
Originariamente Scritto da
Guelfo Nero
Carissimo Tesista,
non scissione ma DISTINZIONE.
Se ci pensi l'episcopato appartiene in parte alla Missio e in parte alla Sessio, al contrario del Papato che appartiene esclusivamente alla Sessio e la sostanzia, vivificandola, mentre Sacerdozio e ordini propedeutici appartengono alla Missio.
[La natura dell'Episcopato è unica nella Chiesa].
E' chiaro che l'elemento dell'Episcopato che appartiene alla Missio è l'Ordine Sacro (che ne è l'essenza costitutiva e produce l'attitudine PROSSIMA della giurisdizione) e la parte dell'episcopato che appartiene alla Sessio è la giurisdizione. Il "papa" materiale non è fonte di giurisdizione per difetto d'autorità ma può DESIGNARE le persone agli incarichi nella misura in cui questo mantiene la permenenza della materialità della gerarchia.
Il soggetto designato ha una giurisdizione in ATTO PRIMO REMOTO (perchè impedito dall'obex dello Scisma capitale che Ratzinger in questo caso gli ha trasmesso) ma ce l'ha: all' "episcopato una cum" dopo il cataclisma del 1965 (che ha tolto la vera giurisdizione attuale) e del 1970 (che ha tolto l'Ordine Sacro) rimane SOLO QUESTO ma non è affatto poco. Il sopracitato Scola, nel caso tornasse la Sede piena, non dovrebbe essere "rinominato" perchè nominato lo è stato già, semmai dovrebbe essere "confermato" o "revocato" in quell'incarico, a seconda della sua obbedienza al Sommo Pontefice.
Devo dire che nella nostra apologetica cattolica integrale (sia verbale che scritta) vedo che i laici hanno molto pudore nel lambire il tema del "materialiter" mentre ovviamente il fatto della mancanza del "formaliter" viene spesso urlato e proclamato senza remore. Quasi che la permanenza del "materialiter" fosse una cosa di cui vergognarsi o pentirsi, quasi che si fosse meno cattolici per il fatto di fare queste naturali distinzioni nell'analisi della crisi dell'autorità.
Secondo me è una remora erronea perchè se si comprende lo spirito della Tesi si capirà che il materialiter per la giurisdizione dei vescovi è solo ciò che abbiamo detto: un accidente contingente eppure importantissimo per mantenere la piena continuità apostolica nella restaurazione delle sedi.
Se infatti i "vescovi" non fossero più NULLA nell'una cum, resterebbero solo i Vescovi fspx e i Vescovi sedevacantisti. Ora, checchè ne dicano dei lefebvriani ciarlieri (e qualche sedevacantista ECCENTRICO), tutti questi vescovi (pur nella pienezza dell'Ordine ricevuto) non sono vescovi che la Chiesa in ordine si sia data, difatti non hanno mai esercitato una giurisdizione nella Chiesa. Sono stati nominati superando la lettera della legge (che prevede la necessità del Mandato romano), sia per la mancanza di un'Autorità IN ATTO, sia per il bene maggiore che andava ottenuto (perpetuazione dell'Ordine Sacro e quindi degli altri sacramenti connessi). La restaurazione della Sessio deve passare anche attraverso qualcuno di questi "vescovi", per quanto ciò possa ripugnare. Nessuno infatti dei nostri Vescovi si può installare nella Sessio da sè solo (pena fare una nuovo Scisma, pretendere di "rifondare la Chiesa" e spingersi a avventure conclavistiche tanto care alla libellistica dei nostri nemici).
In soldoni questa permanenza del materialiter nulla conferisce dal punto di visto pratico agli occupanti cui non va riconosciuta alcuna dignità, alcun titolo, alcuna deferenza (nec dicatur eis AVE), alcun rispetto sin quando non saranno "ritornati" cattolici.
Guelfo Nero
