

Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




Non puoi fre un conto del genere, dato chi metsallik negli ultimi lustri hano avuto investimenti di portafoglio, ovvero hanno avuto auemnti paragonabili ad assets d'investimento, prima non accadeva.
Per quanto concerne la "carta", se li tenevi sotto il materasso se li investivi no.
Ovvero la differenza e' che trattate la moneta come merce, ovvero come era appunto sotto il gold standard, quando la moneta e' solo, al presente, un facilitatore del trasferimento del valore, ovvero ragionare come se fossimo sotto il gold standar, no ha molto senso pratico.
Globalizzazione..... si grazie.


Ma veramente Keynes e' stato maleinterpetato per decenni, visto che Keynes chiedeva l'intervento pubblico solo nei momenti di crisi, poi lo stato avrebbe dovuto farsi da parte... l'eccessivo Kenianismo ci ha portati porprio dove siamo ora, i debiti pubblci esorbitanti sono il risultato della malainterpretazione di Keynes.
Globalizzazione..... si grazie.


Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Nessuna mala interpretazione. Keynes riteneva positivo e giusto l'intervento dello stato nell'economia in ogni periodo. In quelli di crisi l'intervento deve essere particolarmente espansivo. Le politiche keynesiane sono state abbandonate con conseguenze tragiche di miseria, terrore e morte da trenta anni. I debiti pubblici esorbitanti sono quelli di un'economia che non è capace di pagarli, perché non cresce. E non cresce perché costretta nelle gabbie di un'ideologia fallimentare e fallita, fatta di dogmatismi e imposta al resto d'Europa dalla Germania.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




Assoluta malainterpretazione invece.. Keynes indicava il deficit spending nei periodi di crisi, mica nei periodi di vacche grasse.
Con delle economie dove lo stato succhia il 50% e passa dei redditi vorrei vedere come faresti a dire che non intervniene nell' economia, ovvio che alla lunga smette di cresacere, lo stato succhia redditi a piu' non posso, da debiti ed usa la spesa in mod oinneficente, ad un punto si arriva al punto di rottura. I paesi con la maggior libeta' economica sono anche quelli che maggiormente crescono e dove il benessere e' maggiormente diffuso, "strana" coincidenza.
Globalizzazione..... si grazie.


Lo stato non cresce perché non ci sono investimenti. E in primo luogo sarebbero necessari, più controllabili e con effetti subitanei, quelli pubblici. Invece si pensa solo a tagliare. Bisogna vedere cosa intendi per libertà economica. Un paese keynesiano di norma sta meglio di prima che avesse adottato quella politica e meglio di quando smette di adottarla, per via del contrattacco avutosi negli ultimi trent'anni delle classi dominanti su quelle subalterne, che ha avuto l'economia keynesiana come vittima e obiettivo.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Sul deficit spending siamo d'accordo.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)