



Ma quel che è peggio la scienza al massimo constata che alcuni sono biologicamente inclinati a comportarsi in un certo modo, trovandosi falsificata là dove questo non avvenisse - senza poter ingiungere "ecco questa che io vi annuncio è l'unica linea di condotta razionale e veramente umana, in base a suggestivi giochi di parole che ora mi premurerò di propinarvi siete tenuti a credere che esisterebbe un dovere ad assecondarla"
Ultima modifica di Troll; 07-06-12 alle 21:22




Da psicanalizzare c'è soltanto il processo alle intenzioni; il punto è che i fan della filosofia rinfacciano alla scienza di essere muta sul problema di come l'uomo debba vivere, e tutto quello che riesci a opporre è il tentativo (questo sì diventato ossessionante in proporzione a quanto il dente duole) di trovare una fondazione biologica che però al massimo descrive e in ogni caso si scontra sistematicamente con la variabilità dei modi di vita storici (quest'ultima convenientemente invocata quando si tratta di smontare gli schemini deterministici delle presunte superiorità quanto ignorata quando si tratta di cercare un fondo comune insito nel genere umano).
Ultima modifica di Troll; 07-06-12 alle 21:52


Guarda l'origine naturale puramente evolutiva del concetto di giustizia, comunità,... lo conosco bene, visto che mi sono interessato di neuroscienze.
Ma questo non ci dice nulla sul loro significato o sulla loro validità. Ma proprio nulla. E i neuroscienziati stessi lo postulano quando se ne occupano.
Troll, continui ad intervenire a sproposito chiaramente non capendo la discussione. Se sei ignorante dell'argomento della discussione, taci: "un bel tacer non fu mai scritto". Occupati di ciò che ti preme, non rompere le scatole scrivendo cose che peraltro ti rendono ridicolo agli occhi di qualunque lettore con una discreta cultura nella materia in questione.




Il lettore trova già sufficienti motivi di riso nel tentativo disperato di fondare un'etica comunitaria su di una presunta "natura umana" che per ragioni mai chiarite dovrebbe servire da criterio normativo sovraordinato alla storia dei rapporti sociali che la contraddicono (come se le proteste della "coscienza infelice" di questo o quel tizio fossero un argomento)
Ultima modifica di Troll; 07-06-12 alle 22:25




Io resto convinto che la filosofia come scienza abbia esaurito il suo ruolo agli inizi dello scorso secolo e che non a caso sia stata sostituita come strumento d'analisi dell'uomo dalla psicologia, dalle scienze naturali e dalla medicina. Resta uno strumento d'indagine elitario, da tempo libero, laddove per dovere dobbiamo occuparci d'altro.
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


La linguistica è un'altra delle scienze che ha soppiantato la filosofia. Quando De Saussure diceva con ironia che in fondo la comunità dei cattedratici ha il suo dover essere in una ritualità fine a sè stessa, attaccava chiaramente in quella direzione. Ché poi è il fondamento dello strutturalismo o del post-strutturalismo.
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins