Certo, vuoi mettere una cosa banale e noiosamente ordinata come Renoir, senza scavare troppo nel passato, confronto a questo capolavoro - che a quanto dici non ha nulla di notevole se non quello di essere "folle" e quindi "progressista".
Cioè?
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beh uno morto 40 anni fa e che ha cominciato a dipingere negli anni '20 del secolo scorso non è esattamente contemporaneo, fa parte delle avanguardie storiche e è più vicino a renoir (infatti lo definivano impressionista astratto) che a qualsiasi artista concettuale di oggi.
Questo non mi piace, ma non capisco cosa ci sia da stupirsi sul prezzo.
Certe opere sono sempre costate tanto, ora siccome si parla sempre di crisi e economia tutti fingono di scandalizzarsi, mentre il discorso è lo stesso di uno che vuole una Ferrari, cazzi suoi.
Ma guarda che l'anestetizzazione è causata proprio da cose come l'arte contemporanea: ti mettono davanti una porcheria, ti dicono che è un capolavoro e che dietro c'è una profondità di pensiero troppo complessa da spiegare in due minuti, quindi, per non apparire stupido, sei costretto a dire "effettivamente, guardandola meglio, si vede che è un capolavoro".
E' tutta una tattica psicologica: è una forma di intimidazione, un modo per disincentivare le persone a pensare in maniera autonoma e abituarle a fidarsi degli esperti, anche quando asseriscono cazzate macroscopiche e non forniscono giustificazioni di nessun tipo.
scusatemi, caravaggio è altro.
Marina: "Ah, ma questo è un Rothko"
Giacomo: "Come hai fatto a riconoscere che è un Rothko?"
Giovanni: "Per forza: è una merda, è un Rothko"
(citazione/adattamento)