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Discussione: Perché vivere?

  1. #101
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    I numeri sono indefiniti perchè si originano dal finito..il numero appunto..e vengono limitati dall'essere numero e non qualche altra cosa..
    e proprio con i numeri si capisce la differenza tra Essere e Non Essere..
    I numeri sono indefiniti..quindi innumerabili..sono la possibilità numerica..che prende vita solo se l'affermo..cioè la conto..
    ma i numeri non contati rimangono in modo indistinto e informale nella possibilità numerica..e non esistono come numeri distinti finché non gli conto..sono cioè nel Non Essere..ed io li traggo alla vita col mio pensarli..
    L'Infinito invece a differenza dell'indefinito è solo metafisico..e noi che siamo nel mondo fisico lo possiamo logicamente teorizzare col pensiero o intuire identificandoci nel Sè..e costituisce ciò un percorso iniziatico che con la mente discorsiva e formale non ha nulla da spartire..
    Ma il risultato dell'ipotetico calcolo, sebbene indefinito fino alla sua affermazione, è già. Diversamente non si spiega come mai l'affermazione del risultato, se corretta, sarà sempre uguale a sè stessa in ogni mondo e in ogni tempo... In altre parole io parlerei di sconosciuto più che indefinito... Per fare un esempio banale, possiamo dire che il risultato del calcolo di un addizione è sconosciuto fin quando non viene affermato, ma io, a prescindere da cio', posso tranquillamente sostenere che il risultato sarà sempre se stesso e sempre definito indipendetemente dal fatto che lo si affermi...

  2. #102
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Il bicchiere non diviene la bottiglia..ma l'argilla scompare come bicchiere e riappare come bottiglia...spogliandosi di certe qualificazioni e rivestendosi di altre..
    E' difficile capirlo..?
    Il bicchiere non si trasforma perchè nulla si trasforma..ma perde all'esistenza certe qualità che vengono sostituite da altre che prima inesistenti diventano esistenti..
    Quindi non c'è nessuna identificazione tra positivo e negativo..tra potenziale e non potenziale..
    c'è semplicemente passaggio tra diverse condizioni di Esistenza....anche se il termine è improprio ma è l'unico che abbiamo nella nostra condizione mondana..
    Mi limito a questo spezzone, che tanto non cambia nulla a risponderti al resto.
    L'argilla del bicchiere non può essere assolutamente l'argilla della bottiglia, questo mi pare sia (ti sia) difficile da capire: se ammetti che lo sia sei costretto a dire (come fai) che la sintesi (che appare) tra argilla e bicchiere diventa la sintesi tra argilla e bottiglia, cioè come scrivi tu stesso che Ay diventi Ax.
    La relazione tra A e y e tra A e x è un essente, cioè un positivo significare (cioè l'identità stessa di materia e forma): dicendo che l'una diviene l'altra dici tre contraddizioni in un colpo solo: da un lato la sintesi Ay diviene (e dunque E') la sintesi Ax (visto che la prima si sciolglie mandando il bicchiere nel non-essere e dal non-essere proviene la bottiglia), dall'altro la sintesi Ax va nel nulla assoluto (ci va perchè non ne è più assolutamente niente di essa, dal momento che solo il bicchiere va nel non essere mentre l'argilla, secondo te, permane) e infine è la sintesi Ay a uscire dal nulla assoluto (perchè prima l'argilla era comunque presente ma isolata dalla bottiglia che se ne stava nel non essere).

