Ho sempre convintamente sostenuto la democrazia dell’alternanza - fondata su un sistema maggioritario e bipolare .
Ho cambiato idea .
Per motivi non ideologicamente astratti – bensì concreti : ciò che va bene nelle democrazie anglosassoni (Inghilterra , USA , Australia e Paesi del Commonwealth) non va bene qui da noi.
Qui da noi ritengo che due poli contrapposti servano solo a gettare fumo negli occhi degli elettori-cittadini .. a VELARE quella che è la reale “bilancia” degli interessi contrapposti : i cittadini (privati degli strumenti di conoscenza e democrazia) da una parte - la casta dall’altra
I litigi nei talk show sono ingannevoli : finita la trasmissione – vanno fuori a cena insieme ... culo e camicia
La casta nei confronti dei cittadini si comporta peggio di un potere straniero .
Tanto vale prendere atto di questa strutturale dicotomia , nella vicenda italiana : padroni e servi , casta e cittadini .
L’aspirazione dell’italiano medio è fare il salto cioè essere cooptato nella casta - o meglio : fra i servitori “intimi” della casta “ , quelli che raccolgono le briciole del piatto – ma con ciò stanno comunque meglio dei produttori indipendenti di ricchezza (destinati a essere espropriati)
Un domestico sta meglio di un mezzadro , di un artigiano o un operaio : questi ultimi stanno fuori della corte , fuori dal “cerchio magico”
Ecco perché è meglio che la casta si presenti unita (inciucio) : almeno la trasparenza dei reali interessi sociali contrapposti - è salva
In sintesi : il bipolarismo è strutturale alla società italiana , ma verte sulla dicotomia casta – cittadini e non sulle grandi ideologie destra – sinistra .
In Sicilia comanda il PUS Partito Unico Siciliano (un comitato d’affari trasversale) … in continente è lo stesso : la linea della palma avanza al nord
La politica della Grande Coalizione risponde alla realtà sociologica e quindi presenta almeno il pregio della trasparenza




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