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  1. #101
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Non ho molto tempo per collegarmi, solo un paio di appunti per quel poco che ho letto di sfuggita:

    @Cocco: non mi riferivo a te, non so perchè Troll ti abbia tirato in ballo, chiaritevi pure.

    Riguardo all'elenchos: il post citato da eq.. si riferisce a mie considerazioni di sfuggita che andrebbero precisate con più cautela, rispetto a quanto io non abbia fatto in quel luogo. Elenchos, propriamente parlando, consiste nella esibità inevadibilità delle strutture costitutive (ossia delle costanti: semantiche, sintattiche, etc.) dell'essere. Costanti semantiche, ossia le condizioni necessarie affinchè si dia una rivelazione ontologica, sono per esempio 'totalità', 'apparire', 'essere', 'non-essere'; costanti sintattiche sono quelle che assicurano la coerenza dell'essere (la sua incontraddittorietà). Questa figura, perciò, non sta al fondamento della sola riflessione razionale: non motiva unicamente il valore dei principi primi della ragione (la loro intrascendibilità), come frettolosamente scrivevo, ma determina anche l'innegabilità di altri principi, che assieme a quei primi concorrono alla costituzione della struttura originaria del sapere. Ed ecco la seconda precisazione: elenchos non coincide con tale struttura, ma piuttosto vi appartiene: proprio perchè i primi principi del sapere sono inevadibili, ossia fondamentali, allora elenchos non può costituirsi come fondamento del fondamento (se con ciò si intende una preminenza logica o cronologica di elenchos rispetto a ciò di cui è fondamento) ma deve appartenere a tale fondamento, visto che quest'ultimo non può essere trasceso. Esso, in altri termini, è il fondamento stesso: e infatti, esso consiste nel far vedere che anche chi vuol negare il valore di un certo principio o di un certo plesso di principi è costretto a far uso di essi, e perciò la fondazione del fondamento non è altro che il fondamento stesso che autoribadisce la propria ineludibilità. Ma in modo diverso rispetto a una petizione di principio: quest'ultima, infatti, afferma il valore del contenuto del proprio asserto senza confrontarsi con la propria negazione, mentre elenchos vi riesce proprio perchè mostra l'intrinseca insostenibilità della negazione dell'asserto in questione.
    Ultima modifica di Platone; 05-06-12 alle 15:12
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  2. #102
    Mi perdoni?
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Ma penso che possiamo dire che la struttura a cui appartiene l'elenchos è l'esperienza stessa, solo che poi quando usiamo l'elenchos come fondamento della riflessione razionale per comprendere il "resto" dell'esperienza, non ci appare evidente che questo "resto" non possa negare e non neghi l'elenchos, rimaniamo nel dubbio, nel buio.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  3. #103
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Pure con te, ripartiamo con l'abc, abbi pietà di questo povero ragazzo che sarebbi io.

    Se io dico: esiste una frase vera.

    Riguardo a questa affermazione, non possiamo essere certissimi che sia vera, incontroveribile, irrelativizzabile? Non basta già questo per defungere il relativismo?
    Io ci andrei coi piedi di piombo ad affermare che una frase del genere sia vera ed incontrovertibile. I logici si sono affannati a lungo sugli enunciati autoreferniali (cosa che "esiste una frase vera" finisce ad essere, seppure non in maniera diretta quanto "questa è una frase vera"). In genere ogni enunciato autoreferenziale penso venga semplicemente ritenuto invalido, illegittimo, non essendo la loro natura diversa dal "questa frase non è vera".

  4. #104
    Mi perdoni?
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da korgul Visualizza Messaggio
    Io ci andrei coi piedi di piombo ad affermare che una frase del genere sia vera ed incontrovertibile. I logici si sono affannati a lungo sugli enunciati autoreferniali (cosa che "esiste una frase vera" finisce ad essere, seppure non in maniera diretta quanto "questa è una frase vera"). In genere ogni enunciato autoreferenziale penso venga semplicemente ritenuto invalido, illegittimo, non essendo la loro natura diversa dal "questa frase non è vera".
    Facciamo un passo indietro: esiste una frase?

    Se si, esiste una frase vera, cioè: esiste una frase.

    Non è solo un gioco dialettico, con il linguaggio mi riferisco ad un ente che esiste davvero, cioè la frase, a prescindere dal linguaggio.

    Per certi versi è come se il linguaggio recitasse ciò che è, lo mettesse in scena.
    Ultima modifica di eq...; 05-06-12 alle 19:32
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  5. #105
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Non ho molto tempo per collegarmi, solo un paio di appunti per quel poco che ho letto di sfuggita:

    @Cocco: non mi riferivo a te, non so perchè Troll ti abbia tirato in ballo, chiaritevi pure.

    Riguardo all'elenchos: il post citato da eq.. si riferisce a mie considerazioni di sfuggita che andrebbero precisate con più cautela, rispetto a quanto io non abbia fatto in quel luogo. Elenchos, propriamente parlando, consiste nella esibità inevadibilità delle strutture costitutive (ossia delle costanti: semantiche, sintattiche, etc.) dell'essere. Costanti semantiche, ossia le condizioni necessarie affinchè si dia una rivelazione ontologica, sono per esempio 'totalità', 'apparire', 'essere', 'non-essere'; costanti sintattiche sono quelle che assicurano la coerenza dell'essere (la sua incontraddittorietà). Questa figura, perciò, non sta al fondamento della sola riflessione razionale: non motiva unicamente il valore dei principi primi della ragione (la loro intrascendibilità), come frettolosamente scrivevo, ma determina anche l'innegabilità di altri principi, che assieme a quei primi concorrono alla costituzione della struttura originaria del sapere. Ed ecco la seconda precisazione: elenchos non coincide con tale struttura, ma piuttosto vi appartiene: proprio perchè i primi principi del sapere sono inevadibili, ossia fondamentali, allora elenchos non può costituirsi come fondamento del fondamento (se con ciò si intende una preminenza logica o cronologica di elenchos rispetto a ciò di cui è fondamento) ma deve appartenere a tale fondamento, visto che quest'ultimo non può essere trasceso. Esso, in altri termini, è il fondamento stesso: e infatti, esso consiste nel far vedere che anche chi vuol negare il valore di un certo principio o di un certo plesso di principi è costretto a far uso di essi, e perciò la fondazione del fondamento non è altro che il fondamento stesso che autoribadisce la propria ineludibilità. Ma in modo diverso rispetto a una petizione di principio: quest'ultima, infatti, afferma il valore del contenuto del proprio asserto senza confrontarsi con la propria negazione, mentre elenchos vi riesce proprio perchè mostra l'intrinseca insostenibilità della negazione dell'asserto in questione.
    Dotta discettazione, ma la chiosa finale sulla confutazione socratica purtroppo non dimostra che l'elenchos supera il limite circolare della logica. L'illusione di una descrizione unificante persiste solo nel linguaggio, un girare in tondo tra il positivo e il negativo che è "sovrastruttura", teste De Saussure.
    "Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins

  6. #106
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da korgul Visualizza Messaggio
    Io ci andrei coi piedi di piombo ad affermare che una frase del genere sia vera ed incontrovertibile. I logici si sono affannati a lungo sugli enunciati autoreferniali (cosa che "esiste una frase vera" finisce ad essere, seppure non in maniera diretta quanto "questa è una frase vera"). In genere ogni enunciato autoreferenziale penso venga semplicemente ritenuto invalido, illegittimo, non essendo la loro natura diversa dal "questa frase non è vera".
    Bene.
    "Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins

  7. #107
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Non è solo un gioco dialettico, con il linguaggio mi riferisco ad un ente che esiste davvero, cioè la frase, a prescindere dal linguaggio.
    L'ente esiste. Ma cosa significa "l'ente esiste"? Vuol dire che faccio riferimento ad un quid percettivo che poi traduco in parole. Il quid percettivo esisterebbe comunque anche se non vi fosse voce a descriverlo. Ma se quest'ultima mancasse, quale convenzione darebbe corpo allo stesso? In breve, se non esiste una comunicazione la percezione è naturalmente relegata al soggetto e di conseguenza l'ente è effimero oggettivamente. Perché l'ente-frase esista oggettivamente necessita una mediazione, ergo non si può sostenere che l'ente esiste in quanto tale.
    "Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins

  8. #108
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da Mario Rossi Visualizza Messaggio
    Dotta discettazione, ma la chiosa finale sulla confutazione socratica purtroppo non dimostra che l'elenchos supera il limite circolare della logica. L'illusione di una descrizione unificante persiste solo nel linguaggio, un girare in tondo tra il positivo e il negativo che è "sovrastruttura", teste De Saussure.
    Non capisco bene cosa tu intenda sostenere.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #109
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da Mario Rossi Visualizza Messaggio
    L'ente esiste. Ma cosa significa "l'ente esiste"? Vuol dire che faccio riferimento ad un quid percettivo che poi traduco in parole. Il quid percettivo esisterebbe comunque anche se non vi fosse voce a descriverlo. Ma se quest'ultima mancasse, quale convenzione darebbe corpo allo stesso? In breve, se non esiste una comunicazione la percezione è naturalmente relegata al soggetto e di conseguenza l'ente è effimero oggettivamente. Perché l'ente-frase esista oggettivamente necessita una mediazione, ergo non si può sostenere che l'ente esiste in quanto tale.
    Ma anche la mediazione è un qualcosa che appare e quindi che esiste e non può esistere a prescindere dal quid percettivo, quindi esiste pure quello, oggettivamente ed ecco che abbiamo una bella serie di mediazioni vere.

    Sempre che io non stia delirando, sia chiaro.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  10. #110
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Immaginate che un essere umano (potete immaginare di essere voi) sia stato sottoposto ad un’operazione da parte di uno scienziato malvagio. Il cervello di quella persona (il vostro cervello) è stato rimosso dal corpo e messo in un’ampolla piena di sostanze chimiche che lo tengono in vita. Le terminazioni nervose sono state connesse ad un computer superscientifico che fa sì che la persona a cui appartiene il cervello abbia l’illusione che tutto sia perfettamente normale. Sembra che ci siano persone, oggetti, il cielo ecc., ma in realtà l’esperienza della persona (la vostra esperienza) è in tutto e per tutto il risultato degli impulsi elettronici che viaggiano dal computer alle terminazioni nervose. Il computer è così abile che se la persona cerca di alzare il braccio la risposta del computer farà sì che "veda" e "senta" il braccio che si alza. Inoltre, variando il programma lo scienziato malvagio può far sì che la vittima "esperisca" (ovvero allucini) qualsiasi situazione o ambiente lo scienziato voglia. Può anche offuscare il ricordo dell’operazione al cervello, in modo che la vittima abbia l’impressione di essere sempre stata in quell’ambiente. [...] Potremmo anche immaginare che tutti gli esseri umani ... siano cervelli in un’ampolla. Naturalmente lo scienziato malvagio dovrebbe trovarsi al di fuori. Dovrebbe? Magari non esiste nessuno scienziato malvagio; magari l’universo ... consiste solo di macchinari automatici che badano a un’ampolla piena di cervelli. Supponiamo che il macchinario automatico sia programmato per dare a tutti noi un’allucinazione collettiva ... Quando sembra a me di star parlando a voi, sembra a voi di star ascoltando le mie parole. Naturalmente le mie parole non giungono per davvero alle vostre orecchie, dato che non avete (vere) orecchie, né io ho una vera bocca e una vera lingua. Invece, quando produco le mie parole quel che succede è che gli impulsi efferenti viaggiano dal mio cervello al computer, che fa sì che io ‘senta’ la mia stessa voce che dice quelle parole e ‘senta’ la lingua muoversi, ecc., e anche che voi ‘udiate’ le mie parole, mi ‘vediate’ parlare, ecc. In questo caso, in un certo senso io e voi siamo davvero in comunicazione. Io non mi inganno sulla vostra esistenza reale, ma solo sull’esistenza del vostro corpo e del mondo esterno, cervelli esclusi.
    "Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins

 

 
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