Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    15 Nov 2011
    Messaggi
    1,906
     Likes dati
    0
     Like avuti
    196
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Male la CGIL. Molto peggio CISL e UIL.

    La "Triplice" confederale ha svolto, dagli anni settanta, un ruolo sociale rilevantissimo; ha rappresentato gli interessi dei lavoratori, interessi che, non di rado, hanno assunto aspetti anche oltre il semplice valore economico.
    I Sindacati attuali pare stiano esaurendo la loro importanza, la loro capacità di influire. Indecisi tra vecchie logiche e nuove necessità, non riescono ad assumere una fisionomnia chiara, un modo di essere certo che, ancora, possa confermarli soggetto sociale fondamentale, significativo. Vivono di vecchia gloria, sfruttano la credibilità acquisita negli scorsi decenni, ma stanno esaurendo le provviste.
    La CGIL pare la più restia ad "aggiornarsi". Lascia avvertire il timore del cambiamento, dell'adeguamento alla novità, come se, da questi, potesse derivare un suo ridimensionamento, la perdita del potere acquisito. La osserviamo arroccata su vecchie logiche, superate ideologie, che, alla lunga, le impediscono di svolgere un ruolo attivo nell'evolvere del mondo del lavoro. Vive nel passato e, a questo, costringe vecchi nostalgici lavoratori e nuovi giovani lavoratori, peraltro impossibilitati a vivere valori più attuali, perchè assenti, o non ancora ben definiti.
    Rimane, sopravvale, nella CGIL il sentimento "politico", ispirato ad ideologie di sinistra estrema, anche perchè, evidentemente, nell'estremismo, trova maggiore sicurezza, minore possibilità di "cedere".
    I fatti attuali sono emblematici di questa mentalità. L'art. 18 è ritenuta l'occasione propizia a rinverdire vecchie confusioni tra politica e sindacalismo, quasi dimenticati metodi di lotta, prepotenti orgogliose imposizioni dela propria volontà. Contratta malvolentieri aspetti del lavoro che giudica "diritto acquisito" e, se non soddisfatta dell'esito del confronto, si lancia in azioni di ribellione che esigono il ripristino della condizione compromessa.
    Atteggiamento di pericolosa prepotenza, indisponibilità all'altrui pensiero, che, però, insieme alla negatività, dimostrano pure una certa coerente determinazione. Sostanzialmente male, ma molto molto peggio CISL E UIL.
    Questi ultimi, negli ultimissimi anni, hanno cercato di offrire, di loro stessi, l'immagine di sindacato al passo coi tempi, "possibilista" rispetto alle nuove logiche, sociali ed economiche.
    Un ruolo, questo, estremamente impegnativo, ma più volte apprezzato. Non è facile far "ragionare" lavoratori cui si devono fare accettare regole diverse, trasferirli in logiche sconosciute e di cui, quindi, diffidano.
    Il ruolo di "traghettatori" di CISL e UIL pare miseramente fallito, messo alla prova cruciale della vertenza art.18. Non hanno saputo, queste Organizzazioni, resistere alla rabbia che, in troppi lavoratori, la CGIL ha saputo procurare, compito agevolato da fattori sociali di estrema crisi. Non hanno avuto coraggio nel perseguire il diverso atteggiamento dalla CGIL, mantenere l'atteggiamento di disponibilità inizialmente esibito, e sono scaduti nella resa alle "piazze", miseramente, pesantemente.
    Peggio, insomma, molto peggio della CGIL.

  2. #2
    Forumista
    Data Registrazione
    05 Jan 2012
    Messaggi
    713
     Likes dati
    254
     Like avuti
    251
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Male la CGIL. Molto peggio CISL e UIL.

    Citazione Originariamente Scritto da Zorro Visualizza Messaggio
    La CGIL pare la più restia ad "aggiornarsi". Lascia avvertire il timore del cambiamento, dell'adeguamento alla novità, come se, da questi, potesse derivare un suo ridimensionamento, la perdita del potere acquisito. La osserviamo arroccata su vecchie logiche, superate ideologie, che, alla lunga, le impediscono di svolgere un ruolo attivo nell'evolvere del mondo del lavoro.
    Don Diego, il Vostro excursus soffre, come sempre, di un limite esiziale: non entra nel merito, ma si fonda invece su una visione formale delle questioni politiche, anche stavolta basata su pure espressioni verbali, formule e luoghi comuni. Il Vostro alibi - non trascurabile, ne convengo - è che si tratta di una pratica assai diffusa, che rende il dibattito politico attuale praticamente inutile, tautologico, giaculatorio.
    Tutta la Vostra rappresentazione avrebbe ben altro valore, se fosse reso esplicito il significato dei termini "cambiamento", "vecchie logiche", "evolvere", etc.
    Faccio presente che una esigenza simile l'ho avanzata, negli anni, anche nell'ambito del fumoso "riformismo" indicato dal centro-sinistra, senza che si specificasse mai quali fossero queste miracolose riforme, e in che direzione volessero andare.
    Sia in quel caso, sia in questo nostro, ho intepretato la vaghezza come un'implicita definizione della politica come "gestione dell'esistente", al quale - nella sua trasformazione fisiologica, che è inutile perdere tempo a giudicare - la politica deve adeguarsi, assecondandone le tendenze. Una visione che va al di là anche del già discutibile - in quanto ambiguo - labaro fondativo del craxismo, che nel '78 recitava: "Governare il cambiamento", dove almeno si alludeva ad una volontà della quale il governo era espressione, non pregiudizialmente destinato ad una pura subordinazione al trascorrere dei fenomeni. L'ambiguità di allora è diventata certezza, nel corso degli anni, con il progressivo prevalere della "volontà" e del perseguimento del "governo", lasciando che la discussione critica sul "cambiamento" finisse in un binario morto e dimenticato. Dimenticato dal craxismo, e successivamente dalle varie forme del centro-sinistra degli anni '90 e 2000.
    I sindacati, in questo quadro, hanno certamente la loro parte di problemi, ma sono sicuramente a contatto molto più dei partiti con le esigenze, la situazione concreta, della "gente" - se non piace il termine "lavoratori" - e questo spiega quelle convulsioni che Voi avete rappresentato: sono, nei loro limiti, una testimonianza di vitalità, la conferma di una funzione, più che mai difficile da seguire, nel momento in cui la politica diventa pura astrazione, e pura amministrazione su basi monetaristiche.
    Se la politica non esaudisce le aspettative, è inevitabile che queste aspettative trovino strade diverse per rappresentarsi: la piazza, l'astensione elettorale, il sindacato.

 

 

Discussioni Simili

  1. rompere monopolio cgil cisl uil
    Di pietroancona nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 13-01-08, 20:09
  2. Bertinotti (Cgil) e Marini (Cisl)
    Di padus996 (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 30-04-06, 12:36
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-11-04, 15:08
  4. Cgil-cisl-uil--bossi!
    Di Hogan nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-12-03, 19:57

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito