Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Darwin
A questo punto sei tu ad introdurre una ideologia della 'sopraffazione' messa a regola perenne sia della evoluzione biologica che di quella sociale , che incomincia ad essere indistinguibile dalla ideologia 'buonista'.
Fare presente che nessun "dilemma del prigionero" spiega quali vantaggi si trarrebbero dalla mancata deportazione di popolazioni primitive che considerano proprio un territorio ricco di risorse minerarie non è ancora una "ideologia della sopraffazione". E' una messa a fuoco dei limiti di schemini ingenui nella migliore delle ipotesi, pretestuosi nella peggiore (o viceversa, a seconda che si apprezzi maggiormente l'ingenuità o la malafede).
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Troll
Fare presente che nessun "dilemma del prigionero" spiega quali vantaggi si trarrebbero dalla mancata deportazione di popolazioni primitive che considerano proprio un territorio ricco di risorse minerarie non è ancora una "ideologia della sopraffazione". E' una messa a fuoco dei limiti di schemini ingenui nella migliore delle ipotesi, pretestuosi nella peggiore (o viceversa, a seconda che si apprezzi maggiormente l'ingenuità o la malafede).
Il deportare una popolazione primitiva da un territorio ricco di risorse , presuppone una società che collabora per un obiettivo , quindi anche in una logica di 'sopraffazione' vi è alla origine una cultura di collaborazione.
Quello che voglio dirti che la tua visione è a senso unico o almeno questo è quello che appare , mentre le situazioni o meglio le strategie migliori sono molto più articolate rispetto alla 'regola del più forte'.
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Darwin
Il deportare una popolazione primitiva da un territorio ricco di risorse , presuppone una società che collabora per un obiettivo , quindi anche in una logica di 'sopraffazione' vi è alla origine una cultura di collaborazione.
E' proprio questa collaborazione in vista della competizione a rendere improbabile e astratto ed estraneo alla storia il confronto tra due soggetti individuali quale è il caso del "dilemma del prigioniero". Nella storia non sono singoli "prigionieri" nella medesima situazione a confrontarsi.
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Darwin
Quello che voglio dirti che la tua visione è a senso unico o almeno questo è quello che appare , mentre le situazioni o meglio le strategie migliori sono molto più articolate rispetto alla 'regola del più forte'.
Mai negato che le strategie migliori siano "articolate", è proprio questo a far saltare l'idea che il prossimo vada sempre e comunque trattato coi guanti secondo una ricetta universalmente valida per tutte le occasioni. Il problema del "senso unico" concerne l'universalismo ugualitario, laddove le prassi di esclusione non hanno mai preteso di trattare tutte le situazioni allo stesso modo.
Re: La vita secondo un ateo
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Troll
La scienza si occupa dei fatti, non dei valori.
E' una concezione un pò troppo semplicistica e strumentale dell'essenza della scienza, che poteva trovare qualche riscontro e favore ai tempi di Weber, ma oggi non è più sostenibile. Tra Weber e noi stanno Heidegger, Jonas, Severino etc., e non sono passati invano.
Re: La vita secondo un ateo
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Platone
E' una concezione un pò troppo semplicistica e strumentale dell'essenza della scienza, che poteva trovare qualche riscontro e favore ai tempi di Weber, ma oggi non è più sostenibile. Tra Weber e noi stanno Heidegger, Jonas, Severino etc., e non sono passati invano.
In realtà (in genere lo avrai intuito) sono più vicino al "non esistono fatti ma interpretazioni" che alla precedente citazione (che trovo comunque più che sufficiente per dialogare con gli scientisti e consente di prevenire accuse di autocontraddizione), ma che il mondo dei fatti sia variamente ritagliabile non ricolma in ogni caso l'abisso tra la descrizione più o meno accurata di ciò che è (variamente condizionata dal nostro modo di selezionare e concepire la realtà) e le preferenze intorno a ciò che vorremmo che sia.
Ad esempio che la scienza possa dire qualcosa sulla "preferibilità della collaborazione" è insostenibile; essa può postulare che gli uomini ricerchino l'autoconservazione, e concludere che la disponibilità alla collaborazione favorisca l'autoconservazione, ma questo non dice nulla sulla sua preferibilità - è un principio estraneo a calcoli di autoconservazione che porta il combattente partigiano a rifiutare la Kollaboration e a ricercare il conflitto pur sapendo che verrà appeso per rappresaglia ai pali del telegrafo.
Re: La vita secondo un ateo
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Troll
Perché, esistono per caso valori "veri" e valori "non veri"? La scienza si occupa dei fatti, non dei valori.
E non esistono valori profitti della scienza?
Re: La vita secondo un ateo
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Gian_Maria
Certo, per es. quelli religiosi sono tutti falsi.
Zan zan... :D
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Troll
Potrebbero semplicemente risponderti "è variamente determinata dalla biologia e dall'ambiente".
Quindimla risposta é sì?
Noi parliamo di una cosa, la coscienza, e non di tante cose. Per alcuni di loro sembrerebbe però che esistano tanti tipi di coscienza.
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Cuordileone
Quindimla risposta é sì?
Noi parliamo di una cosa, la coscienza, e non di tante cose. Per alcuni di loro sembrerebbe però che esistano tanti tipi di coscienza.
E' il termine coscienza che ha definizioni ed attribuzioni diverse.
Ti ricordo che tu non sei in grado di definire la tua richiesta , quindi non stupirti se i tuoi interlocutori parlino di coscienze 'diverse'.
Re: La vita secondo un ateo
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Cuordileone
Zan zan... :D
Zan zan che? :gratgrat: