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Re: Cioran
Citazione:
Originariamente Scritto da
Troll
Anch'io sono anarchico, nel senso dell'insussistenza in questo mondo di un arché - laddove il detto proudhoniano "l'anarchie c'est l'ordre sans le pouvoir" postula precisamente un qualche principio regolatore sovrastante i nudi rapporti di potere! Sarà mica che i veri anarchici sono i machiavelliani, i totalitari, coloro che non concepiscono un misterioso "ordine" estraneo alla forza del dominio (esplicantesi tanto con il bastone e i roghi quanto con il lavaggio del cervello)? Perché l'arché di cui an-archia è negazione tradotto non significa potere (che è kratos), significa principio ordinatore e regolatore! Gli "anarchici" avversano l'odiato potere per "restaurare" un presunto ordine naturale e razionale intrinseco alle cose! Alla faccia del "ni Dieu ni maitre" - qui non si tratta di inchinarsi a Dio, ma al misterioso ordine magico! O forse tu da stirneriano convieni che "la mia proprietà si estende sin là dove arriva il mio potere" e "io riguardo come mia proprietà tutto ciò che mi sento abbastanza forte da conseguire ed estendo la mia reale proprietà su tutto ciò che io autorizzo me stesso a conquistarmi"? Ne conseguirebbe "contro tutti i poteri", sì - fuorché il tuo!
Sì, ma allora oligarchia significa pochi princìpi?
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Re: Cioran
Citazione:
Originariamente Scritto da
Malaparte
Sì, ma allora oligarchia significa pochi princìpi?
http://www.etimo.it/gifpic/08/173bb7.png
Archein è un verbo riferito a ciò che regge, governa e presiede - il "potere" contro cui si ostinano gli anarchici è il kratos, ma un arché ordinatore a cui riferirsi ce l'hanno eccome, è implicito nel mondo, è l' ἀρχή nel senso più filosofico!
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Re: Cioran
Non è che sia sbagliato ricalcare "governo di nessuno" sul modello di "governo di uno" e "governo di pochi", perché di questo poi si tratta nei termini monarchia e oligarchia - solo che è veramente paradossale che si possa leggere "anarchia (dal greco antico: ἀν-ἀρχή, mancanza di governo" (Wikipedia) quando nessuno come loro postula un principio regolatore intrinseco nel mondo e nelle cose stesse (il caro vecchio ἀρχή)! Un mondo senza ordine è privo di arché, è ἀν-ἀρχή - ma loro ci assicurano che una volta abolito il potere sarà il contrario, sarà un mondo regolato dall'ordine!
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Re: Cioran
Uso tanti esclamativi perché sto rileggendo Nietzsche e mi viene inconsapevolmente da assimilare i suoi toni esaltati
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Re: Cioran
In effetti se almeno volessero il caos totale come nel film con Vin Diesel sarebbero più fighi
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Re: Cioran
Citazione:
Originariamente Scritto da
Malaparte
In effetti se almeno volessero il caos totale come nel film con Vin Diesel sarebbero più fighi
Se voglio l'ordine vado da Platone, che riconduce la conoscenza di cosa sia "giusto ordine" ai philosophoi e la difesa di esso ai guerrieri - l'anarchico nega il Dieu che potrebbe giustificarlo e il maître che potrebbe salvaguardarlo a bastonate!
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Re: Cioran
L'unico Cioran che digerisco è quello dei Sillogismi dell'amarezza, ma che Cioran!
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Re: Cioran
Citazione:
Originariamente Scritto da
Duca Conte Semenzara
Non mi fraintendere, qui non uso "superstizione" in un'accezione negativa: la superstizione è proprio ciò che ti impedisce di finire come Cioran.
Però non vedo il vitalismo come un fatto meramente fisiologico: la dottrina della volontà di potenza che ne è alla base presuppone la metafisica di Schopenhauer; Nietszche la rielabora e arriva a conseguenze del tutto diverse, ma è un dato di fatto che troppo nel suo pensiero risulta assurdo se non si conosce il suo maestro. Se non accetti che il mondo è, nella sua essenza, volontà (che con lui diventa volontà di potenza), la dottrina nicciana ha poco senso.
