



Oggi, a lezione. Figura colossale. Il professore è un negro ugandese, gran mente, però più negro di così non si può. Guardo la maglietta della ragazza vicino a me e faccio "Ma è cotone?" E lei serafica fa: "Sì, è negro 100%, puro Alabama". Ho riso per 10 minuti, con il professore che mi guarda, penso, orripilato. Avevo male alle mascelle.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Hey, I don't feel so good. Something's not right, something's coming over me, what the hell is this?


Anche a me una volta è capitato di ridere come un matto a lezione, con il professore che mi guardava come se avesse visto qualcosa di ripugnante ed il mio vicino che mi dava delle gomitato nel tentativo di calmarmi, inutilmente, la cosa più tragica è che il motivo della risata non c'entrava niente né con il docente né con la lezione (mi era venuto in mente un episodio di qualche giorno prima), ma non credo mi avrebbe creduto.
Per fortuna sono state pochissime le volte che sono avvenute in circostanze che altri reputano seriose.
Controllori di volo pronti per il decollo,
telescopi giganti per seguire le stelle
(F. Battiato, No time no space)


Una volta, avrò avuto dieci o dodici anni, ero in chiesa, in prima fila, e c'era un prete che quando parlava non si capiva niente. Avrò riso per tutta la messa e non c'era verso di smetterla
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

