Re: Rif: La vita secondo un ateo
Questa è la discussione "sulle pippe mentali":D
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Originariamente Scritto da
Cuordileone
Definizione di "propria esistenza"?
Se riuscissi a defininirlo in modo inequivocabile vincerei la 'bambolina premio' della filosofia.
E' semplicemente la consapevolezza che esiste un 'io' pensante e biologico separabile dal resto della realtà o supposta tale , che poi questa consapevolezza sia illusoria o reale è tutto un altro paio di maniche.
PS: ma cosa ti servono queste risposte visto che non sei in grado per tua stessa ammissione a discriminare già le definizione ad alto livello?
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Originariamente Scritto da
largodipalazzo
Questa è la discussione "sulle pippe mentali":D
No . è la discussione sulla definizione di 'pippe mentali' , 'pippe mentali' al quadrato.
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Originariamente Scritto da
Darwin
Se riuscissi a defininirlo in modo inequivocabile vincerei la 'bambolina premio' della filosofia.
E' semplicemente la consapevolezza che esiste un 'io' pensante e biologico separabile dal resto della realtà o supposta tale , che poi questa consapevolezza sia illusoria o reale è tutto un altro paio di maniche.
PS: ma cosa ti servono queste risposte visto che non sei in grado per tua stessa ammissione a discriminare già le definizione ad alto livello?
Quindi non sai chi o cosa sei, ma intraprendi una discussione intitolata "la vita secondo tizio"?
Re: Rif: La vita secondo un ateo
http://www.youtube.com/watch?v=fpY5lrIHHtw
molto simpatico ed abbastanza profondo...........la coscienza (l anima) , inutile parlarne è un qualcosa di troppo profondo e misterioso
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Originariamente Scritto da
Cuordileone
Quindi non sai chi o cosa sei, ma intraprendi una discussione intitolata "la vita secondo tizio"?
Non so quante volte ti ho speigato il concetto , ma si vede che la tua granitica incapacità di comprendere ha una resistenza notevole probabilemente sorretta da un filtro atto ad escludere qualsiasi concetto a te alieno.
Sono consapevole di adottare un modello di 'esistenza' non suffragato da prove fattuali o da ragionamenti necessariamente da adottare.
D'altronde come potresti escludere ad esempio il 'solipsismo'?
In questo modello presuppongo la mia esistenza intesa come possibilità di separare nello spazio e nel tempo (anche se qui a rigor di logica dovremmo parlare solo del presente) il mio 'essere' biologico e neurologico dal resto della realtà presupposta tale.
Secondo il tuo ragionamento il fatto di essere cosnapevole che la propria scelta sia solo 'realtiva' e non 'assoluta' dovrebbe portare al silenzio e alla non possibilità di esprimere opinioni all'interno del modello scelto?
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Originariamente Scritto da
largodipalazzo
molto simpatico ed abbastanza profondo...........la coscienza (l anima) , inutile parlarne è un qualcosa di troppo profondo e misterioso
Ma basta con questo oscurantismo!
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Originariamente Scritto da
Cuordileone
Ma basta con questo oscurantismo!
Allora illuminaci.
Re: Rif: La vita secondo un ateo
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Originariamente Scritto da
Cuordileone
Ma basta con questo oscurantismo!
:gratgrat:
Rif: Re: La vita secondo un ateo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Troll
In realtà (in genere lo avrai intuito) sono più vicino al "non esistono fatti ma interpretazioni" che alla precedente citazione (che trovo comunque più che sufficiente per dialogare con gli scientisti e consente di prevenire accuse di autocontraddizione), ma che il mondo dei fatti sia variamente ritagliabile non ricolma in ogni caso l'abisso tra la descrizione più o meno accurata di ciò che è (variamente condizionata dal nostro modo di selezionare e concepire la realtà) e le preferenze intorno a ciò che vorremmo che sia.
Ad esempio che la scienza possa dire qualcosa sulla "preferibilità della collaborazione" è insostenibile; essa può postulare che gli uomini ricerchino l'autoconservazione, e concludere che la disponibilità alla collaborazione favorisca l'autoconservazione, ma questo non dice nulla sulla sua preferibilità - è un principio estraneo a calcoli di autoconservazione che porta il combattente partigiano a rifiutare la Kollaboration e a ricercare il conflitto pur sapendo che verrà appeso per rappresaglia ai pali del telegrafo.
Non sono d'accordo.
Tutto dipende dalla definizione e portata dell'autoconservazione.
Riprendendo il tuo esempio il partigiano include nell'autoconservazione i propri figli o, ampliando, gli esseri umani non nemici.