In questi giorni sui media si è parlato, pur senza dargli molto risalto, di un fatto di cronaca giudiziaria molto rilevante: la richiesta di rinvio a giudizio per Vasco Errani, detto anche "the last Emperor"
Visto che la vicenda è complessa, comincio in questo primo post con la storia amministrativa (versione ufficiale) spiegata per sommi capi grazie al lavoro degli Amici di Beppe Grillo di Imola. Ci sarà tempo per un'analisi più sostanziale e legata all'etica pubblica dei nostri amministratori.
Un primo permesso a costruire venne concesso alla coop. Terremerse dal Comune il 17 giugno 2005.
Per costruire quella cantina nel novembre del 2005 la Regione erogò un contributo di 1 milione di euro. Inizialmente il progetto di Terremerse non risultava ammesso a contributo, dodicesimo in graduatoria. Il ripescaggio insospettì alcune forze politiche che in consiglio regionale sollevarono la questione.
Il progetto predisposto dalla coop. Terremerse - per il quale fu presentata istanza di finanziamento all'assessorato all'agricoltura della Regione sulla base di un bando relativo ai fondi del programma di sviluppo rurale 2000-2006 - consiste nella realizzazione di un nuovo stabilimento enologico, necessario alla delocalizzazione di un impianto preesistente. L'importo di spesa previsto, all'atto della domanda di finanziamento, ammontava a 6.006.000 di euro.
Quando è stata approvata la graduatoria di merito, l'importo massimo di spesa ammissibile è stato fissato a 2.500.000 di euro, inferiore al costo effettivo preventivato.
Successivamente alla dichiarazioni di avvio dei lavori (28 gennaio 2006), è stata presentata all'Amministrazione (23 marzo 2006) richiesta di variante al progetto approvato.
E' importante sottolineare che la variante richiesta ha comportato una consistente riduzione della spesa di progetto. In sostanza, la cooperativa ha individuato un lotto funzionale, nell'ambito del progetto complessivo, per un importo di 2.700.000 di euro. Quindi il contributo concesso ed erogato è da ricondursi solo a questa quota di investimenti. Il lotto funzionale del progetto che ha riguardato il finanziamento pubblico era relativo alla prima fase di realizzazione dell'impianto (es. sistemazioni esterne, fondazioni, prefabbricati ecc.), mentre sono stati realizzati a totale carico della Cooperativa interventi realizzati in una fase successiva (es. parte degli impianti fissi, e quasi tutte le voci riguardanti le tecnologie produttive).
Il secondo permesso chiesto al Comune di Imola il 28 marzo dopo le modifiche al progetto arrivò dagli uffici comunali il 23 maggio. Il 31 dello stesso mese Terremerse dichiarò di avere ultimato l'opera, almeno per quanto attinente il contributo pubblico. L'assenza del certificato di agibilità e di conformità edilizia sarebbe stata superata attraverso una delibera della giunta regionale che dichiarava questi atti non necessari al fine del bando.
Uno dei punti da chiarire sono appunto i tempi del certificato di agibilità della cantina di Imola, documento comunale che Terremerse avrebbe dovuto presentare entro il 15 giugno 2006 a pena di perdita del finanziamento
Nella delibera regionale 1224 del 4 settembre 2006 , si prende atto che molte imprese ammesse a godere dei finanziamenti del Piano regionale di sviluppo rurale hanno difficoltà a rispettare i termini perentori imposti dalla normativa. Si ammette che le verifiche finali dei progetti, da parte della Regione, «non sono state ancora concluse data la difficoltà dei beneficiari di acquisire il certificato di agibilità».
Per far fronte a queste esigenze, la Giunta regionale ha stabilito, con la deliberazione 1224 del 4 settembre 2006, che la Regione potesse procedere alla liquidazione dei finanziamenti anche in assenza di quella certificazione, purché i beneficiari presentassero polizza fideiussoria bancaria o assicurativa a copertura dell'intero importo del contributo spettante, maggiorato del 10%.
La cooperativa Terremerse ha usufruito di questa possibilità.
Terremerse aveva presentato al Comune di Imola altre due Dia (dichiarazioni inizio lavori) dopo il maggio 2006, cioè nel maggio e del dicembre 2007. Ma c´è chi sostiene che l´importante era aver finito la parte soggetta al finanziamento pubblico.
Tutto quello che potesse certificare il completamento dell'opera. Invece la dichiarazione di fine lavori è arrivata al Comune solo 5 luglio 2007 e l'agibilità concessa il 10 gennaio 2008.
Al taglio del nastro annunciato per la vendemmia del 2006 si giunse tre anni dopo.
Oltre alla concessione del contributo e al rispetto della correttezza delle procedure, al vaglio degli inquirenti c'è anche la vicenda del passaggio di proprietà dello stabilimento di via Bicocca, che secondo il bando regionale era vincolata per almeno 10 anni mentre passò di mano nel giro di alcuni mesi alla società Colli imolesi e quindi, chiusasi la breve esperienza di quest'ultima, nel 2008 attraverso la fusione con la Copa di Faenza alla Cantina dei Colli romagnoli, che orbita nel gruppo Cevico.
Nella sua ricostruzione fatta in consiglio comunale il 2 settembre 2010, nel pieno delle polemiche e delle indagini, il sindaco Daniele Manca riferì di un primo permesso a costruire rilasciato alla cooperativa il 17 giugno del 2005. Ad esso fece seguito un secondo permesso su una variante al progetto chiesta l'anno successivo dalla stessa Terremerse, che aveva ridimensionato le proprie mire. Nel frattempo i lavori però erano partiti seguendo la nuova impostazione progettuale, senza che fosse stato rilasciato né il titolo edilizio né fosse stata depositata la pratica sismica, cosa che avverrà solo il 30 maggio 2006. Insomma, un abuso edilizio, come il Comune di Imola ha accertato a seguito di un procedimento amministrativo avviato nel giugno del 2011. Nell'agosto scorso da Terremerse è arrivata la richiesta di sanatoria "relativa alla tempistica dell'esecuzione dei lavori" e "ad alcune difformità come si evince dagli elaborati tecnici"."Rilevato - come si legge ancora nel documento - che gli interventi oggetto della istanza di sanatoria sono conformi agli strumenti urbanistici generali e di attuazione approvati e non in contrasto con quelli adottati", il 26 gennaio 2011 viene concessa la sanatoria richiesta perchè a quel punto, spiega l'assessore all'Urbanistica Andrea Bondi, <>
Fine prima parte.
Qui sotto la relazione del Sottosegretario Bertelli del 2009. Un documento non al servizio della verità, ma esclusivamente della difesa del presidente. Ci sono gravi falsità. La più grande è evidenziata in giallo. E' la stessa relazione, presentati ai PM per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Stiamo valutando se il falso in atto pubblico si possa quindi estendere anche alla relazione d'assemblea letta dal sottosegretario.
LA RELAZIONE DI BERTELLI Resoconto Seduta n. 157 VIII Leg Terre Emerse Ogg. 5109-5088.pdf