



Sempre onore ai Camerati Runici![]()


C'è anche il comunicato di presentazione... che utilizza il Cardini!
LA SCELTA: NON ANDREMO AD ITACA, NASCONO GLI ATTIVISTI
In molti, in questi giorni, avranno letto l’appello lanciato da alcuni intellettuali di “destra”, come Veneziani e Buttafuoco, appello a “tornare ad Itaca”.
Appello per un nuovo, direi ennesimo, viaggio, per un’altra traversata.
Stavolta verso Itaca.
In molti hanno risposto positivamente, anche con grande entusiasmo.
Tra i tanti applausi e cori di “armiamoci e partiamo (o partite, come è successo il più delle volte)” c’è stata anche una voce fuori dal coro, quella di Franco Cardini che con estrema serenità e toni pacati ha risposto “A Itaca, o da qualunque parte dell’Ellade veniate, cari camerati, tornateci voi”.
Questa lunga (e a volte pesante) analisi di Cardini ci ha dato molti spunti di riflessione e l’occasione per annunciare una scelta importante per la nostra Comunità militante.
Cominciamo col dire che condividiamo buona parte dello scritto del professore, con alcune ed anche importanti eccezioni di cui ne parleremo.
La prima domanda che ci siamo posti è stata la seguente: “Quale sarebbe l’Itaca di cui parlano i Veneziani ed i Buttafuoco? Il MSI di Michelini ed Almirante? L’An di Fini e dei colonnelli? La destra neo-con made in Usa? O quella delle missioni in Iraq o delle bombe intelligenti in Afghanistan? O delle esportazioni di democrazia? O quella che strizza e strizzava l’occhio alla destra liberal-liberista di stampo anglo-sassone?” Non è una critica, solo un quesito.
Potremmo, facendo i vaghi e facendo finta di nulla, parlare - e lo potremmo fare con ottima cognizione di causa - di tutti gli altri, delle loro scivolate, dei loro compromessi, delle loro furberie, della ventata di megalomania che li ha presi… ma, come Cardini, non lo faremo, sarebbe troppo superficiale e poco onesto!
Parleremo, prima di spiegare del perché “non andremo ad Itaca” e annunciare la NOSTRA SCELTA, dei nostri errori. SENZA SCONTI!
Tenendo bene a mente, come ci ha ricordato sempre Cardini, che nessuno, quindi neanche noi, può riconquistare la verginità perduta.
E con umiltà ed in totale assenza di tracotanza vi diciamo subito che non siamo più vergini! (E purtroppo non c’è ironia!)
Sognavamo di essere guerrieri metropolitani, spesso abbiamo scelto la lotta al compromesso, ci eravamo tenuti ben lontani dal politichese e dal politicume: eravamo belli come il sole… Poi? Poi ci siamo smarriti.
Nonostante alcuni amici e camerati, più saggi e prudenti di noi, più rigorosi sul piano intellettuale, ci avevano invitato a diffidare e a non farci troppe illusioni.
Purtroppo non li abbiamo ascoltati. Avevano ragione loro.
Non ci pentiamo tuttavia di quegli esperimenti, come non ci pentiamo delle scelte tentate… (i pentiti non ci sono simpatici). Ci abbiamo provato!
E ci diamo forza col romanesco “ciò che non strozza ingrassa”, in un italiano più corretto e comprensibile “ciò che non ci uccide rende più forti!”
Ma con altrettanta franchezza dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di affermare:
AVEVAMO TORTO! Le sirene ci avevano incantato.
Non abbiamo nulla da rinnegare, nulla di cui vergognarci (forse di qualcosa sì),
nulla per la quale fingere miserabili amnesie, altrimenti il “mea culpa” sarebbe falso!
Dice bene sempre Cerdini “ci sono tanti modi di perdere la verginità, cari camerati.
Per amore, per passione, per paura, per tornaconto, per leggerezza, per avidità, per ebbrezza o per qualche stato di coscienza alterata, per vanità, per desiderio carnale, per gioco, per curiosità, per illusione, per violenza propria, per violenza altrui”.
Ma l’essenza non cambia: non possiamo più far finta di essere innocenti e casti.
Tornando al pezzo del medievista passiamo alle cose dove non ci siamo trovati.
Forse la sua impostazione cattolicissima, forse la differenza di età e di esperienze o semplicemente perché la vediamo diversamente, le sue conclusioni non le condividiamo. Ci danno un senso di resa!
