Goodbye Bukowski: l'anteprima del graphic novel d'esordio di Flavio Montelli



Tra poche settimane esce in libreria Goodbye Bukowski, graphic novel d'esordio del ravennate Flavio Montelli. Classe 1984, Flavio si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Ravenna. Ha collaborato come illustratore con riviste e quotidiani e con il Teatro delle Albe. E' coordinatore della rivista "Supertranquillo". Ha da poco aperto un blog che si chiama Panoramania: PANORAMANIA.
In Goodbye Bukowski, Montelli racconta per immagini la biografia di uno dei più iconici personaggi della letteratura americana e ne indaga luci e ombre, al di là dell'immagine di sregolatezza ed eccesso sedimentata nello stereotipo.
Ve ne proponiamo qualche tavola in anteprima.

Coconino Club: Goodbye Bukowski: l'anteprima del graphic novel d'esordio di Flavio Montelli



La si legge volentieri, e non solo, questa prima graphic novel di Flavio Montelli. Il disegno, ispirato all’underground americano, è del tutto in linea con quello di cui si racconta; ma soprattutto ne emerge un’immagine di Charles Bukowski molto diversa da quella che di solito ne abbiamo: ubriacone sì, ma molto tenero e innamorato, dolcissimo con le donne e soprattutto con la figlia. Poi non so (e non mi interessa) quale sia il Bukowski più vero, se questo o quell’altro. Quello che conta è che Montelli lo racconta bene, forse perdendosi un poco verso la fine, quando i flash back si moltiplicano; ma è un peccato veniale, nel complesso.

Quello che più conta è che la storia ha un bel ritmo di pause e di eventi, e che soprattutto in questo modo si ottiene l’effetto di una complessiva serenità, anche se il protagonista non smette praticamente mai di bere. È come se un certo negativismo da intellettuale maledetto americano venisse riscattato da qualcosa di più solare, e persino il disegno, pur rifacendosi a Crumb, o a Seth, o comunque a quel tipo di impostazione grafica, appare in qualche modo più sorridente…

Sarà l’attraversamento dell’oceano, sarà che l’immagine degli scrittori ubriaconi è passata un po’ fuori moda (ma l’eventuale loro qualità letteraria no), ma nel complesso è molto piacevole questa rivisitazione, questa separazione del personaggio Bukowski dall’immagine un po’ usurata che ancora gli si tiene cucita addosso (e che magari vende, certo! e questo, per chi gestisce la sua eredità, è quello che conta).


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