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Discussione: Il mistero dell'Io

  1. #1
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    Predefinito Il mistero dell'Io

    Ma che cos’è la coscienza?
    di Luciano Peccarisi

    Un giorno nell’antica Grecia i Sette Savi andarono a Delfi per una gita. Il gran sacerdote approfittò dell’occasione per far scrivere da ognuno di essi sulle mura del tempio, una massima. A Chilone da Sparta non veniva in mente nulla, le frasi migliori, pensava, le avevano già scritte gli altri. Stava per rinunciare quando prima di andarsene butto lì proprio sul frontone d’ingresso, “Conosci te stesso". (...)

    Ma che cos’è la coscienza? di Luciano Peccarisi


    R. Magritte, Golconda (1953)
    Immagine tratta dal sito http://upload.wikimedia.org/

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 17-03-12 alle 01:37
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  2. #2
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    Tomàs attendo ancora risposta al MP....

  3. #3
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    [center]Ma che cos’è la coscienza?
    di Luciano Peccarisi

    Un giorno nell’antica Grecia i Sette Savi andarono a Delfi per una gita. Il gran sacerdote approfittò dell’occasione per far scrivere da ognuno di essi sulle mura del tempio, una massima. A Chilone da Sparta non veniva in mente nulla, le frasi migliori, pensava, le avevano già scritte gli altri. Stava per rinunciare quando prima di andarsene butto lì proprio sul frontone d’ingresso, “Conosci te stesso". (...)
    Apprendo con sgomento, da wikipedia, che i sette Savi erano ventuno.
    Ai sette soliti platonici (Talete di Mileto, Solone da Atene, Biante di Priene, Pittaco da Mitilene, Cleobulo da Lindo, Chilone di Sparta, Misone di Chene) vanno aggiunti anche Epimenide di Creta, Leofanto Gorgiade, Aristodemo di Sparta, Ferecide di Siro, Pitagora da Samo, Anacarsi, Anassagora, Acusilao di Argo, Laso da Ermione, Orfeo, Epicarmo, Pisistrato, Lino (cantore) e Panfilo.
    Non è così grave come per i sette nani, le sette meraviglie o le sette note, la cui tracimazione provocherebbe ben più gravi conseguenze, però la cosa pone notevoli problemi su come da ben Ventuno Savi ci si sia ridotti a Sette.
    Il fatto è che a uno di questi, il citato Chilone (un "savio" di un certo peso, stando al nome), venne la gran trovata del "Conosci te stesso", che pare abbia causato il collasso del numero dei savi.
    Dal momento che Chilone ebbe scritta la fatidica frase sul frontone del tempio di Delfi, dovette certamente rileggerla e sentirsi spinto a fare la conoscenza di se stesso, per lo meno per dare il buon esempio.
    - Piacere, Chilone! - avrà borbottato, stringendosi la mano destra con la sinistra.
    Immaginiamo lo sgomento della Pizia ("ah beh.. se questi sono i Savi, stiamo messi mica bene...") che di fronte a quella scena assurda sarà caduta in un deliquio divinatorio con fosche previsioni sul futuro della Grecia, dipingendola in pieno default e in mano ai grassi banchieri barbari tedeschi.
    Gli altri venti savi, atterriti dalla vergogna e dal futuro default, da quel momento iniziarono a chiamarsi fuori dalla cerchia dei savi: "i Sette Savi sono sette, non ventuno..." andarono ripetendo da allora, elencando sette compagni d'avventura (quelli più antipatici) e badando bene a non includervi il proprio nome.



    Chilone di Sparta

  4. #4
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Ma che cos’è la coscienza?
    di Luciano Peccarisi

    Un giorno nell’antica Grecia i Sette Savi andarono a Delfi per una gita. Il gran sacerdote approfittò dell’occasione per far scrivere da ognuno di essi sulle mura del tempio, una massima. A Chilone da Sparta non veniva in mente nulla, le frasi migliori, pensava, le avevano già scritte gli altri. Stava per rinunciare quando prima di andarsene butto lì proprio sul frontone d’ingresso, “Conosci te stesso". (...)

    Ma che cos’è la coscienza? di Luciano Peccarisi


    R. Magritte, Golconda (1953)
    Immagine tratta dal sito http://upload.wikimedia.org/

    Tomàs, io non ho compreso bene qual'è l'argomento.
    Io oppure coscienza?
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  5. #5
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    Volendo parlare della coscienza, direi che essa è un valore morale, intrinseco, al quale si fa riferimento ogni volta che dobbiamo operare delle scelte di comportamento, in relazione a chi ci sta intorno.

    E’ una specie di codice deontologico che ognuno di noi possiede e che dovrebbe guidarci nelle decisioni da prendere nelle varie situazioni in cui la vita ci pone, tenendo sempre ben presente ciò che è bene e ciò che è male.
    Non è un dogma, né una legge universale, ma è una concezione del tutto personale, che fa parte del “sentire” di ogni singolo individuo e che, come altri valori umani, non si acquisisce con la nascita, ma si forma a poco a poco con l’educazione.

    Si può abiurare la propria coscienza, per inseguire degli interessi vantaggiosi, che non tengono conto dei suoi principi, ma, se gli insegnamenti che abbiamo ricevuto nella nostra formazione sono “sani”, la coscienza, prima o poi riaffiora, con i rimorsi o i sensi di colpa, che non sono altro che il verdetto dettato da un tribunale interiore in cui noi stessi siamo, nel contempo, imputati e giudici.

  6. #6
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    E' lo sdoppiamento dell'Unità originaria.

    Ultima modifica di GNU-GPL; 18-03-12 alle 22:21

  7. #7
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    Citazione Originariamente Scritto da trash Visualizza Messaggio
    Apprendo con sgomento, da wikipedia, che i sette Savi erano ventuno.
    Ai sette soliti platonici (Talete di Mileto, Solone da Atene, Biante di Priene, Pittaco da Mitilene, Cleobulo da Lindo, Chilone di Sparta, Misone di Chene) vanno aggiunti anche Epimenide di Creta, Leofanto Gorgiade, Aristodemo di Sparta, Ferecide di Siro, Pitagora da Samo, Anacarsi, Anassagora, Acusilao di Argo, Laso da Ermione, Orfeo, Epicarmo, Pisistrato, Lino (cantore) e Panfilo.
    Non è così grave come per i sette nani, le sette meraviglie o le sette note, la cui tracimazione provocherebbe ben più gravi conseguenze, però la cosa pone notevoli problemi su come da ben Ventuno Savi ci si sia ridotti a Sette.
    Il fatto è che a uno di questi, il citato Chilone (un "savio" di un certo peso, stando al nome), venne la gran trovata del "Conosci te stesso", che pare abbia causato il collasso del numero dei savi.
    Dal momento che Chilone ebbe scritta la fatidica frase sul frontone del tempio di Delfi, dovette certamente rileggerla e sentirsi spinto a fare la conoscenza di se stesso, per lo meno per dare il buon esempio.
    - Piacere, Chilone! - avrà borbottato, stringendosi la mano destra con la sinistra.
    Immaginiamo lo sgomento della Pizia ("ah beh.. se questi sono i Savi, stiamo messi mica bene...") che di fronte a quella scena assurda sarà caduta in un deliquio divinatorio con fosche previsioni sul futuro della Grecia, dipingendola in pieno default e in mano ai grassi banchieri barbari tedeschi.
    Gli altri venti savi, atterriti dalla vergogna e dal futuro default, da quel momento iniziarono a chiamarsi fuori dalla cerchia dei savi: "i Sette Savi sono sette, non ventuno..." andarono ripetendo da allora, elencando sette compagni d'avventura (quelli più antipatici) e badando bene a non includervi il proprio nome.



    Chilone di Sparta
    Sveliamo l'arcano... "Tutti i Savi sono uguali, ma sette Savi sono più Savi degli altri". (George Sawiell, "La fattoria della Saviezza")
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 19-03-12 alle 00:08
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  8. #8
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    L'Io è l'ombra del Se Superiore.

  9. #9
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    Se la domanda riguarda la coscienza la risposta potrebbe essere questa.

    Ogni essere umano è dotato di una imperscrutabile profondità, un abisso ove ogni osservazione altrui è negata.
    Nella sua presunzione l'uomo, malgrado le oggettive difficoltà palesate dalla impossibilità di "negoziare" uno sguardo asservito alla funzione di illuminare sulla ragione di una qualche condotta, tenta la carta dell'indovino.
    Non ci si può avvicinare a quall'oscuro recesso senza provare un timore. Senza una commozione.
    E' la sede di due opposte potenze in perenne conflitto. Il bene ed il male si sfidano. Lottano.
    Quel tribunale che chiamiamo coscienza può essere la fornace dei sogni oppure la stamberga delle passioni e delle idee di cui si ha vergogna.
    Penetrare in quella cavità ove ogni deliberazione costituisce il sanguinante distillato di una sofferta ed impetuosa contesa è da superbi.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  10. #10
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    Predefinito Re: Il mistero dell'Io

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Se la domanda riguarda la coscienza la risposta potrebbe essere questa.

    Ogni essere umano è dotato di una imperscrutabile profondità, un abisso ove ogni osservazione altrui è negata.
    Nella sua presunzione l'uomo, malgrado le oggettive difficoltà palesate dalla impossibilità di "negoziare" uno sguardo asservito alla funzione di illuminare sulla ragione di una qualche condotta, tenta la carta dell'indovino.
    Non ci si può avvicinare a quall'oscuro recesso senza provare un timore. Senza una commozione.
    E' la sede di due opposte potenze in perenne conflitto. Il bene ed il male si sfidano. Lottano.
    Quel tribunale che chiamiamo coscienza può essere la fornace dei sogni oppure la stamberga delle passioni e delle idee di cui si ha vergogna.
    Penetrare in quella cavità ove ogni deliberazione costituisce il sanguinante distillato di una sofferta ed impetuosa contesa è da superbi.
    Carissimo Edmond, scusa se avevo lasciato senza immediata risposta il tuo precedente messaggio ma ho avuto un periodo un po'... "travagliato"...

    Hai colto perfettamente il senso di ciò che intendevo proporre alla vostra attenzione... anche se... io muoverei da un interrrogativo anteriore alle tue riflessioni...

    Prima di indagare il senso profondo della coscienza, infatti, dovremmo stabilire cosa è in se stessa.. e, in particolare, quanto dipenda dal supporto anatomico e biologico che è il cervello...

    Un materialista, infatti, sosterrà che il danno dell'encefalo, la morte dei neuroni, corrisponderà all'annientamento dell'Io... in una prospettiva per così dire dualistica(come quella del Cristianesimo o dello Spiritismo, ma gli esempi di potrebbero facilmente moltiplicare), invece, la coscienza - e l'autocoscienza di Sé - sopravviveranno autonomamente...

    Il sapere scientifico in senso stretto e quello metafisico e ulteriore, oggi, si contrappongono anche in questo senso...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 19-03-12 alle 19:23
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

 

 
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