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  1. #1
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    Predefinito Sciopero generale in Spagna, quando da noi?

    Spagna, grande riuscita dello sciopero generale. Polizia scatenata in molte città

    La Spagna si è praticamente fermata oggi per lo sciopero generale proclamato dai sindacati contro la riforma del lavoro, che rende più facili e meno costosi per gli imprenditori i licenziamenti, e contro le misure di austerità decise dal nuovo governo del premier di centrodestra Mariano Rajoy che ammontano a circa 20 miliardi. I sindacati, che sulla base del successo hanno chiesto di riaprire le trattative sulla cosiddetta riforma, parlano di un’ “ampia partecipazione” fin dai turni di notte, con punte che hanno toccato l’85%. A fine giornata la media è del 77%. Il governo, invece, parla di una giornata “tranquilla” e mette avanti i dati del consumo elettrico, considerati un termometro dell’impatto sull’attività economica, sceso del 7,7% alle 100 contro il 18,3% alla stessa ora durante il precedente sciopero generale del 2010. I sindacati contestano questo dato e parlano di un calo solo “lievemente inferiore” a quello del 2010. La giornata, poi, non è affatto tranquilla nemmeno sotto il profilo dell’ordine pubblico. Nelle prime ore della giornata sono stati registrati incidenti isolati fra i picchetti di sciopero e la polizia, in particolare a Madrid, Barcellona, Saragozza, Malaga, Siviglia. Secondo la polizia almeno 58 persone sono state fermate, sei i feriti, leggeri, di cui cinque fra le forze dell’ordine. Aggressioni gravi della polizia ci sono state nei Paesi Baschi.

    La manifestazione nazionale è prevista per il tardo pomeriggio a Madrid.
    L’impatto dello sciopero è soprattutto sensibile nell’ industria e nei trasporti pubblici: aerei, treni, metropolitana, autobus, funzionano al 30% circa, in base agli accordi di servizio minimo conclusi fra sindacati e autorità. Sono centinaia i voli e i collegamenti ferroviari ad alta velocità cancellati dalla scorsa notte.
    Lo sciopero generale proclamato dai due grandi sindacati del paese, Ccoo e Ugt, è appoggiato dal partito socialista e dalla sinistra: è la prima grande prova di forza sul fronte sociale per il governo Rajoy, formato a fine dicembre. Interviene alla vigilia dell’approvazione attesa domani in consiglio dei ministri del nuovo giro di vite da quasi 20 miliardi previsto dal premier per rispettare l’impegno preso con l’Ue di ridurre al 5,3% quest’anno, dall’8,5% ereditato nel 2011 dal precedente governo socialista di Josè Luis Zapatero, il deficit pubblico. Il governo ha indicato che non prevede passi indietro sulla riforma del lavoro.
    Circa 100 mila persone hanno sfilato in corteo a Siviglia, capoluogo dell’Andalusia. Grande partecipazione anche a Malaga, dove il porto è rimasto praticamente bloccato. 100% di adesione, secondo i dati dell’Ugt, alla Puleva di Granada e alla Heineken, Damm, Gullón, Kraft di Palencia.
    Ai cortei realizzati dai sindacati nei quattro capoluoghi baschi hanno partecipato i dirigenti della sinistra indipendentista Joseba Alvarez, Joseba Permach, Rufi Etxeberria e Juan José Petrikorena, nonostante in teoria non possano svolgere nessun tipo di attività politica dato che sono a piede libero su cauzione in attesa di processo. 25 mila lavoratori in corteo anche a Bilbao, dove il segretario generale di Ela, Adolfo Muñoz, ha chiesto al governo e alla classe politica di ascoltare le piazze.
    A Saragoza centinaia di persone hanno assediato un commissariato della Policia Nacional al grido di “libertà per gli arrestati”, in riferimento agli scioperanti detenuti questa mattina durante i picchetti nel capoluogo dell’Aragona. A Barcellona le forze antisommossa hanno caricato più volte nella zona fra Paseo de Gracia e Calle de Balmes. Un gruppo di militanti del sindacato di sinistra Cgt ha bruciato dei cartoni davanti alla sede della Borsa a Barcellona in Paseo de Gracia, provocando l’intervento di una decina di furgoni della polizia, che hanno preso posizione in difesa del palazzo. Due manifestazioni sono previste nel pomeriggio nella capitale catalana. Una organizzata dall’Ugt, l’altra dai due grandi sindacati spagnoli, Ccoo e Ugt. Per ora la polizia ha fermato a Barcellona 11 persone, ha indicato il portavoce del governo catalano Francesc Homs.
    Spagna, grande riuscita dello sciopero generale. Polizia scatenata in molte città - ControLaCrisi.org
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  2. #2
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    Predefinito Re: Sciopero generale in Spagna, quando da noi?

