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Discussione: Il Sangue dei Vinti

  1. #81
    Canaglia
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Amico mio, per me va bene, lasciamolo decidere a chi legge chi scappa e chi non risponde, non temo il confronto, e con te è una passeggiata monotona.
    Bene, allora per far capire al nostro amico lettore chi scappa ti chiedo nuovamente:

    Ti chiedo:
    1) come interpreti la priorità mussoliniana data alla legge sulla nominatività dei titoli e l'abolizione della tassa di successione?
    2) fammi degli esempi di operai che sono diventati padroni o di avvenute socializzazioni durante l'epoca fascista.


    Desidero tue considerazioni e non copia e incolla.

  2. #82
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Bene, allora per far capire al nostro amico lettore chi scappa ti chiedo nuovamente:

    Ti chiedo:
    1) come interpreti la priorità mussoliniana data alla legge sulla nominatività dei titoli e l'abolizione della tassa di successione?
    2) fammi degli esempi di operai che sono diventati padroni o di avvenute socializzazioni durante l'epoca fascista.


    Desidero tue considerazioni e non copia e incolla.

    Ho risposto ad entrambi i quesiti, anche scorporando le domande, ma tieni conto, che alla seconda non posso rispondere se non contestualizzando e circostanziando, pertanto debbo usare dati storici.
    Ora, e per l'ultima volta PIVELLO, la storia non è cosa per te e s'indaga con metodo condiviso, se vuoi fare salotto vai al circolo ANPI più vicino o in alternativa al tuo centro sociale di fiducia.
    Io non ho intenzione di far scadere il livello del dibattitto per manifesta inadeguatezza dell'interlocutore, studia e dopo ripresentati in questo forum, che ti ripeto è di STORIA, non di cronaca, attualità o varie ed eventuali.
    Il contesto ti sta stretto per tue deficenze, e son cazzi tuoi a cui io non voglio in nessun modo porre rimedio.
    Quelli come te, per me sono una risorsa da sfruttare ed ogni post che scrivi confermi chi sei e da dove vieni.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  3. #83
    Canaglia
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Ho risposto ad entrambi i quesiti, anche scorporando le domande, ma tieni conto, che alla seconda non posso rispondere se non contestualizzando e circostanziando, pertanto debbo usare dati storici.
    Ti chiedo di rispondere, non è vero che lo hai già fatto. Se così fosse ti chiedo di rispondermi nuovamente, anche se ai benissimo che non l'hai fatto.
    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Ora, e per l'ultima volta PIVELLO, la storia non è cosa per te e s'indaga con metodo condiviso, se vuoi fare salotto vai al circolo ANPI più vicino o in alternativa al tuo centro sociale di fiducia.
    Senti, sei veramente ridicolo..ti riempi la bocca di paroloni ma alla fin fine non dici niente. Non siamo all'università, non dobbiamo pubblicare un libro ma discutere di storia. E' perfettamente in linea con le finalità di un forum domandarti un giudizio storico. Non pavoneggiarti però....
    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Io non ho intenzione di far scadere il livello del dibattitto per manifesta inadeguatezza dell'interlocutore, studia e dopo ripresentati in questo forum, che ti ripeto è di STORIA, non di cronaca, attualità o varie ed eventuali.
    bla bla bla...non è una gara tra noi due, l'hai capito? ok, sei migliore di me, più intelligente e bello. Ce l'hai pure più lungo del mio, però rispondi alle domande e non scappare.
    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Il contesto ti sta stretto per tue deficenze, e son cazzi tuoi a cui io non voglio in nessun modo porre rimedio.
    Quelli come te, per me sono una risorsa da sfruttare ed ogni post che scrivi confermi chi sei e da dove vieni.
    Sono una risorsa da sfruttare? Ah, per questo che scappi via e non rispondi? Bel pavoncello, aspetto fiducioso una tua risposta.

  4. #84
    SMF
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Raimondino o'scienziato ripropone la vecchia tesi storiografica marxista secondo cui Mussolini sarebbe stato un "servo del capitale" e il Fascismo un'accolita di "mazzieri e servi astiosi" del capitale.
    In realtà, la faccenda è molto più complessa dei pippotti mentali di raimondino o'scienziato e delle stupidaggini della storiografia marxista.
    De Felice giustamente scrive: "In ogni caso, è da escludere che le grandi forze economiche abbiano teso portare il Fascismo al potere".
    Non risulta nemmeno che Mussolini avesse preso tangenti o finanziamenti da grandi industriali per finalità poco lecite.
    Il governo fascista offrì, all'epoca, benefici alle imprese, tentando di incoraggiare i profitti e la crescita di una grande industria pesante (ancora assente in Italia al tempo), facendo però in modo che tutte le attività economiche prestassero servizio per l'interesse nazionale. Non vedo cosa ci sia da lamentarsi dal momento che successivamente furono proprio gli operai e le categorie economicamente più deboli a godere dei favori del Fascismo tramite la previdenza sociale. Oltre tutto, la politica del Duce - determinata all'epoca soprattutto da De Stefani - portò nella prima metà degli anni venti ad un aumento della ricchezza e la produzione industriale superò le vette raggiunte durante il periodo bellico, nonostante l'aumento dell'inflazione.
    Ricordiamoci poi che "la grande borghesia [...] dovette però fare i conti [...] con la logica della progressiva autonomizzazione del potere totalitario, sicché i cosiddetti 'padroni del vapore' videro lesi più volte alcuni dei loro interessi sino allora più gelosamente difesi" (De Felice).
    I provvedimenti che il Fascismo-regime prese nell'arco del suo tempo comportarono "l'entusiasmo delle masse proletarie e piccolo-borghesi" (Staglieno).
    Questo consenso, tra la fine degli anni '20 e la prima metà degli anni '30, secondo De Felice, riguardava un contesto "in parte di tipo economico, in parte di pace sociale, che va rapportata anche alla crisi ben più grave che attraversavano in quegli anni la Francia e l'Inghilterra, per non parlare della Germania e degli Stati Uniti. Il consenso derivava dal confronto tra diverse situazioni e diverse realtà".
    Contro le tesi marxiste o filo-marxiste secondo cui la politica economica fascista, soprattutto dei primi anni di governo, “sarebbe stata praticamente dettata a Mussolini dalle forze del mondo economico e finanziario e dalla grande industria” prende posizione De Felice: “Queste interpretazioni sono a nostro avviso da respingere nettamente. La realtà è sempre più complessa (e al tempo stesso più semplice) di certe schematizzazioni. E la realtà del 1922-1924 […] era quella che per realizzare il pareggio del bilancio dello Stato e per aiutare lo sviluppo economico del paese in grado di fronteggiare il crescente squilibrio sia tra incremento demografico e risorse disponibili sia della bilancia commerciale con l’estero non vi era in quella situazione per Mussolini che puntare ad un’accelerazione del processo di accumulazione capitalistica, con tutto ciò che una simile politica comportava soprattutto in materia fiscale, liberando al tempo stesso lo Stato da tutta una serie di oneri. Questa politica corrispondeva in gran parte agli interessi della grande industria e in genere dei ceti “capitalistici”, che ne ricavarono non pochi vantaggi. Ciò non basta però a dire che era espressione diretta di essi. Non si spiegherebbe in tal caso il perché di tutta una serie di provvedimenti antiprotezionisti adottati da De Stefani. Non si spiegherebbero certe riserve del mondo economico e di alcuni suoi settori in particolare verso la politica dello stesso De Stefani, che – alla fine – concorsero alla sua sostituzione con Volpi. Non si spiegherebbero le diffidenze e l’ostilità di questo stesso mondo verso i sindacati fascisti prima e la politica corporativa poi”.
    In pratica, “nonostante molte convergenze, l’appoggio del mondo economico al fascismo non differiva gran che da quello del mondo politico liberaldemocratico. Era un appoggio condizionato, strumentale e a termine”.

