
Originariamente Scritto da
Ringhio
Mario Monti non si è presentato con tutte le carte in ordine all’incontro con il presidente francese Francois Hollande.
A fine aprile, dopo sei mesi della sua cura all’economia italiana all’insegna dell’austerità, il debito pubblico ha toccato i 1948,58 miliardi di euro, con un aumento di 50,7 miliardi su dicembre 2012.
Il rapporto della Banca d’Italia è stato prevedibilmente negativo, sottolineando la bassa crescita economica, il poco credito concesso dalle banche alle imprese con una crisi delle esportazioni che penalizza anche quelle che avrebbero tutte le potenzialità di affermarsi sui mercati internazionali. Per non parlare poi della disoccupazione che sta raggiungendo i livelli più elevati tipici dell’Unione Europea a causa del venire meno del sistema di sicurezza sociale che provvedeva a tenerla nascosta.
L’incontro di Palazzo Chigi è servito all’ex consulente di Goldman Sachs per gettare le premesse della nascita di un direttorio anglo-franco-italiano che dovrebbe fare pressioni sulla Merkel per spingerla a fare di più per la crescita e ad attenuare la rigidità dimostrata sul controllo del debito pubblico. Ma è difficile pensare che la Merkel possa essere indotta a più miti consigli considerato che la Spagna, nonostante il prestito europeo di 100 miliardi per ricapitalizzare le banche è tornata sotto il tiro della speculazione. L’agenzia Usa di rating, Moody’s, prevedendo che esso aumenterà ulteriormente il peso del debito pubblico e accentuerà la debolezza dell'economia nazionale, ha abbassato due giorni fa il giudizio sull’affidabilità dei titoli pubblici spagnoli decennali, i Bonos, e subito le banche anglo-americane sono tornate all’attacco facendone calare il valore di mercato e portando i rendimenti al 7% contro il 6,75% di mercoledì, accentuando in tal modo il differenziale (spread) con i Bund tedeschi a 550 punti contro i 526 di due giorni fa.
Il segnale che Wall Street e la City londinese hanno voluto dare è che nei mercati anglofoni non c’è alcuna intenzione di lasciare tranquilla l’area dell’euro anche perché si pensa che la Spagna non ce la farà a risollevarsi. E che la Grecia, che andrà al voto domenica, con il nuovo governo non riuscirà a garantirsi la permanenza nel sistema dell’euro.
Proprio ieri la Merkel è stata prodiga di lodi per quella che ha definito “la coraggiosa politica anti-crisi” seguita dal governo del popolare Mariano Rajoy, “dopo anni di irresponsabilità”, quella dei socialisti di Zapatero, responsabile della bolla immobiliare che ha affossato l’economia spagnola. Un Rajoy, ha assicurato che potrà contare sulla solidarietà dell'Europa. E della Germania.
Esplode il debito pubblico | Economia | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale