Mi è capitato più volte, in questi giorni, di ripensare al Vangelo della scorsa domenica, in cui Gesù ribadisce l'importanza dell'amore: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi" (Gv 15,12).
Il concetto dell'amore ci viene proposto e riproposto.
Anche al giovane che Gli aveva chiesto cosa dovesse fare per meritarsi la vita eterna, Gesù rispose: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti » (Mt 22,37-39).
Il figlio di Dio, Dio stesso ci chiede di imparare ad amare.
Tutta la Sua dottrina, la Sua Parola trova fondamento sul principio dell'amore e chi la vuole seguire, deve essere capace di amare a 360°.
Potrebbe sembrare una richiesta generosa, quasi banale, ma in realtà è la più difficile da mettere in atto.
Chi può vantarsi di essere capace di amare in questo modo?
Nella società in cui viviamo, sempre più chiusi nel nostro egoismo, credo sia impossibile trovare un esempio di tanta donazione di sè.
Spesso l'amore, per noi, significa ricambiare dei sentimenti, nei confronti delle persone che ci stanno intorno e che già ci amano, ma l'Amore cristiano è totale dedizione all'altro, indipendentemente da come l'altro si rapporta con noi.
Chi ne è capace?
E' facile concludere che siamo inesorabilmente fuori dalla retta via.




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