    Peccato però che, purtroppo per il grande capitale, il regime fascista durò ben più di vent'anni...
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #85
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Ho risposto ad entrambi i quesiti, anche scorporando le domande, ma tieni conto, che alla seconda non posso rispondere se non contestualizzando e circostanziando, pertanto debbo usare dati storici.
    I dati storici da usare sono date e nomi di aziende che sono state socializzate. C'è poco da fare il fenomeno: date e nomi. Il problema è che non esistono aziende socializzate concretamente.
    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Ora, e per l'ultima volta PIVELLO, la storia non è cosa per te e s'indaga con metodo condiviso, se vuoi fare salotto vai al circolo ANPI più vicino o in alternativa al tuo centro sociale di fiducia.
    Io non ho intenzione di far scadere il livello del dibattitto per manifesta inadeguatezza dell'interlocutore, studia e dopo ripresentati in questo forum, che ti ripeto è di STORIA, non di cronaca, attualità o varie ed eventuali.
    Il contesto ti sta stretto per tue deficenze, e son cazzi tuoi a cui io non voglio in nessun modo porre rimedio.
    Quelli come te, per me sono una risorsa da sfruttare ed ogni post che scrivi confermi chi sei e da dove vieni.
    Sì bla bla bla, qui non siamo ad un convegno storico su fascismo e antifascismo, per cui potresti tranquillamente regalarci il tuo parere. Ti pavoneggi, e ci fai ridere tutti con le tue pseudo-circostanziazzioni pseudo-storiche, ma oltre a questo non sai andare...l'unica cosa che ci hai detto sono cumuli di banalità che anche i bambini sanno. Ciaoiaociao:
    Ultima modifica di Josef Scveik; 03-07-12 alle 21:43

  6. #86
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Raimondino o'scienziato ripropone la vecchia tesi storiografica marxista secondo cui Mussolini sarebbe stato un "servo del capitale" e il Fascismo un'accolita di "mazzieri e servi astiosi" del capitale.
    In realtà, la faccenda è molto più complessa dei pippotti mentali di raimondino o'scienziato e delle stupidaggini della storiografia marxista.
    De Felice giustamente scrive: "In ogni caso, è da escludere che le grandi forze economiche abbiano teso portare il Fascismo al potere".
    Non risulta nemmeno che Mussolini avesse preso tangenti o finanziamenti da grandi industriali per finalità poco lecite.
    Premesso che il fascismo va giudicato nel suo complesso, cioè nei suoi vent'anni di dittatura e non è storicamente accettabile che si traggano delel conclusioni prendendo ad esame uno o pochi anni di quell'infame periodo..
    Essere cane da guardia del capitale non significa aaver preso per forza delel tangenti. A volte gli interessi tra le parti possono venire a coincidere senza che ciò comporti necessariamente una vile ricompensa. Il fascismo fu appoggiato dalla classe borghese ed è impensabile che Mussolini non abbia fatto in modo di non alienarsi le loro simpatie.