Come lui anche noi non andremo ad Itaca, non entreremo nella reggia del divino Ulisse e come lui abbiamo il sentore che più di un’Odissea sarà una crociera mediterranea con a bordo altri nani e ballerine (ma non sta a noi sentenziare), ma a differenza del professore, noi vogliamo sì restare a fianco di Ettore e alla pila che ha visto bruciare il suo corpo, ma su quelle pietre piantare le nostre radici!
E far riemergere i Regni sotterranei… E Ripartire!
Perché il mondo continua e continuerà a bruciare!
Il dominio liberista continua a farla franca e continua senza pietà a strangolare popoli e nazioni, la giustizia sociale è diventata un miraggio, la terra dei padri preda per clandestini e speculatori provenienti da ogni angolo del mondo: i primi ci invadono, i secondi ci saccheggiano.
Ora passiamo a NOI!
Nei viaggi non ci crediamo più. Ne abbiamo fatti fin troppi!
Da Base Autonoma alla Fiamma, da Casa Italia a Il Popolo di Roma e come è successo a decine di generazioni che ci hanno preceduto, da Michelini ad Almirante, da Fini ai colonnelli, abbiamo preso sempre e solo cantonate. Oppure non siamo stati all’altezza. Non vogliamo esimerci dalle nostre responsabilità. Assolutamente!
Ma come vogliamo essere severissimi con noi stessi, allo stesso tempo, con la stessa rigidità, non vogliamo più essere complici di chi sta bruciando la nostra terra e la sta svendendo ad una “banda di usurai” insaziabili.
Ecco perché stavolta non partiremo: faremo tabula rasa!
Però, a differenza di Cardini, avendo una visione più classica e romana della vita, della morte, del mondo e del destino, crediamo che la perdita di verginità possa portare anche maturità e trasformare un adolescente in un uomo ed una ragazza in una madre!
A differenza del professore crediamo che non tutto ciò che dorme sia morto, la storia ce lo insegna. Sappiamo benissimo che ora sono le tenebre a vincere, che tutto sembra buio, ma altrettanto bene sappiamo che sì “con l’arrivo della sera lentamente il sole muore, ma rinasce ogni mattina liberando il suo calore!
E noi vogliamo ancora inseguire un’emozione, lasciarsi portare via, abbracciare titanismi di altri tempi che si tingono di poesia. E quella rabbia troppo al lungo soffocata, col sorriso scaglierà fin sopra il cielo il nostro animo impazzito!”
RICOMINCEREMO DA ZERO! Una volta per tutte. UNENDO CIO’ CHE E’ DIVISO!
Riunendo TUTTI quelli che vogliono mettere le radici profonde sui sassi aridi della nostra Troade, non andando a cercare gruppi o movimenti, con i nostri “colleghi” basterebbe tornare al rispetto reciproco, ma andando a ri-attivare quei tantissimi camerati isolati, sparsi, disorientati, senza più una casa, che non attendo altro per rimettersi in gioco! Senza sterili ed inutili concorrenze.
Rigettando polemiche e veleni, rifiutando logiche tribali e vizi di superbia.
Non servono idee nuove, quelle ce le hanno tramandate e sono sempre attualissime, servono uomini nuovi.
Capaci di ricercare, trovare e far riemergere quei regni sotterranei…
(Scusate se mi ripeto, ma questa sarà un’altra storia!)
E’ giunto il momento di fermarci. Piantare bene le radici, avere tanta pazienza ed tornare a costruire, passo dopo passo. Passi pesanti, passi pesanti e lenti, ma inesorabili.
Giustamente qualcuno potrebbe accusarci e dirci: “e vi svegliate ora?”
Si, ci svegliamo ora ed oggi dal sogno incantato. E non cerchiamo giustificazioni.
E per noi sarà sempre un monito quella stupenda canzone della Compagnia che dice: “(…) Cambian le facce signori, gira la ruota del tempo, ma la mia vecchia canzone si alza ancora nel vento. Stiamo buttando alle ortiche per inseguire il potere la nostra Fede più antica e le ragioni più vere (…) C’hanno detto "Ragazzi qualcuno si era sbagliato adesso tutto cambia, viva il libero mercato". Ma c'è qualcosa che stona in questo ragionamento, qualcosa che non perdona, qualcosa che resta nel vento. Saranno le voci di molti, che c’hanno già lasciato e non mi pare che siano morti gridando Viva il libero mercato! (...)”
Canzone che ci farà sempre ricordare le nostre cadute!
