Nel giorno in cui Confindustria, non smentita dal governicchio, descrive la nostra situazione economica e sociale simile alle conseguenze di una guerra e nello stesso giorno in cui, ancora una volta, pervicacemente e inutilmente, la Corte dei Conti, denuncia le stesse cose di sempre (corruzione, evasione, disagio sociale, ecc.) c'è chi, appagato e inorgoglito da una sentenza che impone il reintegro di 145 attivisti sindacali travestiti da operai, decide di usare lo strumento dello sciopero per consentire ai garantiti del posto fisso, cioè coloro che per adesso non hanno ancora il problema del posto di lavoro, di guardare la partita Italia-Germania.
Un osservatore straniero che leggesse questa notizia probabilmente non ci credrebbe, addirittura lo stesso guastatore Landini finge di dissociarsi da questa inizitiva strampalata ritenendo "sbagliata la tempistica", eppure è accaduto veramente! E non una ma DUE VOLTE.
«La Fiom ha proclamato per oggi alla Sevel di Val di Sangro uno sciopero di quattro ore in coincidenza con lo svolgimento della semifinale del campionato europeo di calcio tra Italia e Germania. L'iniziativa viene ufficialmente presentata come un'azione di protesta contro la politica del governo e la riforma del mercato del lavoro. Ma la scelta dell'orario e la programmazione solo sul secondo turno non lasciano dubbi».
Questa, compagni sinistrati, amici e sodali del sindacalismo, è ARROGANZA.
Queste iniziative sono un INSULTO inaccettabile per milioni di disoccupati e di giovani in cerca d'occupazione che non sanno come tirare a sera e di certo non hanno l'impellente preoccupazione di dedicare attenzione alle imprese della nostra nazionale certi di essere comunque garantiti perché stoltamente coperti dalla connnivenza del sindacato con una magistratura del lavoro miope e fuori ormai dalla storia civile di questo Paese.
Non bastavano gli insulti anticostituzionali di un ministro del lavoro piagnone e isterico... Dobbiamo ancora sopportare che la marmaglia sindacale imponga le sue immonde decisioni per dimostrare di essere ancora forte e vitale.
VER-GO-GNA!




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