    Ma poi chi è De Felice, dio fatto a personA?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il governo fascista offrì, all'epoca, benefici alle imprese, tentando di incoraggiare i profitti e la crescita di una grande industria pesante (ancora assente in Italia al tempo), facendo però in modo che tutte le attività economiche prestassero servizio per l'interesse nazionale. Non vedo cosa ci sia da lamentarsi dal momento che successivamente furono proprio gli operai e le categorie economicamente più deboli a godere dei favori del Fascismo tramite la previdenza sociale. Oltre tutto, la politica del Duce - determinata all'epoca soprattutto da De Stefani - portò nella prima metà degli anni venti ad un aumento della ricchezza e la produzione industriale superò le vette raggiunte durante il periodo bellico, nonostante l'aumento dell'inflazione.
    Ricordiamoci poi che "la grande borghesia [...] dovette però fare i conti [...] con la logica della progressiva autonomizzazione del potere totalitario, sicché i cosiddetti 'padroni del vapore' videro lesi più volte alcuni dei loro interessi sino allora più gelosamente difesi" (De Felice).
    I provvedimenti che il Fascismo-regime prese nell'arco del suo tempo comportarono "l'entusiasmo delle masse proletarie e piccolo-borghesi" (Staglieno).
    Questo consenso, tra la fine degli anni '20 e la prima metà degli anni '30, secondo De Felice, riguardava un contesto "in parte di tipo economico, in parte di pace sociale, che va rapportata anche alla crisi ben più grave che attraversavano in quegli anni la Francia e l'Inghilterra, per non parlare della Germania e degli Stati Uniti. Il consenso derivava dal confronto tra diverse situazioni e diverse realtà".
    Contro le tesi marxiste o filo-marxiste secondo cui la politica economica fascista, soprattutto dei primi anni di governo, “sarebbe stata praticamente dettata a Mussolini dalle forze del mondo economico e finanziario e dalla grande industria” prende posizione De Felice: “Queste interpretazioni sono a nostro avviso da respingere nettamente. La realtà è sempre più complessa (e al tempo stesso più semplice) di certe schematizzazioni. E la realtà del 1922-1924 […] era quella che per realizzare il pareggio del bilancio dello Stato e per aiutare lo sviluppo economico del paese in grado di fronteggiare il crescente squilibrio sia tra incremento demografico e risorse disponibili sia della bilancia commerciale con l’estero non vi era in quella situazione per Mussolini che puntare ad un’accelerazione del processo di accumulazione capitalistica, con tutto ciò che una simile politica comportava soprattutto in materia fiscale, liberando al tempo stesso lo Stato da tutta una serie di oneri. Questa politica corrispondeva in gran parte agli interessi della grande industria e in genere dei ceti “capitalistici”, che ne ricavarono non pochi vantaggi. Ciò non basta però a dire che era espressione diretta di essi. Non si spiegherebbe in tal caso il perché di tutta una serie di provvedimenti antiprotezionisti adottati da De Stefani. Non si spiegherebbero certe riserve del mondo economico e di alcuni suoi settori in particolare verso la politica dello stesso De Stefani, che – alla fine – concorsero alla sua sostituzione con Volpi. Non si spiegherebbero le diffidenze e l’ostilità di questo stesso mondo verso i sindacati fascisti prima e la politica corporativa poi”.
    In pratica, “nonostante molte convergenze, l’appoggio del mondo economico al fascismo non differiva gran che da quello del mondo politico liberaldemocratico. Era un appoggio condizionato, strumentale e a termine”.

    Peccato però che, purtroppo per il grande capitale, il regime fascista durò ben più di vent'anni...
    Grazie Giò, alla fine DeFelice conferma la mia tesi (che poi non è mia, ma lasciatemi pavoneggiare un pò come rinchio...) visto che dice che Mussolini fu costretto, per il "bene dell'Italia", a puntare ad un’accelerazione del processo di accumulazione capitalistica, con tutto ciò che una simile politica comportava soprattutto in materia fiscale, liberando al tempo stesso lo Stato da tutta una serie di oneri. Questa politica corrispondeva in gran parte agli interessi della grande industria e in genere dei ceti “capitalistici”, che ne ricavarono non pochi vantaggi. Ciò non basta però a dire che era espressione diretta di essi.

    Quindi DeFelice ammette che gli interessi di capitalismo e fascismo coincidettero, anche se non per volontà diretta delle parti quanto per fatti contingenti che (guarda caso) garantiva vantaggi agli uni e agli altri. Ora io mi domando come il fascismo possa essere considerato anticapitalista quando DeFelice stesso dice che la politica fascista corrispondeva in gran parte agli interessi della grande industria e in genere dei ceti “capitalistici”, che ne ricavarono non pochi vantaggi.

    Oh, raga, lo dice Dio Defelice mica io....

  7. #87
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    O'scienziato cerca di spremere le meningi: Mussolini doveva risollevare l'Italia, raggiungendo il pareggio di bilancio, promuovere la crescita del nostro paese, con aumento della ricchezza e delle industrie. L'unico modo per farlo, in quel periodo, era attuare le politiche che attuò De Stefani.
    E' chiaro che se dai delle agevolazioni alle imprese allora queste ne traggono un vantaggio, ma ciò avviene nell'interesse nazionale, non per favorire l'interesse di tizio a scapito di caio.
    Che poi il blocco sociale del Fascismo fosse sostanzialmente il "ceto medio" è cosa arcinota, ma questo contrasta comunque con la tesi secondo cui il Fascismo sarebbe stato espressione diretta dell'alta borghesia industriale ed agraria e dei suoi interessi.
    Non fu così, ed infatti basterebbe pensare al fatto che l'unica vera forma efficace di antifascismo durante il Ventennio fu l'atteggiamento degli industriali verso il regime, cioé un atteggiamento di opportunismo che fece da "freno" a molte delle iniziative del Fascismo in campo economico-sociale.
    Basti pensare ai contrasti tra governo e industriali sulla quota 90 o sul divieto della possibilità di attuare la serrata.
    Oltre tutto, nello stesso periodo in cui il Fascismo aiutò le imprese Mussolini fece finalmente delle otto ore lavorative giornaliere una legge dello Stato, mentre prima questo era affidato al caso e alla contrattazione dei singoli sindacati con i datori di lavori (a volte capitava che si ottenessero anche meno di otto ore lavorative giornaliere, ma più spesso si lavorava 10-12 ore al giorno).
    Quanto all'anticapitalismo del Fascismo, è ben noto che il Fascismo fu anticapitalista non tanto in termini di mezzi quanto in termini di fini: ovvero, il Fascismo non disconobbe mai la proprietà privata né la libertà d'impresa, però rifiutò il dogma liberista della "naturale" autoregolamentazione del mercato e del "non intervento" dello Stato nell'economia. Ma, soprattutto, il Fascismo scardinò, o meglio, cercò di scardinare uno dei dogmi del mondo moderno e del liberal-capitalismo, cioé quello secondo cui "l'economia è il nostro destino" (cito Marx) e, in quanto tale, essa avrebbe il primato sulla politica. Mussolini invece la pensava esattamente all'incontrario.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

