifestazione contro la base NATO di Miramare di Rimini. Nella sua lettera d'addio scrisse:
“La burocrazia ci divide, ci ritroveremo uniti nelle lotte.”
In seguito fonda a Reggio Emilia il CPOS, Collettivo Politico Operai Studenti, gruppo a cui appartengono anche i futuri brigatisti rossi Lauro Azzolini, Fabrizio Pelli, Franco Bonisoli e Prospero Gallinari. Si trasferisce a Milano vivendo nello stesso appartamento con Renato Curcio e Mara Cagol. Con loro fonderà le Brigate Rosse.
“Il Pci sapeva bene chi eravamo, sapeva che la maggioranza di noi proveniva dalle sue fila e che alcuni, con la tessera in tasca, frequentavano ancora le sezioni. Era informato di tutto, ma non collaborava con la polizia e i carabinieri, si limitava a dar di noi un'immagine misteriosa e torbida per allontanare da noi la gente e gli operai”.
Il salto nella clandestinità avviene nel Febbraio 1972, quando, non rispondendo alla chiamata per il servizio militare, diventa il primo brigatista ufficialmente latitante.
Nel settembre del 1974 è arrestato a Pinerolo assieme a Renato Curcio grazie all’infiltrazione di Silvano Girotto, detto "Frate Mitra".
Nel 1983 si dissocia dalla lotta armata. Lascia il carcere nel 1992, dopo 18 anni di reclusione, senza avere a carico reati di omicidio.
Oggi lavora a Roma presso l’Arci e dirige una cooperativa sociale, il cui obiettivo è l'inserimento di soggetti svantaggiati:
"È un'attività che mi piace molto, perché mi consente di guadagnarmi da vivere mantenendo un impegno sociale. Aiuto immigrati, disoccupati, minori a rischio, detenuti e tossico-dipendenti a inventarsi un lavoro: li stimolo a tirar fuori idee per progetti sperimentali finanziati dall'Unione europea. Come posso definire la mia professione? Ecco: sono un imprenditore di idee. Rispetto a trent'anni fa, utilizzo in modo più costruttivo la mia voglia di aiutare il prossimo".
È autore di diversi libri:
Mara, Renato e io (1988)
La borsa del presidente (1997)
Che cosa sono le Br. Le radici, la nascita, la storia, il presente (2004) Intervista con Giovanni Fasanella.
http://www.valeriolucarelli.it/alberto.htm
Partigiani venduti alla CIA?
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