Poi è vero che lo stesso Nietzsche la risolve in termini fisiologici: il mio pensiero è per aristocratici e spiriti liberi, se non lo capisci o non lo accetti per le sue conseguenze non ne sei adatto e cazzi tuoi. Ma può permettersi di farlo perchè il "lavoro sporco", la costruzione metafisica, l'ha già fatto Schopenauher.
Secondo me la grande immediatezza del pensiero di Nietzsche è dovuta al fatto che si è occupato essenzialmente di morale. Ma presuppone molte cose, come qualsiasi filosofo. Cioran non lo fa perché, secondo me, non è un filosofo ma un aforista.
Se il tuo punto era l'arbitrarietà dell'enunciato "ogni vita tende intrinsecamente alla potenza" sono d'accordo, mi pare di aver espresso di recente il medesimo dubbio in una conversazione su questo forum. Il "vitalismo" a cui mi stavo riferendo non è un'interpretazione metafisica teoreticamente esatta o meno ma l'ideologia (se si può chiamarla così) del dire di sì e dell'abbracciare tutto ciò è stato ed è, ritornasse anche eternamente.
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Re: Cioran
Citazione:
Originariamente Scritto da
Troll
Se il tuo punto era l'arbitrarietà dell'enunciato "ogni vita tende intrinsecamente alla potenza" sono d'accordo, mi pare di aver espresso di recente il medesimo dubbio in una conversazione su questo forum. Il "vitalismo" a cui mi stavo riferendo non è un'interpretazione metafisica teoreticamente esatta o meno ma l'ideologia (se si può chiamarla così) del dire di sì e dell'abbracciare tutto ciò è stato ed è, ritornasse anche eternamente.
Certo, sono d'accordo con te. Ma la superiorità di chi dice sì deve essere giustificata da un punto di vista metafisico o, perlomeno, Nietzsche sente il bisogno di farlo, come ogni pensatore .
Cioran mi ha sempre dato l'impressione di essere un uomo superiore che, invece di seguire Zarathustra nella sua caverna, è restato nel bosco a farsi i cazzi suoi. Si può dire che non l'ha fatto perché non ne ha avuta la forza, ma dal mio punto di vista ci vuole più coraggio a vivere una vita da schifo come quella che a dire di sì.
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Re: Cioran
Per Troll: poni una questione interessante e assai complessa; le tue osservazioni sono pertinenti (sento il "puzzo" di uno studente/laureato/molto appassionato di filosofia) e sottolineano un conflitto quasi insanabile, almeno per quanto mi riguarda, tra la concezione esistenziale e "metapolitica" di anarchismo e una sua eventuale applicazione empirica.
Per quanto concerne la prima mi sento decisamente vicino a Stirner, con la sua protervia negatrice e la volontà iconoclasta tesa a demolire ogni metafisica ed ogni "fantasma", tuttavia non riesco a trovare una reale collocazione per la seconda e mi vedo costretto a tentare una difficile sintesi tra le due.
La tensione negatrice prevale, foriera di un nichilismo radicale, e mi costringe a vedere ogni possibile via come fallimentare, tuttavia quando mi trovo di fronte a situazioni quotidiane, al "hic et nunc" tanto detestabile quanto avverso, ritengo auspicabile incanalare ogni forza distruttrice verso qualcosa, non necessariamente un quid oggettivo, che possa risolevvare la mia sorte.
In questa lotta disperata spesso trovo dei compagni di viaggio più vicini ad una concezione "sociale" (quindi anche pericolosamente portati verso quell'arché, sempre in agguato, di cui, giustamente, parlavi), con i quali posso percorrere, se non tutta , quantomeno un breve tratto di via verso un'emancipazione che è prima di tutto necessità esistenziale.
Quindi è giusta la tua conclusione ("Ne conseguirebbe "contro tutti i poteri", sì - fuorché il tuo!"), ma ad essa andrebbe aggiunto che molto spesso sono proprio i Poteri (i fenonemi tradizionalmente identificati come fonte di vessazione) che si fappongono tra me ed un'esistenza più dignitosa.