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Discussione: Perché vivere?

  1. #41
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Per Parmenide l’Essere è:

    a) ingenerato;

    b) imperituro;

    c) intero e unico (indivisibile);

    d) immobile;

    e) compiuto, finito, perfetto.

    Voi credete di avere tali caratteristiche?
    E' autoevidente che non possediamo tali caratteristiche...Il sistema assiomatico "Parmenideano"non regge in quanto (appunto) ptivo di autoevidenza...

  2. #42
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    Lightbulb Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    Piacerebbe sapere anche a me in che cosa ci si trasforma dopo la morte... Ma non lo so purtroppo. Posso solo immaginarlo ad un livello astratto ed ipotetico... Ad ogni modo, non sappiamo se in questo processo di trasformazione si migliora o si peggiora...
    A questo punto c'è davvero da invidiare i fortunati.

    Infatti chi gl'è andata male senza rimedio ha solo due scelte: o restare nel fango dove sta o varcare la soglia senza però sapere cosa troverà dall'altra parte.

    Nel primo caso è perdita certa, nel secondo una perdita incerta ma forse peggiore.:mmm:
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  3. #43
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    Si puo' pensare alla morte come una parte integrante della trasformazione dell'essere...
    trasformazione significa che un terminus ad quo diviene ad quem, cioè che banalmente un principiale diviene risultante. se l'essere è questo principiale di certo non puoi venirmi a dire che il risultato è l'essere medesimo, altrimenti, molto banalmente, non vi sarebbe alcuna trasformazione.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  4. #44
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    trasformazione significa che un terminus ad quo diviene ad quem, cioè che banalmente un principiale diviene risultante. se l'essere è questo principiale di certo non puoi venirmi a dire che il risultato è l'essere medesimo, altrimenti, molto banalmente, non vi sarebbe alcuna trasformazione.
    L'essere principale trascende le nostre capacità conoscitive, ragion per cui ai nostri occhi il principale coincide con il risultante. D'altra parte come dicevo ad un altro utente il sistema assiomatico di Parmenide è privo di autoevidenza in quanto ai nostri occhi l'essere:

    - Si genera
    - Si muove
    - Muore
    - E' imperfetto

  5. #45
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Kremator Visualizza Messaggio
    A questo punto c'è davvero da invidiare i fortunati.

    Infatti chi gl'è andata male senza rimedio ha solo due scelte: o restare nel fango dove sta o varcare la soglia senza però sapere cosa troverà dall'altra parte.

    Nel primo caso è perdita certa, nel secondo una perdita incerta ma forse peggiore.:mmm:
    In casi estremi penso sia meglio rischiare piuttosto che essere certi di soffrire...

  6. #46
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    L'essere principale trascende le nostre capacità conoscitive, ragion per cui ai nostri occhi il principale coincide con il risultante.
    Puoi spiegarti in modo comprensibile?

    D'altra parte come dicevo ad un altro utente il sistema assiomatico di Parmenide è privo di autoevidenza in quanto ai nostri occhi l'essere:

    - Si genera
    - Si muove
    - Muore
    - E' imperfetto
    Non mi riferisco all'Essere "vuoto" e formale di Parmenide, ma alla molteplicità semantica che appare.
    Parmenide ha il merito di portare alla luce la legge oppositiva ma non semantizza adeguatamente l'essere, proprio perchè la negazione delle differenze deve ammetterle implicitamente per realizzarsi, operazione alla quale provvede Platone
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  7. #47
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Puoi spiegarti in modo comprensibile?
    L'essere principale, cioè l'assoluto, è qualcosa che è al di là delle nostre capacità conoscitive... Per cui dobbiamo affidarci a considerazioni sul mondo immanente, senza impazzire e perderci in considerazioni su qualcosa che è oltre il nostro potere conoscitivo... Proprio perchè trascende... Cioè è al di sopra e al di là..

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Non mi riferisco all'Essere "vuoto" e formale di Parmenide, ma alla molteplicità semantica che appare.
    Parmenide ha il merito di portare alla luce la legge oppositiva ma non semantizza adeguatamente l'essere, proprio perchè la negazione delle differenze deve ammetterle implicitamente per realizzarsi, operazione alla quale provvede Platone
    Ma Platone pone sempre lo stesso problema di sfociare da argomenti prettamente ontologici ad argomenti religiosi e spirituali... Si pone sempre il problema di voler definire l'assoluto...

  8. #48
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    L'essere principale, cioè l'assoluto, è qualcosa che è al di là delle nostre capacità conoscitive... Per cui dobbiamo affidarci a considerazioni sul mondo immanente, senza impazzire e perderci in considerazioni su qualcosa che è oltre il nostro potere conoscitivo... Proprio perchè trascende... Cioè è al di sopra e al di là..



    Ma Platone pone sempre lo stesso problema di sfociare da argomenti prettamente ontologici ad argomenti religiosi e spirituali... Si pone sempre il problema di voler definire l'assoluto...
    Francamente non capisco dove tu voglia andare a parare. D'altra parte che si dia una dimensione assoluta oltre quella finita è contraddittorio, dal momento che risulterebbe limitata da quella finita e dunque non potrebbe essere infinita. Quando parlavo dell'essere parlavo appunto dell'essere che è immediatamente presente, che è appunto un plesso semantico articolato (una molteplicità di enti che sono). E quando dico che è contraddittorio pensare ad una trasformazione immanente intendo dire che è contraddittorio che gli enti divengano altro da sé, proprio perchè divenendo altro diventano nulla (e mi rifiuto di credere che non si riesca a capirne il motivo, nel 2009, con 2500 anni di ontologia alle spalle).
    Quando un principiale diviene risultante il principiale E' il risultante, non è che prima ci sia semplicemente il principiale e in un secondo momento semplicemente il risultante, altrimenti il risultante non sarebbe risultante (non risulterebbe da un processo diveniente, per definizione). Ma dicendo che l'uno diviene l'altro si sta dicendo che l'uno E' l'altro, non che si da semplicemente il secondo, ma che si da il primo come secondo (dove il secondo non è solo l'ente risultante, ma anche il nulla assoluto in cui il principiale si porta).
    Il divenir altro, in qualsiasi modo lo si voglia intendere, è l'assurdo, perchè è identificazione dei non identici, cioè diversificazione dell'identico.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #49
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Francamente non capisco dove tu voglia andare a parare. D'altra parte che si dia una dimensione assoluta oltre quella finita è contraddittorio, dal momento che risulterebbe limitata da quella finita e dunque non potrebbe essere infinita. Quando parlavo dell'essere parlavo appunto dell'essere che è immediatamente presente, che è appunto un plesso semantico articolato (una molteplicità di enti che sono). E quando dico che è contraddittorio pensare ad una trasformazione immanente intendo dire che è contraddittorio che gli enti divengano altro da sé, proprio perchè divenendo altro diventano nulla (e mi rifiuto di credere che non si riesca a capirne il motivo, nel 2009, con 2500 anni di ontologia alle spalle).
    Quando un principiale diviene risultante il principiale E' il risultante, non è che prima ci sia semplicemente il principiale e in un secondo momento semplicemente il risultante, altrimenti il risultante non sarebbe risultante (non risulterebbe da un processo diveniente, per definizione). Ma dicendo che l'uno diviene l'altro si sta dicendo che l'uno E' l'altro, non che si da semplicemente il secondo, ma che si da il primo come secondo (dove il secondo non è solo l'ente risultante, ma anche il nulla assoluto in cui il principiale si porta).
    Il divenir altro, in qualsiasi modo lo si voglia intendere, è l'assurdo, perchè è identificazione dei non identici, cioè diversificazione dell'identico.
    Ho perso il filo del discorso circa la dimensione assoluta, non mi ricordo dove volessi andare a parare quindi passo subito al secondo punto...

    Il problema ontologico del divenire altro è senza dubbio assurdo, ma l'eterno ritorno mi sembra sia in grado di motivarlo in maniera abbastanza credibile, perchè effettivamente quel qualcosa che esiste nel nostro universo tende a ripetersi in maniera ciclica... E il divenire altro potrebbe essere il ciclo che si ripete.....

  10. #50
    Mi perdoni?
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    D'altra parte che si dia una dimensione assoluta oltre quella finita è contraddittorio, dal momento che risulterebbe limitata da quella finita e dunque non potrebbe essere infinita.
    Se penso dal punto di vista geometrico a sta cosa che dici, me pare na strunzata, ma ci sarà sicuramente qualcosa che mi sfugge. :giagia:
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

 

 
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