Re: Eppure io sono sicuro che...
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NicolòBobadilla
Noi ci crediamo perché abbiamo fede, tutto qui. Ci sono cose non dimostrabili scientificamente che il credente accetta per fede, ed è lo stesso meccanismo per cui chi non crede non le accetta. Noi siamo esseri "finiti", la nostra mente è limitata, quindi non riusciamo a concepire l'infinito, l'eterno; per la mente umana tutto deve avere una spiegazione, un inizio e una fine. La ragione e la scienza non riescono a spiegarlo, quindi o lo si accetta per fede o non lo si accetta.
In realtà il brano che ho proposto a pagina 1 dimostra come sia erronea la convinzione secondo cui "Ci sono cose non dimostrabili scientificamente che il credente accetta per fede", o meglio, non è il credente a dover dire quando una cosa è dimostrabile o no, ci pensa già la scienza a farlo. Il problema è che quando la scienza dimostra qualcosa il credente tende a spostare l'asticella più in alto, cosicchè da porsi sempre al di sopra di essa.
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largodipalazzo
L idea di anima non è solo un idea cristiana..........gli antichi (parlo di prima di Cristo) pensavano che uscisse dal corpo con l ultimo rantolo . Capire perchè altri pensano che esista.....ti ha risposto il post precedente di NicolòBobadilla
L'anima (da anemos=vento) è nata come appunto il soffio vitale, ciò che distingue un "animale" (stessa radice) da un sasso. Concorderai che il concetto di anima si è evoluto parecchio nel tempo, anche perchè gli animali che non sono homo sapiens sapiens non hanno anima secondo la dottrina cattolica (correggetemi se sbaglio).
Re: Eppure io sono sicuro che...
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Strapaesano
Caro Ludwig, una curiosità, pacatamente e senza voler sollevare polemiche, ma come fai a vivere felicemente sapendo che tutto ciò che provi è solo dovuto a degli impulsi nervosi?
Solo? E ti pare poco? I meccanismi neuronali sono tra i più complessi ed affascinanti del corpo umano! I sentimenti non sono affatto sminuiti dalla loro origine biochimica, vivo ancor più felicemente sapendo quanto cose l'uomo è riuscito a capire di sè stesso!
Re: Eppure io sono sicuro che...
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Ludwig Feuerbach
Io non lo trovo così problematico: pensa alla tua condizione nell'anno 1900. Fatto? Ecco, quella è la non esistenza :)
Infatti la tua idea è condivisibile...solo che (come tutti) non ho memoria......la cosa non mi ha sconvolto , poichè sono nato tranquillo
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Ludwig Feuerbach
L'anima (da anemos=vento) è nata come appunto il soffio vitale, ciò che distingue un "animale" (stessa radice) da un sasso. Concorderai che il concetto di anima si è evoluto parecchio nel tempo, anche perchè gli animali che non sono homo sapiens sapiens non hanno anima secondo la dottrina cattolica (correggetemi se sbaglio).
Credo che non posso correggerti....ma essendo un cinofilo mi piace credere in un paradiso dove incontrare i miei amati cani , a tutti gli effetti componenti del nucleo familiare:giagia:
Re: Eppure io sono sicuro che...
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Ludwig Feuerbach
Di solito è anche il punto in cui il credente non accetta le spiegazioni della scienza perchè portano a palesi contraddizioni con il proprio pensiero. E qui ovviamente inizia la fase inutile e noiosa a cui accenni tu.
Beh, diciamo che in questo senso siamo pari... anche il non credente rifiuta tutto ciò che risulta per lui indimostrabile, e sono appunto le Verità di fede. Il mio assunto intendeva esprimere proprio questa "vicendevolezza degli inconciliabili". :)
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Ludwig Feuerbach
In realtà il brano che ho proposto a pagina 1 dimostra come sia erronea la convinzione secondo cui "Ci sono cose non dimostrabili scientificamente che il credente accetta per fede", o meglio, non è il credente a dover dire quando una cosa è dimostrabile o no, ci pensa già la scienza a farlo. Il problema è che quando la scienza dimostra qualcosa il credente tende a spostare l'asticella più in alto, cosicchè da porsi sempre al di sopra di essa.
Aspetta un attimo, Ludwig. Io non mi riferivo ad altre questioni che non fossero l'oggetto della discussione, ovvero l'immortalità dell'anima. In questo caso l'asticella di cui tu parli non è stata mai mossa di un micron, dal momento che si tratta di un argomento non dimostrabile scientificamente in alcun modo: pertanto, come dicevo, o lo si accetta per fede in quanto credenti, o non lo si accetta in quanto non credenti. E poi, per mia ignoranza, in questo momento non mi sovviene un esempio specifico di sollevamento dell'asticella (e mi interesserebbe molto, anche se affrontare questo argomento significherebbe andare OT): penso, al contrario, al caso di Galileo che sulla base delle evidenze aveva ragione e gli è stata (seppur con ritardo, non lo si può negare) riconosciuta.
Re: Eppure io sono sicuro che...
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NicolòBobadilla
Aspetta un attimo, Ludwig. Io non mi riferivo ad altre questioni che non fossero l'oggetto della discussione, ovvero l'immortalità dell'anima. In questo caso l'asticella di cui tu parli non è stata mai mossa di un micron, dal momento che si tratta di un argomento non dimostrabile scientificamente in alcun modo: pertanto, come dicevo, o lo si accetta per fede in quanto credenti, o non lo si accetta in quanto non credenti. E poi, per mia ignoranza, in questo momento non mi sovviene un esempio specifico di sollevamento dell'asticella (e mi interesserebbe molto, anche se affrontare questo argomento significherebbe andare OT): penso, al contrario, al caso di Galileo che sulla base delle evidenze aveva ragione e gli è stata (seppur con ritardo, non lo si può negare) riconosciuta.
Infatti ben consci della indicibilità scientifica sulla immortalità dell'anima si parla di cosa sia l'anima o meglio di cosa sia riferibile all'anima del nostro io cosciente e quindi immortale.
Il sollevamento dell'asticella a cui fa riferimento Ludwig è proprio questo , una anima sempre più metafisica(indicibile scientificamente) e sempre più spogliata di elementi della nostra coscienza.
Facciamo l'esempio della memoria , come ben sai problemi neurologici possono portare alla cancellazione parziale o totale della nostra memoria , l'anima immortale che impatto ha , non avrà memoria oppure funziona come un registratore attivsto soltanto dal distacco dalla struttura neurale?
Re: Eppure io sono sicuro che...
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Darwin
Infatti ben consci della indicibilità scientifica sulla immortalità dell'anima si parla di cosa sia l'anima o meglio di cosa sia riferibile all'anima del nostro io cosciente e quindi immortale.
Il sollevamento dell'asticella a cui fa riferimento Ludwig è proprio questo , una anima sempre più metafisica(indicibile scientificamente) e sempre più spogliata di elementi della nostra coscienza.
Facciamo l'esempio della memoria , come ben sai problemi neurologici possono portare alla cancellazione parziale o totale della nostra memoria , l'anima immortale che impatto ha , non avrà memoria oppure funziona come un registratore attivsto soltanto dal distacco dalla struttura neurale?
E' già stato detto in precedenza che l'anima è il nostro soffio vitale, il nostro spirito. Questo è ciò che io, da credente, accetto e ritengo. Non sono uno scienziato, neurologo, biologo, nulla di tutto ciò, quindi le mie parole non possono convincere chi si aspetta spiegazioni scientifiche, peraltro (come già detto) impossibili. Come "funzioni" l'anima non lo sappiamo (torno a ripeterlo) né noi né la scienza, dato che (torno a ripetere anche questo) è cosa indimostrabile. Se lo sapessimo, semplicemente tutti questi discorsi non servirebbero. Dio ci ha creati limitati, mortali, imperfetti, tutti, nessuno escluso.
Sarebbe molto bello e utile se intervenisse uno scienziato cattolico (dovrebbero essercene, credo), potrebbe infondere un piglio più interessante al confronto.
Per quel che mi riguarda, perdonatemi ma di più non so dire.
Re: Eppure io sono sicuro che...
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Strapaesano
Ho dato una scorsa veloce all'articolo e devo dire che mi pare affrontare il tema in maniera decisamente superficiale.
Assurdo mi pare soprattutto il distinguo fatto tra uomini ed animali. Il primo problema è che parte dal presupposto (falso) che al momento un computer possa simulare tutti gli aspetti comportamentali, tutti gli "output" di un qualsiasi animale. Non è così. Anche se lo fosse, ad ogni modo, non è detto che lo stesso non divent un giorno possibile per gli esseri umani. Si piò argomentare o meno che le sensazioni siano qualcose di diverso dellla materia(il problema dei qualia), ma non credo che sia qualcosa che la fisica possa dimostrare o falsificare. Al più è falsificabile o meno è l'asserzione: "gli output del cervello sono spiegabili a partire dagli imput in via prettamente meccanicistica" ma, a) le conoscenze scentidfiche attuali sono ancora largamente a dare una risposta in merito, b)sia la verifica che la falsificazione di queste ipotesi sono compatibili sia con la tesi che esista un anima immateriale che con l'opposta.
Re: Eppure io sono sicuro che...
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Resurgens
Peccato che la scienza, almeno quella comunemente nota come tale, nulla può dire della vita dopo la morte perché si tratta di un argomento metafisico, al di fuori del suo ambito di interesse. Tutt'al più può parlarne la scienza occulta, o la parapsicologia.
Resurgens
Beh, non è proprio così.
Già Emanuel Swedenborg, matematico e filosofo svedese del XVII secolo aveva affrontato questo tema in modo scientifico.
Poi, nel nostro tempo, ad aprire un capitolo nuovo, mediante un approccio scientifico relativo alla materia in esame è stato Raymond Moody come abbiamo avuto modo di osservare.
Re: Eppure io sono sicuro che...
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Darwin
Ma la domanda vera è perchè ci deve essere necessariamente uno scopo
Perché nulla è senza uno scopo.
Re: Eppure io sono sicuro che...
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Venedig
Infatti non passeranno.
Da quello che si evince nel post sopracitato pare che colui che nega "l'aldilà" riduca tutta la questione all'impossibilità della migrazione di elementi generati da stati neurali. Il discorso è sbagliato a monte.
Concordo.
Un esempio lo forniscono in modo straordinario le testimonianze che si raccolgono ogni giorno soprattutto negli ospedali.
Quando un arresto cardiaco da origine alla complessa sequenza dei fenomeni tanatologici che, per qualche inatteso motivo si interrompe, l'ex "de cuius" tornato a "vivere" (sarebbe da chiedersi chi sono realmente i cd. "vivi", se i trapassati o noi) racconta esperienze extracorporee che non possiedono alcuna spiegazione scientifica. Osservare il corpo da una posizione diversa, ascoltare i dialoghi imbastiti dal personale medico e paramedico, percepire addirittura i pensieri di questi (in una di queste testimonianze il "paziente" riferisce addirittura che il medico che stava praticando il massaggio cardiaco al suo corpo privo di vita, in quel momento era preoccupato perché si era ricordato che l'assicurazione della sua vettura era scaduta; riscontro questo che ha lasciato impietrito il sanitario quando gli fu narrato l'episodio dallo stesso paziente che lo mandò a cercare dopo avere ripreso conoscenza) rappresentano fatti che assumono una incontestabile valenza in quanto concorrono al rilevamento della assoluta ininfluenza dello "stato neurale" del soggetto che, date le circostanze, era assente.