    Ora serve una chiara alternativa politica di sinistra che sappia rappresentare il malcontento. Un asse tra Psoe (che sta anche se con difficoltà e lentamente ripulendosi dal liberalismo zapaterista) e Izquierda unida è la via.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
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  3. #3
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    Predefinito Re: Sciopero generale in Spagna, quando da noi?

    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
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  4. #4
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    Predefinito Re: Sciopero generale in Spagna, quando da noi?

    NO ai licenziamenti, Sĺ a los derechos laborales



    CGIL e CC OO contro la riforma del mercato del lavoro. In Italia e Spagna. Intervista doppia a Fulvio Fammoni e Fernando Lezcano López

    Nelle ultime settimane, il governo guidato da Mariano Rajoy in Spagna e quello di Mario Monti in Italia, a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, hanno approvato ciascuno una riforma del mercato del lavoro, con una caratteristica comune: rendere il ricorso ai licenziamenti più facile e conveniente per le imprese. CC OO (Comisiones Obreras) e UGT (Unión General de Trabajadores) in Spagna e CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) in Italia hanno immediatamente avviato una campagna di mobilitazione contro la riforma promossa dai loro rispettivi governi, registrando un successo di partecipazione tra le lavoratrici e i lavoratori.

    In Spagna, lo sciopero generale proclamato dai sindacati confederali per ieri, 29 di marzo, ha registrato un’adesione molto elevata nel lavoro dipendente, con punte superiori al 75% in tutto l’arco della giornata, comunque assai superiore a quella che si ebbe con lo sciopero del 29 settembre 2010, contro l’allora governo di José Luis Rodríguez Zapatero.

    Ignacio Fernández Toxo, segretario generale di CC OO e Cándido Méndez, segretario generale di UGT, forti del buon esito dell’iniziativa hanno offerto al governo la disponibilità a tornare a trattare per ripristinare un clima di consenso nel paese teso al rilancio dell’attività economica e di politiche destinate alla riduzione dei tassi di disoccupazione. Ma il governo spagnolo ha replicato dicendo che, comunque, le parti fondamentali della riforma non verranno cambiate.

    In Italia, dove è programmata una manifestazione nazionale di CGIL, CISL, UIL e UGL il prossimo 13 di aprile contro la riforma delle pensioni voluta dal governo di Mario Monti, la segretaria generale della CGIL, Susanna Camusso ritiene che il governo, con la nuova normativa sui licenziamenti, non abbia convinto nessuno e ha fatto appello al parlamento perché ascolti i lavoratori.

    Ne parliamo con Fulvio Fammoni, segretario nazionale della CGIL e Fernando Lezcano López, segretario nazionale e portavoce di CC OO.

    NO ai licenziamenti, Sĺ a los derechos laborales - PANEEACQUA
    Ultima modifica di SteCompagno; 31-03-12 alle 11:47
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  5. #5
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    Predefinito Re: Sciopero generale in Spagna, quando da noi?

    Dalla Spagna un doppio segnale, politico e sociale


    Le elezioni in Andalusia del 25 e il grande sciopero generale del 29 marzo segnano un punto di svolta nello scenario politico e sociale Spagnolo.

