Libro II

57 Ma i nostri antenati e i loro re, sebbene fossero di gran lunga superiori a noi per ricchezze, per forza e per coraggio, non fecero resistenza a una parte - che era piccola - della potenza romana; voi, che avete ricevuto in retaggio la soggezione, che siete in una situazione di tanta inferiorità rispetto ai primi che si assoggettarono, volete sfidare tutto l’impero romano? Libro II

58 Pensate agli ateniesi, che per la libertà della Grecia arrivarono anche a distruggere col fuoco la loro città, che sconfissero il superbo Serse che navigava sulla terra e marciava sull’acqua, e non poteva essere contenuto dai mari e guidava un esercito più grande dell’Europa, e come un servo fuggitivo lo inseguirono mentre cercava scampo con una sola nave, e presso la piccola Salamina abbatterono l’Asia sì grande: quegli ateniesi ora sono soggetti ai romani, e la città signora della Grecia si governa con le disposizioni inviate dall’Italia. Libro II

59 Identici sono i padroni cui amano sottostare gli spartani, pur dopo le Termopile e Platea e le campagne d’Asia di Agesilao; Libro II

60 e i macedoni, che ancora sognano Filippo e hanno dinanzi agli occhi la visione di colei che insieme con Alessandro gettò i semi del loro dominio universale, sopportano un tale cambiamento di sorte e s’inchinano a quelli cui la Fortuna trasferì i suoi favori. Libro II

61 Così mille e mille altri popoli, pur animati da un amore per la libertà maggiore del vostro, si piegano all’obbedienza. Sarete voi i soli a non voler sottostare a coloro cui tutti sono sottomessi? Su quale esercito, su quali armi fate affidamento? Dov’è la vostra flotta per prendere possesso dei mari dei romani? Libro II

62 Dove i tesori necessari alle spedizioni? Credete di far guerra contro gli egiziani o gli arabi? Non considererete la grandezza dell’impero romano? Non confronterete la vostra debolezza? Non è vero che spesso noi siamo stati battuti dai popoli confinanti, mentre la loro potenza è invitta in tutto il mondo? Libro II

63 Essi, anzi, cercarono qualcosa di ancora più grande. Infatti non bastò a loro di confinare in oriente con l’Eufrate, a settentrione col Danubio, a mezzogiorno con l’Africa esplorata fino ai deserti e ad occidente con Cadice, ma al di là dell’Oceano cercarono un altro mondo e portarono le armi fino ai Britanni, sconosciuti prima di allora. Libro II

64 E allora?
Siete voi più ricchi dei Galli, più forti dei Germani, più intelligenti dei greci, più numerosi di tutti quanti gli altri popoli del mondo? In che confidate per insorgere contro i romani? Libro II

65 «Dura cosa è l’esser soggetti» dirà qualcuno. Quanto più per i greci, che pur superando per nobiltà tutti quelli che vivono sotto il sole ed occupando un territorio così vasto ubbidiscono a sei fasci dei romani, e ad altrettanti i macedoni, che ancor più a buon diritto di voi dovrebbero anelare alla libertà! E le cinquecento città dell’Asia? Libro II

66 Non prestano ossequio, senza un presidio, a un solo governatore e ai suoi fasci consolari? A che parlare degli Eniochi e dei Colchi e della stirpe dei Tauri e dei Bosforani e dei popoli rivieraschi del Ponto e del lago Meotide? Libro II

67 Presso di loro prima non esisteva nemmeno un principe nazionale, mentre ora sono soggetti a tremila soldati romani, e quaranta navi da guerra mantengono la pace su un mare prima non navigato e selvaggio. Libro II

68 Quali pretese alla libertà potrebbero accampare la Bitinia, la Cappadocia, la Panfilia e i Lici e i Cilici, mentre invece senza essere presidiati pagano il tributo? E poi? I Traci, che occupano una regione larga cinque giornate di viaggio e lunga sette, più aspra e assai più forte della vostra, e tale da respingere con l’intenso gelo chi intendesse invaderla, non prestano ubbidienza a una guarnigione di duemila romani? Libro II

69 E i vicini Illiri, che abitano la regione delimitata dal Danubio fino alla Dalmazia, non sono soggetti a due sole legioni, a cui essi si uniscono nel respingere le incursioni dei Daci? Libro II

70 E i Dalmati, che tante volte hanno levato il capo verso la libertà e che, sempre vinti, tornavano a raccogliere le forze per ribellarsi, non se ne stanno ora tranquilli sotto una sola legione romana? Libro II

71
Se c’è un popolo che avrebbe valide ragioni per ribellarsi, questo sono specialmente i Galli, che dalla natura sono così ben protetti, ad oriente dalle Alpi, a settentrione dal fiume Reno, a mezzogiorno dai monti Pirenei e dall’oceano ad occidente. Libro II

72 Ma, sebbene siano difesi da tali baluardi, sebbene assommino a trecentocinque popoli ed abbiano in casa le sorgenti, per così dire, della prosperità e
con i loro prodotti inondino quasi tutto il mondo, sopportano di essere tributari dei romani e da loro lasciano amministrare i propri beni. Libro II

73 E questo lo tollerano non per viltà d’animo o per una loro inferiorità, che anzi per ottant’anni essi durarono la guerra in difesa della libertà, ma perché oltre che dall’esercito dei romani furono battuti anche dalla fortuna, che a quelli concede successi maggiori delle armi. E così sono tenuti in soggezione da milleduecento soldati, un numero quasi inferiore a quello delle loro città. Libro II

74 Neppure agli Iberi bastò per combattere in difesa della libertà l’oro che si ricava dal loro suolo, né l’essere a tanta distanza di terra e di mare dai romani, né le tribù bellicose dei Lusitani e dei Cantabri, né il vicino oceano che solleva un flusso pauroso per gli stessi indigeni; Libro II

75 ma portando le loro armi oltre le colonne d’Ercole e valicando i Pirenei attraverso le nuvole, anch’essi i romani soggiogarono, e bastò una sola legione per vigilare su popoli così agguerriti e remoti. Libro II

76 Chi di voi non ha sentito parlare dei popolo dei Germani? Spesso ne avete ammirato la forza e la prestanza fisica, perché i romani hanno dappertutto schiavi catturati in mezzo a loro. Libro II

77 Ebbene anche questi, nonostante abitino un territorio sconfinato, nonostante siano forniti di un coraggio più forte del corpo e di sprezzo per la morte e di una natura più aspra delle belve più feroci, hanno il Reno per confine ai loro assalti e, tenuti a freno da otto legioni dei romani, quelli presi in guerra sono ridotti in schiavitù mentre l’insieme della nazione si è posto in salvo con la fuga. Libro II

78 Vogliate considerare anche le difese dei Britanni, voi che riponete la vostra fiducia nelle fortificazioni di Gerusalemme. Quelli erano circondati dall’oceano e abitavano in un’isola non più piccola del paese in cui viviamo, eppure i romani vi arrivarono con le loro navi e li assoggettarono, e ora quattro legioni stanno a presidio di un’isola così grande. Libro II

79 Non è il caso di continuare, dal momento che anche i Parti, che sono il popolo più bellicoso e dominano su tante nazioni e sono forniti di sì grandi forze, mandano ostaggi ai romani, e in Italia si può vedere la nobiltà d’oriente che viene tenuta in schiavitù col pretesto di salvaguardare la pace. Libro II

80 Mentre quasi tutti quelli che sono sotto il sole s’inchinano alle armi dei romani, voi soltanto scenderete in guerra, senza badare alla fine dei Cartaginesi, i quali, sebbene potessero vantare un uomo della grandezza di Annibale e la discendenza dai Fenici, caddero sotto la destra di Scipione? Libro II

81 Nemmeno quelli di Cirene, di stirpe spartana, né i Marmaridi, il popolo che si stende fino al deserto, né le Sirti, che fanno paura solo a sentirle nominare, né i Nasamoni o i Mauri o l’innumerevole turba dei Numidi infransero il valore dei romani. Libro II

82 La terza parte del mondo abitato, di cui non è nemmeno facile enumerare le popolazioni, che è delimitata dall’oceano Atlantico e dalle colonne d’Ercole e che alleva fino al mar Rosso gli innumerevoli Etiopi, i romani l’assoggettarono interamente, Libro II

83 e a parte i raccolti annui, con cui nutriscono per otto mesi la plebe di Roma, essi pagano tributi di ogni genere e sono pronti a versare quanto serve ai bisogni dell’impero, senza considerare un’offesa nessuna delle imposizioni, come voi fate, e tutto ciò sebbene presso di loro stia accampata una sola legione. Libro II

84 Ma perché cercare in terre lontane le prove della potenza dei romani quando si possono trovare nel vicino Egitto? Libro II

85 Questo, che si estende fino agli Etiopi e all’Arabia Felice, che è il porto dell’India, che conta settemilioni e mezzo di abitanti oltre a quelli che vivono in Alessandria, come si può ricavare dal tributo individuale, non disdegna la dominazione romana, sebbene abbia in Alessandria un tale stimolo alla rivolta per il gran numero degli abitanti e per la sua ricchezza, oltre che per la sua grandezza: Libro II

86 infatti la sua lunghezza è di trenta stadi e la larghezza non inferiore a dieci; in un solo mese fornisce ai romani un tributo superiore a quello che voi versate in un anno e, oltre ai denari, grano per quattro mesi di distribuzione alla plebe. Per di più è difesa da ogni parte o da deserti impraticabili o da mari senza porti o da fiumi o da paludi. Libro II

87 Ma nessuno di questi ostacoli è risultato più forte della fortuna dei romani, e due legioni accasermate nella città tengono in soggezione l’ampio Egitto e l’orgoglio dei Macedoni. Libro II

88 Quali alleati per la guerra troverete nel mondo disabitato? Infatti quelli che vivono nel mondo abitato sono tutti romani, a meno che uno non spinga le sue speranze al di là dell’Eufrate e creda che i connazionali dell’Adiabene accorreranno in aiuto.