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  8. #88
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    O'scienziato cerca di spremere le meningi: Mussolini doveva risollevare l'Italia, raggiungendo il pareggio di bilancio, promuovere la crescita del nostro paese, con aumento della ricchezza e delle industrie. L'unico modo per farlo, in quel periodo, era attuare le politiche che attuò De Stefani.
    E' chiaro che se dai delle agevolazioni alle imprese allora queste ne traggono un vantaggio, ma ciò avviene nell'interesse nazionale, non per favorire l'interesse di tizio a scapito di caio.
    Che poi il blocco sociale del Fascismo fosse sostanzialmente il "ceto medio" è cosa arcinota, ma questo contrasta comunque con la tesi secondo cui il Fascismo sarebbe stato espressione diretta dell'alta borghesia industriale ed agraria e dei suoi interessi.
    Non fu così, ed infatti basterebbe pensare al fatto che l'unica vera forma efficace di antifascismo durante il Ventennio fu l'atteggiamento degli industriali verso il regime, cioé un atteggiamento di opportunismo che fece da "freno" a molte delle iniziative del Fascismo in campo economico-sociale.
    Basti pensare ai contrasti tra governo e industriali sulla quota 90 o sul divieto della possibilità di attuare la serrata.
    Oltre tutto, nello stesso periodo in cui il Fascismo aiutò le imprese Mussolini fece finalmente delle otto ore lavorative giornaliere una legge dello Stato, mentre prima questo era affidato al caso e alla contrattazione dei singoli sindacati con i datori di lavori (a volte capitava che si ottenessero anche meno di otto ore lavorative giornaliere, ma più spesso si lavorava 10-12 ore al giorno).
    Quanto all'anticapitalismo del Fascismo, è ben noto che il Fascismo fu anticapitalista non tanto in termini di mezzi quanto in termini di fini: ovvero, il Fascismo non disconobbe mai la proprietà privata né la libertà d'impresa, però rifiutò il dogma liberista della "naturale" autoregolamentazione del mercato e del "non intervento" dello Stato nell'economia. Ma, soprattutto, il Fascismo scardinò, o meglio, cercò di scardinare uno dei dogmi del mondo moderno e del liberal-capitalismo, cioé quello secondo cui "l'economia è il nostro destino" (cito Marx) e, in quanto tale, essa avrebbe il primato sulla politica. Mussolini invece la pensava esattamente all'incontrario.
    Giò caro, il nostro ignorantello/pivello, non sa che quello che afferma è vero solo a ametà, e non dice che DE STEFANI e il Duce, insieme a BENEDUCE dettero vita all'IRI, faro nella notte ed esempio mondiale ed invidiato da tutti di istituzione di un grande Istituto mezzo privato e mezzo statale, a controllo statale che aveva come compito il creare le condizioni oper far crescere l'industria pesante italiana e soprattutto il riconvertirla dal bellico al civile.
    Ed ancora stiamo a peredere tempo con questo ragazzino cresciuto ad ANPI e centri sociali che vuole fare quello che sa, in un contesto di cui ignora quasi tutto!!!
    tra l'altro mi dovrebbe anche pagare per tutte le nozioni che gli sto facendo scoprire.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


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  9. #89
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Premesso che il fascismo va giudicato nel suo complesso, cioè nei suoi vent'anni di dittatura e non è storicamente accettabile che si traggano delel conclusioni prendendo ad esame uno o pochi anni di quell'infame periodo..
    Essere cane da guardia del capitale non significa aaver preso per forza delel tangenti. A volte gli interessi tra le parti possono venire a coincidere senza che ciò comporti necessariamente una vile ricompensa. Il fascismo fu appoggiato dalla classe borghese ed è impensabile che Mussolini non abbia fatto in modo di non alienarsi le loro simpatie.

    Ma poi chi è De Felice, dio fatto a personA?


    Grazie Giò, alla fine DeFelice conferma la mia tesi (che poi non è mia, ma lasciatemi pavoneggiare un pò come rinchio...) visto che dice che Mussolini fu costretto, per il "bene dell'Italia", a puntare ad un’accelerazione del processo di accumulazione capitalistica, con tutto ciò che una simile politica comportava soprattutto in materia fiscale, liberando al tempo stesso lo Stato da tutta una serie di oneri. Questa politica corrispondeva in gran parte agli interessi della grande industria e in genere dei ceti “capitalistici”, che ne ricavarono non pochi vantaggi. Ciò non basta però a dire che era espressione diretta di essi.

    Quindi DeFelice ammette che gli interessi di capitalismo e fascismo coincidettero, anche se non per volontà diretta delle parti quanto per fatti contingenti che (guarda caso) garantiva vantaggi agli uni e agli altri. Ora io mi domando come il fascismo possa essere considerato anticapitalista quando DeFelice stesso dice che la politica fascista corrispondeva in gran parte agli interessi della grande industria e in genere dei ceti “capitalistici”, che ne ricavarono non pochi vantaggi.

    Oh, raga, lo dice Dio Defelice mica io....
    Povero ignorantello, la politica fascista in quale periodo della dittatura?
    Ma lo vuoi capire o no che devi contestualizzare, sai quanti tipi di politica economica e sociale si sono avvicendati in 23 anni dii regime?
    Vabbè, sei proprio scarso e ancora non comprendi che con gli spot e le battute (vanno bene per la gentarella che frequanta i tuoi luoghi di svago) non riuscirai a dimostrare che le cazzate che scrivi corrispondono al vero.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


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  10. #90
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    Predefinito Re: Il Sangue dei Vinti

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    O'scienziato cerca di spremere le meningi: Mussolini doveva risollevare l'Italia, raggiungendo il pareggio di bilancio, promuovere la crescita del nostro paese, con aumento della ricchezza e delle industrie.
    Un pò come fa Monti, vero? Quindi sei Montiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    E' chiaro che se dai delle agevolazioni alle imprese allora queste ne traggono un vantaggio, ma ciò avviene nell'interesse nazionale, non per favorire l'interesse di tizio a scapito di caio.
    Che poi il blocco sociale del Fascismo fosse sostanzialmente il "ceto medio" è cosa arcinota, ma questo contrasta comunque con la tesi secondo cui il Fascismo sarebbe stato espressione diretta dell'alta borghesia industriale ed agraria e dei suoi interessi.
    C'era stato il biennio-rosso, i borghesi e i nobili temevano la rivoluzione sociale e se la facevano addosso. Appoggiarono il fascismo perchè videro in quel movimento una salvezza. Questo lo capisce anche un bambino. Ciò non vuol dire che il fascismo sia stato costruito a tavolino dai borghesi, ma semplicemente che gli interessi di Mussolini e dei borghesi sono venuti a coincidere. In questo senso il fascismo fu l'espressione della borghesia, così come gli anarchici spagnoli furono l'espressione del proletariato urbano e rurale spagnolo.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Non fu così, ed infatti basterebbe pensare al fatto che l'unica vera forma efficace di antifascismo durante il Ventennio fu l'atteggiamento degli industriali verso il regime, cioé un atteggiamento di opportunismo che fece da "freno" a molte delle iniziative del Fascismo in campo economico-sociale.
    Basti pensare ai contrasti tra governo e industriali sulla quota 90 o sul divieto della possibilità di attuare la serrata.
    Non essere ridicolo. Ci saranno stati contrasti ma parlare di borghesia antifascista ti copre di ridicolo. La storia (Germania, Spagna, Portogallo, Cile) ci dice che quando il capitalismo è minacciato dal proletariato fa ricorso al fascismo o al nazionalismo...
    Una volta assolto questo compito il fascismo viene liquidato o si fa da parte...


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Oltre tutto, nello stesso periodo in cui il Fascismo aiutò le imprese Mussolini fece finalmente delle otto ore lavorative giornaliere una legge dello Stato, mentre prima questo era affidato al caso e alla contrattazione dei singoli sindacati con i datori di lavori (a volte capitava che si ottenessero anche meno di otto ore lavorative giornaliere, ma più spesso si lavorava 10-12 ore al giorno).
    Quanto all'anticapitalismo del Fascismo, è ben noto che il Fascismo fu anticapitalista non tanto in termini di mezzi quanto in termini di fini: ovvero, il Fascismo non disconobbe mai la proprietà privata né la libertà d'impresa, però rifiutò il dogma liberista della "naturale" autoregolamentazione del mercato e del "non intervento" dello Stato nell'economia. Ma, soprattutto, il Fascismo scardinò, o meglio, cercò di scardinare uno dei dogmi del mondo moderno e del liberal-capitalismo, cioé quello secondo cui "l'economia è il nostro destino" (cito Marx) e, in quanto tale, essa avrebbe il primato sulla politica. Mussolini invece la pensava esattamente all'incontrario.
    Devo ridere?Come si fa ad essere anticapitalista non in termini di mezzi ma in termini di fini e contemporaneamente fondare lo stato sulla proprietà?Come dire: sono non violento in temrini di fini ma nel frattempo spacco la faccia a tutti coloro che mi stanno sulle balle.
    Ultima modifica di Josef Scveik; 05-07-12 alle 11:15

 

 
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