    Le due date sono molto collegate, alcuni commentatori hanno già teorizzato un filo rosso che accomuna i due appuntamenti, il primo ha sostenuto il secondo, la battuta d’arresto ricevuta dal Partito Popolare ha inevitabilmente rinvigorito gli animi e rafforzato le ragioni della mobilitazione.

    In Andalusia, roccaforte storica socialista, quasi tutti i sondaggi davano per certa l’ennesima vittoria dei popolari di Mariano Rajoy, ma le urne hanno risposto in senso opposto alle aspettative : i socialisti, ancora alle prese con una drammatica sconfitta alle elezioni politiche del novembre scorso, hanno perso terreno, ma buona parte di quei consensi non sono andati nè verso l’astensione nè a destra, una buona fetta è rifluita nella Izquierda Unida, soggetto plurale federativo che unisce socialisti critici, comunisti, sinistra repubblicana e altre formazioni progressiste e di sinistra.

    E’ stato proprio il successo della IU a bloccare il centro-destra, e al tempo stesso sarà la responsabilità e la voglia di cambiamento a permettere un accordo tra il Psoe e la formazione guidata da Cayo Lara.

    In che misura questa elezione locale ha influenzato la straordinaria mobilitazione indetta dai due principali e più forti sindacati spagnoli, l’UGT e le CCOO ? Ha influenzato l’opinione pubblica convincendo il paese che non sarà la riforma del lavoro di Rajoy e la “licenza di licenziare”, copia carbone del modello Monti-Fornero, a risollevare le sorti economiche di un paese con la disoccupazione al 20%, che Rajoy non è imbattibile, che sul terreno delle politiche di sicurezza sociale questo centro-destra europeo inzuppato dalla testa ai piedi di ideologia neo-liberista può essere stoppato, fermato, battuto.

    Questa operazione può riuscire solo con una Sinistra e un Sindacato che devono essere forti, uniti, determinati. In Spagna i tasselli si stanno posizionando nell’ordine giusto, il Psoe si sta, anche se con difficoltà, disintossicando dal liberalismo temperato che aveva caratterizzato la politica economica dell’ultimo Zapatero e sta elaborando mano a mano una piattaforma programmatica più decisamente socialista.
    La Izquierda Unida è finalmente uscita dal cono d’ombra, da forza marginale, minoritaria ed esclusa dalla “stanza dei bottoni” si sta affermando sempre di più come realtà politica con un certo peso, capace oltre alla protesta di catturare consensi e di spenderli per esperienze di governo veramente riformatrici.

    Un compito speciale e fondamentale per costruire nel tempo questo asse tra Socialisti e IU lo ha svolto, lo svolge e lo svolgerà la forza dei Sindacati spagnoli, l’UGT di Mendez tradizionalmente vicina al Psoe non ha avuto timori anche durante il governo Zapatero a scioperare contro politiche di austerità sbagliate e recessive, le Comisiones Obreras di Toxo (vicine invece al Partito comunista spagnolo ieri e alla IU oggi) a loro volta hanno sempre di più stretto i bulloni con i “fratelli maggiori” dell’UGT, segno che se l’unità sindacale la si fa sui contenuti non c’è divisione o differenza che tenga.

    Le centinaia di migliaia di spagnoli scesi in piazza al fianco di questi soggetti, politici e sindacali : Ugt, CCOO, Psoe e Izquierda Unida, chiedono rappresentanza e lotta, chiedono una opposizione convincente e al tempo stesso una Alternativa credibile. E’ compito delle forze sindacali e della sinistra di tutta Europa dare risposta a tutti coloro che lottano ogni giorno per una Europa sociale, democratica, fondata sul connubio tra Lavoro e Diritti. Se non ora, quando ?

    Dalla Spagna un doppio segnale, politico e sociale « Unione della Sinistra
    Ultima modifica di SteCompagno; 31-03-12 alle 15:15
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