Nella Costituzione dogmatica "Dei Verbum": questo documento, in perfetto accordo con la tradizione cattolica, precisa che "Parola di Dio" non è definizione per la Bibbia, bensì per l'intera Rivelazione di Dio, che trova il suo centro e il suo compimento nella persona di Gesù Cristo: è Lui, pertanto, la vera Parola di Dio, attorno alla quale tutto converge.
Per dirlo con un gioco di parole, la Bibbia, certamente, è parola di Dio, ma la Parola di Dio non è la Bibbia. Ciò significa che per un cattolico la Bibbia, più che parola di Dio, è parola ispirata da Dio. E c'è una bella differenza. Al fedele tutto ciò che sta scritto nella Bibbia interessa nella misura in cui conduce a Gesù Cristo.
Le Scritture si trovano allora, come Cristo, sul limite di due versanti: quello umano e quello divino. Guai a ridurle all'uno o all'altro: occorre tenerli insieme. Perciò la Bibbia è sia parola di uomini che comunicazione del Verbo Eterno di Dio, che non ha mai disdegnato la mediazione umana e temporale per parlare e rivelarsi.




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