Così come sappiamo benissimo di essere sembrati o di essere stati schizzofrenici, incostanti, incoerenti, ma nonostante tutto NOI SIAMO ANCORA QUA!
Molti se ne sono andati. Chi sbattendo la porta, moltissimi altri alla chetichella e a testa bassa. Altri, al rischio di sbagliare, hanno preferito non giocare la partita!
A noi sembra troppo facile dire “non me la sento più”, “troppi tradimenti!”, “è tutto finito”, “quello ha sbagliato con me”, “Tizio non è bravo”, “Caio mi ha deluso”, “Abbiamo sbagliato tutto!”, “Un’altra cantonata!”… Un lamentio continuo.
Come se, chi è rimasto non abbia mai preso o dato cantonate.
E spesso fa più male sbagliare che subire lo sbaglio!
Insomma come cantano gli Junker: “Cala il sipario, si spengono le luci, quando si fa notte si abbassano le voci! Qualcuno si è smarrito, qualcuno ha rinunciato il senso della vita forse dimenticato!”
Per anni abbiamo avuto l’illusione di essere migliore degli altri, perché in un mondo di vili e di corrotti noi eravamo in piedi tra le rovine!
Ma alla prova del nove abbiamo fallito.
Nonostante tutto ciò che accadeva e sarebbe accaduto un innominabile Maestro ce lo aveva scritto nel suo “Rivolta contro il mondo moderno”.
Siamo passati da “quelli che volevano cambiare (o distruggere) il mondo” moderno, a quelli che si sono fatti cambiare e distruggere dal mondo moderno!
Caro Maestro Evola quante scuse ti dobbiamo…
Il potere logora? Troppo facile attribuire tutto al potere.
Abbiamo esempi di Eroi che hanno guidato nazioni e popoli…
Quindi logori eravamo noi e lo eravamo dentro!
Ci siamo camuffati e allacciati le camice fino ai polsi per nascondere i segni della nostra vita, piano piano abbiamo perduto il nostro rigore e sì, ci siamo sdoganati, ma dai nostri miti e dai nostri sogni: prima Fiuggi, poi, peggio ancora, la disgregazione della solidarietà interna, perduta in nome di non si sa che cosa!
Sempre parafrasando gli Junker: “Poi all'improvviso tutto si confonde, la gente si disperde nel manto delle ombre. Sul nuovo palcoscenico sfilano in tanti, filosofi inventati che sorridono ai mercanti. E nell'agitazione, la paura dell’ignoto come un grido disperato che precipita nel vuoto. Tra gli sguardi e l’ironia che nascondono sgomento, ricercare uno spiraglio per salvare un sentimento!”
Per tutto questo non saliamo su quella nave, perché troppe volte cavalcare le onde è significato esserne travolti. Ora è il momento di tutt’altro.
Non servono né navigazioni né ricerche, ognuno di noi sa benissimo dove risiede la verità. Oggi è solo il momento della SCELTA.
Ed ecco la nostra: Noi scegliamo di azzerarci, di annullarci per ripartire immediatamente. Ma stavolta partendo dalle fondamenta, non dal tetto!
Con la runa Kanu, runa della Fiaccola, che c’illumina nella notte, che ci indica la nuova e giusta direzione. E con un martello per difenderci, da tutto e tutti e soprattutto per costruire!
Scegliendo un marchio di fabbrica che non perderà mai significato!
Perché è quello che eravamo e quello che vogliamo tornare ad essere:
ATTIVISTI!
Ma non solo nel termine di militanti, ma di coloro che vogliono riattivare una macchina spenta per troppo tempo. Riattivare forze, speranze, energie, solarità, goliardia, gioia e lotte! Non è un caso che tutto questo stia avvenendo in questi giorni.
Il 21 è la Festa del Sole e quel Sole deve tornare a baciare la fronte degli ATTIVISTI!
Chiudiamo rifacendoci (e modificando) ad un vecchio volantino di Avanguardia:
“NON VOGLIAMO CHE I NOSTRI GIORNI SI SOMIGLINO TUTTI,
SCANDITI SOLTANTO DA UNA NOIA CHE NEMMENO GIUNGE A FERIRCI!
CHE GLI ANNI SI SOMIGLIANO AGLI ANNI!
CHE INVECCHIANDO TRASMETTIAMO IL NOSTRO UMORE ACIDO
ALLE NOSTRE DONNE ED AI FIGLI.
NON VOGLIAMO SCOMPARIRE DAL MONDO SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA.
ANZI, VOGLIO RIDERE SULLE TOMBE DEGLI IMBECILLI.
E GIURARE SULLE LORO TOMBE DI NON FINIRE COME LORO,
DI NON ABBANDONARE MAI I SOGNI CHE CI FANNO GIOVANI,
NE’ GLI IDEALI CHE CI FANNO LIBERI,
IN RICCHEZZA E IN POVERTA’ FINCHE’ MORTE NON SOPRAGGIUNGA”.
Gli ATTIVISTI


Mon Dieu! Un'altra mostruosa quantità di cazzate...
Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 17-06-12 alle 15:02
La bella avventura


Ma concretamente? Questi che dicono? "Abbiamo cambiato etichetta tante volte, siamo andati di potente in potente ma non vogliamo tornare a Itaca perché Itaca probabilmente non sarà come l'Atlantide per cui lottiamo e quindi meglio soli che accompagnati"?
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


I passaggi più belli sono:
Da Base Autonoma alla Fiamma, da Casa Italia a Il Popolo di Roma e come è successo a decine di generazioni che ci hanno preceduto, da Michelini ad Almirante, da Fini ai colonnelli, abbiamo preso sempre e solo cantonate.
Sognavamo di essere guerrieri metropolitani, spesso abbiamo scelto la lotta al compromesso, ci eravamo tenuti ben lontani dal politichese e dal politicume: eravamo belli come il sole… Poi? Poi ci siamo smarriti.
Giustamente qualcuno potrebbe accusarci e dirci: “e vi svegliate ora?”
Si, ci svegliamo ora ed oggi dal sogno incantato.


Comunque tendo a credere che sia uscito dalla Destra..
E GLADIUS a chi lo prendeva per il culo dicendo che presto sarebbe uscito.. il 15-3 rispondeva così:
"Intanto, mentre le seghe mentali trionfano: ecco l'altro ieri la prima azione congiunta in occasione della visita della Merkel."
repapelle:
Ultima modifica di Leone; 17-06-12 alle 15:23






Che pena... adesso manca solo Jonghi Lavarini, ma il caro barone sono sicuro che non ci deluderà :-)
Bazooka!!!