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Discussione: Il Mullah Grillo

  1. #1
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    Predefinito Il Mullah Grillo

    Rassegna stampa
    Il Mullah Grillo
    Emanuele Fiano - Europa
    di Emanuele Fiano, pubblicato il 26 giugno 2012 , 199 letture
    Emanuele Fiano sugli scontri a Roma:
    In un'intervista a un quotidiano israeliano, Beppe Grillo ha demolito alcuni dei fondamenti su cui si è basata la sua notorietà prima come guru della Rete e oggi come leader politico.

    Primo, Grillo vuole far passare come fonte sicura dell'analisi sui testi di Osama Bin Laden, l'autorevolissima opinione del suo celebre suocero iraniano, fin qui rimasto nell'ombra, ma che evidentemente potrebbe fornirci nuove suggestive interpretazioni delle migliaia di innocenti uccisi la cui morte è stata orgogliosamente rivendicata dal leader di Al Qaeda prima e dopo la strage delle Torri gemelle (peraltro sull'Iran, Grillo cita anche un'altra autorevole fonte di intelligence riguardo la situazione economica del paese. Questa volta è il turno del cugino costruttore di autostrade, che ci illustra la straordinaria salute dell'economia iraniana, paese dove peraltro sarebbe vietato diffondere opinioni diverse...).

    Secondo punto, nel testo dell'intervista si rivendica la centralità del ruolo della donna nella società iraniana, come se tale affermazione potesse di per sé farci dimenticare le lunghe battaglie dell'opposizione al regime di Ahmadinejad, le drammatiche manifestazioni e i diversi morti del movimento Onda verde degli anni scorsi, che rivendicavano per il loro paese diritti, libertà e democrazia. Ma d'altra parte, Grillo tratta con inaccettabile superficialità le minacce del governo di Teheran allo stato di Israele sostenendo che, in fondo, tutte le notizie provenienti da quell'area sono falsate da agenzie di disinformazione appartenenti al mondo ebraico.

    Teoria complottista peraltro molto in voga in tutti gli ambienti neofascisti e neonazisti, da molti anni, diciamo dall'epoca della teoria demo-pluto-giudaico-massonica.

    Terzo punto, l'opinione che Grillo esprime sulle centinaia di morti massacrati che fino ad adesso si contano in Siria, dovuti alla barbara repressione del governo nei confronti dell'opposizione è semplice: il comico genovese dichiara senza vergogna che non si può dimostrare se quelle vittime siano effettivamente responsabilità del regime di Damasco oppure frutto dell'azione di agenti infiltrati.

    Quarto punto, sui matrimoni gay Beppe Grillo non ha bisogno di affidarsi al parere dei parenti. È proprio lui che questa volta non sa cosa rispondere alla domanda se sia favorevole o meno. Su questo argomento, il suo copione recita un bel «forse».

    In conclusione, colui il quale vuole mandare a casa tutto il parlamento e vuole sostituire la classe dirigente italiana alla guida del paese, nel campo dei diritti civili degli omosessuali non ha un'opinione e nel campo fondamentale e decisivo della politica estera mondiale basa le sue argomentazioni sul sentito dire di qualche parente e sulla vetusta teoria del complotto della lobby ebraica come fonte della disinformazione su quello che accade in Medio Oriente.

    Veramente singolare, il guru della Rete come nuova fonte di verità, si dimentica che ognuno di noi in ogni minuto della giornata è in collegamento con migliaia di persone in Israele, in Palestina, in Siria, in Egitto, etc. e può continuamente controllare quanto di drammatico sta avvenendo. Ognuno di noi ha letto libri, articoli, testimonianze dirette, visto immagini inoppugnabili, letto tweet e post, viaggiato, visto con i propri occhi: ognuno di noi vede il dramma della Siria, il regime negazionista di Teheran, la follia omicida del movimento fondato da Osama Bin Laden.

    Non c'è che dire: il profeta dell'innovazione e dell'iper-democrazia usa testi e slogan vecchi come il mondo e dimostra tutta la propria inadeguatezza e superficialità a trattare argomenti che sono evidentemente più complicati della redazione di un blog.

    Il Mullah Grillo | Partito Democratico
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  2. #2
    Brigata Boschi
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    Predefinito Re: Il Mullah Grillo

    piddini in versione "checche isteriche" :hihi:
    planando sopra Boschi di braccia tese

  3. #3
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    Thumbs down Re: Il Mullah Grillo

    L’Iran che gli piace: torture e donne umiliate

    Nell'Eldorado del comico per un aperitivo si viene condannati a morte




    Riconosciamolo, anche in politica Grillo conserva la sua innata, strepitosa comicità. E la esprime con estro creativo e frizzante nell’intervista al quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth in cui spiega i miracoli dell’economia iraniana.




    Un’economia coi fiocchi a sentire il nostro guru dove grazie all’olio di gomito dei persiani tutto fila per il meglio. La battuta non è male, ma rischia di far infuriare i pochi imprenditori iraniani costretti a fare i conti non solo con le sanzioni internazionali, ma anche con il monopolio delle bonyads, le fondazioni religiose che controllano il 20 per cento della produzione iraniana sfornando auto, palazzi e pannolini senza pagare un riyal di tasse.

    I guai delle bonyads son però poca cosa rispetto ai disastri della presidenza di Mahmoud Ahmadinejad.

    Le ricette economiche del presidente hanno fatto schizzare al cielo i prezzi di tutti i beni di consumo creando una situazione di povertà diffusa tra il ceto medio e facendo toccare all’inflazione livelli molto più alti del 21 per cento annuo ammesso ufficialmente dal governo.

    Ma il problema più grosso dell’Iran resta la maledizione del petrolio, l’incapacità di trovare alternative a quella ricchezza facile e remunerativa.

    Pur contando sulla terza riserva mondiale di greggio e su estrazioni quotidiane per oltre 4mila milioni di barili gli oltre 70 milioni di iraniani devono accontentarsi di stipendi medi da 400 euro al mese pari cioè a quelli di un cittadino serbo, rumeno o algerino.

    Anche con queste paghe da fame il dieci per cento della popolazione attiva non riesce, secondo i dati ufficiali, a trovar un lavoro.

    Dati che salgono fin il 20 per cento se a maneggiarli è l’opposizione.

    Ma il paradosso più strabiliante di quest’economia del petrolio, 17ma al mondo per prodotto nazionale lordo, è la sua incapacità di diversificarsi. A 33 anni dalla rivoluzione Teheran non s’è ancora dotata delle raffinerie sufficienti a far fronte alla domanda interna e importa il 40% della benzina consumata nel paese.

    Ma nell’Eldorado di Grillo non si rischia solo di morire di fame.

    Per capirlo il nostrano profeta della democrazia digitale può provare a digitare su Google il nome Mehdi Karzali.

    Scoprirà che questo blogger iraniano, condannato a quattro anni e mezzo di galera per aver «diffuso propaganda contro il sistema», è arrivato ad un passo dalla morte dopo 40 giorni di sciopero della fame nel carcere di Evin.

    Destino gramo, ma condiviso con decine di altri attivisti digitali finiti in galera e torturati per aver postato su internet qualche critica al regime.

    Grillo può anche leggersi i regolamenti che intimano agli internet cafè di riprendere con telecamere interne tutti i frequentatori e consegnare i loro dati alla neo nata «cyber-polizia».

    Se non ci crede può telefonare a Mehdi Karroubi e Mir Hossein, due signori che dopo aver fatto la rivoluzione e aver ricoperto le più alte cariche dello Stato hanno avuto la balzana idea di contestare il regime e si ritrovano da due anni agli arresti domiciliari.

    Se non rispondono può navigare il sito di Amnesty International dove si ricorda che «centinaia di prigionieri di coscienza e prigionieri politici risultano detenuti o imprigionati».

    Oppure dove basta essere sorpresi a bere alcolici (per la terza volta) per essere condannati alla pena capitale.

    La condanna, convalidata dalla Corte Suprema, per due uomini della provincia di Khorasan-e Razavi già puniti con 80 frustate in due occasioni.

    Quanto alle donne «centro della famiglia» Grillo non ha tutti i torti.

    Il matrimonio con una donna iraniana deve avergli regalato l’opportunità di farsi una sciatina sui monti Alborz a Nord di Teheran.

    Su quelle piste, dove il genere femminile si godeva gli ultimi scampoli di libertà, sono arrivate, lo scorso inverno, le regole dell’autorità religiosa e le donne hanno finalmente calato il velo e abbandonato la pessima abitudine di presentarsi in pista senza la compagnia di padri fratelli e mariti.

    Anche lì insomma tutto finalmente fila liscio e le donne sono, proprio come sostiene Grillo, solidamente e obbligatoriamente al centro della famiglia.

    Quanto agli omosessuali, sul cui possibile matrimonio il nostro deve ancora riflettere, qualcuno in Iran sembra già aver preso una decisone.

    Il 16 aprile scorso l’ayatollah Abdollah Javadi-Amoli, affrontando nella città santa di Qom il tema dell’omosessualità e della tendenza dell’Occidente a legalizzarla, ha chiarito quale sia il ruolo degli omosessuali.

    «Secondo il Corano le loro vite sono ad un livello più basso di quelle degli animali. Neppure cani e maiali commettono i loro atti odiosi».

    ...


    iango:
    ________________________________


    Impossibilia nemo tenetur

  4. #4
    Si legge NUAR!!
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    Predefinito Re: Il Mullah Grillo

    e qual è il problema?
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

 

 

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