Centrali nucleari in Italia - Alea iacta est
Le 4 Centrali che verranno installate in Italia sono del tipo EPR (European Pressurized Reactor) ad acqua pressurizzata, ciascuna da 1600 MW di potenza (molto consistente) per un totale quindi da installare, nel tempo, di 6400 MW; la prima dovrebbe entrare in funzione nel 2020. E’ questo un tipo di Reattore nucleare definito di “terza generazione avanzata “ e costituisce, assieme all’APR, l’evoluzione della filiera dei PWR (Pressurized Water Reactor) di “seconda generazione”, attualmente i più diffusi al mondo e a suo tempo sviluppati negli USA (brevetto Westinghouse), oltre ad essere impiegati anche per la propulsione nucleare di sottomarini e portaerei (la Nimitz).
Da notare che di questo tipo - però di seconda generazione - era anche la Centrale nucleare di Three Mile Island (Harrisburg - USA) il cui incidente non fu causato dal mancato funzionamento del meccanismo di comando delle barre di controllo, che arrestarono tempestivamente la reazione a catena nel nocciolo entro 8 sec dall’inizio dell’incidente, ma, anche in questo caso, da errori umani aggravati da guasti ad alcune apparecchiature vitali, per cui venne interrotta l’alimentazione dell’acqua di raffreddamento con le inevitabili note conseguenze.
Anche nel nuovo Reattore EPR è l’acqua che assolve la doppia funzione di “moderatore” dei neutroni (cioè rallentatore dei neutroni veloci emessi dal nocciolo durante la reazione nucleare) e di ” fluido termodinamico di raffreddamento “ del nocciolo. Si tratta di acqua naturale (cioè non pesante), denominata “acqua leggera” per distinguerla dall’ “acqua pesante” (ossido di deuterio D2 O) che viene invece impiegata come “moderatore“ in un altro importante tipo di Reattore (il CANDU). Come combustibile nucleare gli EPR utilizzano ossido di uranio molto arricchito, in percentuali variabili fra il 4 e il 6%, che consente una sensibile riduzione delle dimensioni del Reattore, oppure miscele di ossidi di uranio e plutonio (combustibile MOX - Mixed oxide fuel)).
Questo tipo di Reattore sviluppa una potenza doppia di un Reattore di “seconda generazione” in quanto il combustibile nucleare resta più a lungo nel Reattore, il che implica il “bum-up”, ossia un utilizzo più prolungato rispetto ai Reattori attuali con conseguente maggiore radiotossicità.
Come nei Reattori di seconda generazione, il combustibile si trova sotto forma di piccole pastiglie contenute in barre composte normalmente in leghe di zirconio. Per “controllare” la potenza” e “spegnere” il Reattore vengono impiegate barre di argento, cadmio e indio.
I miglioramenti apportati a questo tipo di Reattore derivano dall’esperienza acquisita sugli esistenti PWR di “seconda generazione” senza peraltro apportare modifiche sostanziali, specie per quanto riguarda il “refrigerante” ed il “moderatore” le cui funzioni restano affidate ancora all’acqua “leggera”.
Nella filiera dei PWR (e dei BWR) rientra anche il Reattore ABWR (Advanced Boiling Water Reactor) di “terza generazione” sviluppato dalla General Electric che lo ha derivato dal BWR di “seconda generazione” (come era quello di Caorso) ed entrato già in servizio in Giappone nel 1996.
Un Reattore EPR, dello stesso tipo di quello in costruzione a Flamanville, costituisce anche la terza unità della Centrale finlandese in costruzione ad Olkiluoto, che dovrebbe entrare in funzione entro il 2012. Sono questi i due unici prototipi di Reattori EPR attualmente in costruzione in tutto il mondo.
La particolare attenzione riservata alle nuove misure di sicurezza, suggerita dalla lunga e consolidata esperienza acquisita specie per quanto riguarda l’errore umano ed il sensibile aumento della potenza massima erogabile (1600 MWe) da questi Reattori di “terza generazione”, incidono sensibilmente sui costi di costruzione. In compenso però, avendo un maggiore rendimento nell’utilizzo del combustibile (in kWh/kg di uranio impiegato), ricavano più energia specifica, ad evidente maggiore vantaggio economico nell’esercizio, e producono, in proporzione, meno scorie (del 20%) rispetto alla versione precedente. Per contro, però, l’aumento del burn-up - ossia del livello di esaustione del combustibile - porta ad una maggiore radioattività delle scorie che, secondo la Areva (la multinazionale francese che opera nel campo dell’energia, specie in quella nucleare), sarebbe del 15% mentre per Greenpeace è addirittura del 100% come minimo.
In conclusione, il ministro Scajola durante una visita all'impianto in costruzione a Flamanville, considerato il più moderno impianto del mondo, si è dichiarato entusiasta del Reattore nucleare EPR (N.d.a.: come lo fu, a suo tempo, Cossutta in occasione della visita alla Centrale di Chernobyl !) la cui tecnologia è al momento la più avanzata nel mondo. La Edf ha attualmente in costruzione altre quattro centrali negli Usa, due in Cina e quattro in Giappone.
Intanto però a La Hague (sempre in Normandia) si è recentemente verificata una “fuoriuscita di materia " all'interno del sito per la rigenerazione dei combustibili nucleari. L'incidente è stato classificato di categoria 1 e le autorità assicurano che "non ha alcuna conseguenza sul personale e sull'ambiente". L’ Areva, che gestisce la struttura, ha fatto sapere che è straripato un contenitore di plutonio e che " la materia è rimasta confinata all'interno del locale nel quale si svolgeva l'operazione; le operazioni di riempimento sono state bloccate e la materia recuperata". Si tratta del quarto incidente di livello 1 registrato nello stesso stabilimento dall'inizio dell'anno.
http://www.legnostorto.com/index.php...5160&Itemid=46




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