    Rettificando abbiamo allora che Ay diventa Ax..dove A è l'argilla o l'Esistenza che rimane uguale..e y è il bicchiere e x la bottiglia nella loro forma....
    allora y scompare riassorbito dal Non Essere e appare x..che non è y trasformato ma altra cosa che prima non esistente diventa esitente..
    Quindi non violiamo assolutamente nulla..perchè y esistente e y non esistente non sono la medesima cosa ma cose diverse in quanto l'Esistenza è presente nell'uno e assente nell'altro..
    Anche ammettendo che ogni componente di forma e materia rimangano, come ho già scritto devi pur ammettere che la loro relazione (il positivo significare della relazione, cioè la loro identità: materia = esser assieme alla forma) venga meno, ma questa volta non puoi dire che vada nel non-essere (nel non-essere va solo la forma, se andasse pure la relazione, cioè l'identità con l'altro, l'uguaglianza, allora si porterebbe dietro pure l'argilla, ma allora mi daresti ragione perchè significherebbe dire che l'ente si conserva totalmente).
    Oltretutto, voglio farti notare, stai scrivendo precisamente che Ay diviene Ax, lo scrivi tu stesso! cioè la relazione di A con x diviene (e dunque E') la relazione di A con y, e dunque una relazione (chiamiamola S) diventa e si uguagli ad una diversa relazione (chiamiamola F): S=F, cioè uguaglianza di positivo e negativo.

    Concludendo mi sembra che l'errore sia non ammettere il Non Essere..come il luogo dove gli enti sono privi dell'Esistenza..e ciò impedisce
    quel passaggio tra Essere e Non Essere che è il fondamento del divenire..
    e ciò genera l'errore di pensare che un ente non possa mutare..in quanto sarebbe contradditorio..visto che non passando al piano del Non Essere rimame con tutte le sue qualità compresa l'Esistenza..
    Se chiamiamo apparire e non-apparire la dimensione dell'esistenza e del non-essere si fa prima, e forse ci si capisce meglio: nessuno dice che l'ente non si porti nel non apparire, per definizione l'ente scompare, lo attesta l'esperienza, ma questo è altro dal dire che l'ente debba divenire: l'esperienza attesta l'apparire e lo scomparire dell'ente, non la sua trasformazione.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  3. #103
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    Ma il risultato dell'ipotetico calcolo, sebbene indefinito fino alla sua affermazione, è già. Diversamente non si spiega come mai l'affermazione del risultato, se corretta, sarà sempre uguale a sè stessa in ogni mondo e in ogni tempo... In altre parole io parlerei di sconosciuto più che indefinito... Per fare un esempio banale, possiamo dire che il risultato del calcolo di un addizione è sconosciuto fin quando non viene affermato, ma io, a prescindere da cio', posso tranquillamente sostenere che il risultato sarà sempre se stesso e sempre definito indipendetemente dal fatto che lo si affermi...

    Il 6 è prodotto da operazioni innumerabili..che esistono solo se le affermo..
    e in questo caso possono dirse indefinite..
    Il 6 cioè può essere prodotto da indefiniti calcoli..e finchè non li affermo o svelo non sono esistenti anche se il prodotto finale che sarebbe il 6 è esistente..e ciò è una ragione in più per comprendere come un numero nasce dalle indefinite possibilità dell'indefinito..ed è esso stesso possibilità...ed esiste solo nominandolo..che altrimenti rimane possibilità che non si è manifestata..
    Il numero equivalente a contare i secondi che ci separano dalla galassia più lontana..sicuramente non sarà mai stato nominato..eppure non è un nulla..è una possibilità che riposa nel Non Essere...finché qualcuno non lo conta..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #104
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Il 6 è prodotto da operazioni innumerabili..che esistono solo se le affermo..
    e in questo caso possono dirse indefinite..
    Il 6 cioè può essere prodotto da indefiniti calcoli..e finchè non li affermo o svelo non sono esistenti anche se il prodotto finale che sarebbe il 6 è esistente..e ciò è una ragione in più per comprendere come un numero nasce dalle indefinite possibilità dell'indefinito..ed è esso stesso possibilità...ed esiste solo nominandolo..che altrimenti rimane possibilità che non si è manifestata..
    Il numero equivalente a contare i secondi che ci separano dalla galassia più lontana..sicuramente non sarà mai stato nominato..eppure non è un nulla..è una possibilità che riposa nel Non Essere...finché qualcuno non lo conta..
    Checchè se ne dica, è sempre vero che il calcolo con cui sei arrivato al prodotto finale, come il prodotto finale stesso, è definito. Cioè, come per la funzione, quando effetui l'operazione (addizione semplice per semplificare il discorso) nei due insiemi numerici hai sicuramente estrapolato uno e uno solo dei numeri possibili. Mi sembra evidente che non posso sapere quale finchè tu non lo affermi, (cioè banalmente non posso sapere se è 5+1; 4+2; 3+3 ) ma cio' non rende falso quanto sopra detto....

  5. #105
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Mi limito a questo spezzone, che tanto non cambia nulla a risponderti al resto.
    L'argilla del bicchiere non può essere assolutamente l'argilla della bottiglia, questo mi pare sia (ti sia) difficile da capire: se ammetti che lo sia sei costretto a dire (come fai) che la sintesi (che appare) tra argilla e bicchiere diventa la sintesi tra argilla e bottiglia, cioè come scrivi tu stesso che Ay diventi Ax.
    La relazione tra A e y e tra A e x è un essente, cioè un positivo significare (cioè l'identità stessa di materia e forma): dicendo che l'una diviene l'altra dici tre contraddizioni in un colpo solo: da un lato la sintesi Ay diviene (e dunque E') la sintesi Ax (visto che la prima si sciolglie mandando il bicchiere nel non-essere e dal non-essere proviene la bottiglia), dall'altro la sintesi Ax va nel nulla assoluto (ci va perchè non ne è più assolutamente niente di essa, dal momento che solo il bicchiere va nel non essere mentre l'argilla, secondo te, permane) e infine è la sintesi Ay a uscire dal nulla assoluto (perchè prima l'argilla era comunque presente ma isolata dalla bottiglia che se ne stava nel non essere).



    Anche ammettendo che ogni componente di forma e materia rimangano, come ho già scritto devi pur ammettere che la loro relazione (il positivo significare della relazione, cioè la loro identità: materia = esser assieme alla forma) venga meno, ma questa volta non puoi dire che vada nel non-essere (nel non-essere va solo la forma, se andasse pure la relazione, cioè l'identità con l'altro, l'uguaglianza, allora si porterebbe dietro pure l'argilla, ma allora mi daresti ragione perchè significherebbe dire che l'ente si conserva totalmente).
    Oltretutto, voglio farti notare, stai scrivendo precisamente che Ay diviene Ax, lo scrivi tu stesso! cioè la relazione di A con x diviene (e dunque E') la relazione di A con y, e dunque una relazione (chiamiamola S) diventa e si uguagli ad una diversa relazione (chiamiamola F): S=F, cioè uguaglianza di positivo e negativo.



    Se chiamiamo apparire e non-apparire la dimensione dell'esistenza e del non-essere si fa prima, e forse ci si capisce meglio: nessuno dice che l'ente non si porti nel non apparire, per definizione l'ente scompare, lo attesta l'esperienza, ma questo è altro dal dire che l'ente debba divenire: l'esperienza attesta l'apparire e lo scomparire dell'ente, non la sua trasformazione.
    Mi sembra che il discorso si stia come al solito ingarbugliando..introducendo il concetto di relazione tra argilla e bicchiere..oltre a quello di argilla e bicchiere..
    Ciò può essere legittimo per gli esseri umani..dove l'anima media la relazione tra corpo e Spirito..che detto all'orientale il jivatman è la relazione tra il jiva e l'Atman..tra l'individualità e la sua modificazione relazionandosi all'Atman o al Principio Trascendente..
    Mi sembra eccessivo dire che l'argilla e il bicchiere non siano qualcosa di diverso che non una semplice disposizione dell'argilla nello spazio..
    disposizione che può essere usata per bere o per conservare liquidi ma che rimane solo una diversa collocazione nello spazio dell'argilla..
    Allora è possibile che l'argilla si possa plasmare..e che occupi posizioni diverse a prescindere poi di come chiamiamo certi equilibri spaziali..?
    Il discorso è simile ai movimenti che possiamo compiere e che compiamo effettivamente..
    In questo momento potrei fare indefiniti movimenti come potrei plasmare l'argilla in forme indefinite..
    E se viene detto che la Volontà Divina da origine al mondo..e l'uomo è fatto a somiglianza di Dio..Ishwara nell'Induismo..
    niente impedisce che l'uomo crei i suoi gesti o che crei le posizioni dell'argilla nello spazio..
    e la creazione è venire ad essere ciò che prima non era..ovverosia dare vita a posizioni che da possibilità virtuali diventano reali subordinate alla nostra volontà..
    e questo passaggio dal virtuale al reale o dal Non Essere all'Essere..è ciò che viene chiamato il divenire..
    Non è quindi un problema di enti..ma di posizioni nello spazio..perchè l'ente è una forma che viene individualizzata a causa della nostra comprensione sottoposta alle leggi della condizione formale
    L'argilla quindi riamane sempre la stessa..non si modifica se modifico la sua figura..come non si modifica l'acqua nel bicchiere o in tazza..

    Se poi vogliamo chiamare il Non Essere lo scomparire o il luogo dove le cose scompaiono..non è che le cose cambiano se chiamiamo la zuppa il pan bagnato..
    Basta che poi si accettino certe conseguenze e non attribuire le leggi dell'Essere in luoghi dove l'Essere non ha autorità..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  6. #106
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    Checchè se ne dica, è sempre vero che il calcolo con cui sei arrivato al prodotto finale, come il prodotto finale stesso, è definito. Cioè, come per la funzione, quando effetui l'operazione (addizione semplice per semplificare il discorso) nei due insiemi numerici hai sicuramente estrapolato uno e uno solo dei numeri possibili. Mi sembra evidente che non posso sapere quale finchè tu non lo affermi, (cioè banalmente non posso sapere se è 5+1; 4+2; 3+3 ) ma cio' non rende falso quanto sopra detto....
    Si ma mi sfugge il problema..
    Spesso in filosofia si parla senza sapere bene a cosa si risponde..e si procede fraintendendo le parole dell'altro fino a muoversi in un labirinto inestricabile..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #107
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Mi sembra che il discorso si stia come al solito ingarbugliando..introducendo il concetto di relazione tra argilla e bicchiere..oltre a quello di argilla e bicchiere..
    Ciò può essere legittimo per gli esseri umani..dove l'anima media la relazione tra corpo e Spirito..che detto all'orientale il jivatman è la relazione tra il jiva e l'Atman..tra l'individualità e la sua modificazione relazionandosi all'Atman o al Principio Trascendente..
    Mi sembra eccessivo dire che l'argilla e il bicchiere non siano qualcosa di diverso che non una semplice disposizione dell'argilla nello spazio..
    disposizione che può essere usata per bere o per conservare liquidi ma che rimane solo una diversa collocazione nello spazio dell'argilla..
    Allora è possibile che l'argilla si possa plasmare..e che occupi posizioni diverse a prescindere poi di come chiamiamo certi equilibri spaziali..?
    Il discorso è simile ai movimenti che possiamo compiere e che compiamo effettivamente..
    In questo momento potrei fare indefiniti movimenti come potrei plasmare l'argilla in forme indefinite..
    E se viene detto che la Volontà Divina da origine al mondo..e l'uomo è fatto a somiglianza di Dio..Ishwara nell'Induismo..
    niente impedisce che l'uomo crei i suoi gesti o che crei le posizioni dell'argilla nello spazio..
    e la creazione è venire ad essere ciò che prima non era..ovverosia dare vita a posizioni che da possibilità virtuali diventano reali subordinate alla nostra volontà..
    e questo passaggio dal virtuale al reale o dal Non Essere all'Essere..è ciò che viene chiamato il divenire..
    Non è quindi un problema di enti..ma di posizioni nello spazio..perchè l'ente è una forma che viene individualizzata a causa della nostra comprensione sottoposta alle leggi della condizione formale
    L'argilla quindi riamane sempre la stessa..non si modifica se modifico la sua figura..come non si modifica l'acqua nel bicchiere o in tazza..

    Se poi vogliamo chiamare il Non Essere lo scomparire o il luogo dove le cose scompaiono..non è che le cose cambiano se chiamiamo la zuppa il pan bagnato..
    Basta che poi si accettino certe conseguenze e non attribuire le leggi dell'Essere in luoghi dove l'Essere non ha autorità..
    L'inghippo è quello di introdurre il concetto di relazione fra argilla e bicchiere come se materia e forma fossero due entità distinte , utilizzando la matematica possiamo formulare la situazione più chiaramente senza cadere in contraddizioni dovute all'ambiguità del linguaggio.

    In realtà la relazione non è fra argilla e bicchiere ma fra i vari singoli granuli che dell'argilla utilizzata.

    Basta indicare il bicchiere e la bottiglia non come oggetti a sestanti ma come disposizioni particolari delle posizioni di ciascun singolo granulo di argilla , avremo che la trasformazione da bicchiere a bottiglia si può descrivere semplicemente come una trasformazione di ogni singola posizione dei granuli.In questo modo il concetto di esistenza , a voi così caro , riguarda solo ogni singolo granulo , mentre bicchiere e bottiglia rimangono semplici disposizioni spaziali.Senza contraddizioni, almeno a questo livello.

  8. #108
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Si ma mi sfugge il problema..
    Spesso in filosofia si parla senza sapere bene a cosa si risponde..e si procede fraintendendo le parole dell'altro fino a muoversi in un labirinto inestricabile..
    E' sostanzialmente un problema di definizioni, come ho già avuto modo di provare nelle discussioni con te.

    Mi piace molto il concetto di non numerabile applicato ai numeri.
    PS: non voglio imbarcarmi nella solita discussione sull'infinito per te indefinito se prima non facciamo un elenco esaustivo delle definizioni dei termini utilizzarti.

  9. #109
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    Citazione Originariamente Scritto da claddav Visualizza Messaggio
    L'inghippo è quello di introdurre il concetto di relazione fra argilla e bicchiere come se materia e forma fossero due entità distinte , utilizzando la matematica possiamo formulare la situazione più chiaramente senza cadere in contraddizioni dovute all'ambiguità del linguaggio.

    In realtà la relazione non è fra argilla e bicchiere ma fra i vari singoli granuli che dell'argilla utilizzata.

    Basta indicare il bicchiere e la bottiglia non come oggetti a sestanti ma come disposizioni particolari delle posizioni di ciascun singolo granulo di argilla , avremo che la trasformazione da bicchiere a bottiglia si può descrivere semplicemente come una trasformazione di ogni singola posizione dei granuli.In questo modo il concetto di esistenza , a voi così caro , riguarda solo ogni singolo granulo , mentre bicchiere e bottiglia rimangono semplici disposizioni spaziali.Senza contraddizioni, almeno a questo livello.
    Bè..è quello che ho detto io...oppure no..?.............
    Comunque anche i granuli occupano posizioni prima virtuali o nel Non Essere e poi reali o nell'Essere..
    Comunque la si metta non si sfugge al divenire come passaggio dall'Essere al Non Essere..perchè il futuro non esiste prima che venga trasportato nel presente con i gesti che io determino godendo della libertà di scelta ..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #110
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    Predefinito Riferimento: Perché vivere?

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Si ma mi sfugge il problema..
    Spesso in filosofia si parla senza sapere bene a cosa si risponde..e si procede fraintendendo le parole dell'altro fino a muoversi in un labirinto inestricabile..
    Il problema (se tale possiamo definirlo) è che gli [I]"indefiniti calcoli[/I non sono tali (al massimo sono sconosciuti) perchè gli elementi con cui si effettuano i calcoli sono presi da insiemi già esistenti...Insomma il non essere non esiste perchè si combinano elementi preesistenti....

 

 
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